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Le statue-automa del Settecento che suonavano,disegnavano perfettamente e sapevano persino scrivere

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Antenati dei robot e dei computer, gli automi nacquero come un divertimento artistico. Si svilupparono parallelamente alla tecnologia degli orologi, a cui dovevano le complesse meccaniche interne e raggiunsero l’apice del successo tra il Settecento e l’Ottocento, in sontuosi apparati decorativi e attraverso azioni complesse. In questa pagina potremo vedere un imperdibile documentario sul museo degli automi, a York. Un video che merita davvero d’essere aperto e seguito con meraviglia. Vedremo anche due dei tre automi che venivano prodotti, nel Settecento, dalla famiglia Jaquet-Droz,bambole statua che scrivevano, disegnavano e suonavano, attraverso una complessa serie di meccanismi che produceevano i movimenti reali della mano sulla penna o sulla tastiera del pianoforte..

 

GLI SPLENDIDI AUTOMI DEL MUSEO DI YORK

 

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La famiglia svizzera Jaquet-Droz  costruiva orologi  splendidi – come quelli realizzati tuttora, con lo stesso marchio – per regnanti e aristocratici, nonché portentosi automi che sono gli antenati delle attuali catene robotizzate delle industrie più avanzate. Ciò dimostra quanto l’attività ludica o artistica sia spesso fondamentale per lo sviluppo della tecnologia o degli apparati decorativi o del design del prodotto industriale. Tra gli automi costruiti dalla famiglia Jaquet-Droz, i più celebrati sono tre modelli realizzati tra il 1768 e il 1774 . Essi suonano, scrivono e disegnano. Le bambole, ancora funzionanti e considerate tra i remoti antenati dei computer, sono esposte al Musée d’Art et d’Histoire di Neuchâtel , in Svizzera.

Gli automi sono stati progettati e costruiti da Pierre Jaquet-Droz, Henri-Louis Jaquet-Droz e Jean-Frédéric Leschot come gioco di intrattenimento che risultava un ottimo strumento promozionale per la vendita di orologi tra la nobiltà d’Europa nel 18 ° secolo. Vediamo di capire cosa fanno i tre personaggi

La musicista
Un’elegante signora sta davanti a una tastiera. Il meccanismo parte e nella stanza si diffonde una musica melodiosa. La musica non è, come si potrebbe pensare, prodotta da un carillon, ma  dall’azione delle dita dell’automa su uno strumento musicale reale. Per aumentare il senso di verità della  bambola-statua, i costruttori realizzarono anche meccanismi che agiscono sul movimento degli occhi, sull’espansione ritmica del torace- che simula perfettamente la sequenza respiratoria – e sul movimento del busto, che ripete il bilanciamento espressivo del musicista, che esegue con trasporto un brano musicale.

 

Il disegnatore

E’ un bambino-automa che può effettivamente stendere, su un foglio, quattro diverse immagini: un ritratto di Luigi XV , una coppia regale (forse Maria Antonietta e Luigi XVI ), un cane con la scritta ” Mon Toutou “(“il mio cagnolino”) e una scena mitologica, nella quale appare Cupido, alla guida di un carro trainato da una farfalla.  L’automa-disegnatore si muove anche sulla sua sedia e soffia periodicamente sulla matita per rimuovere la polvere di lapis.

Lo scrittore

Lo scrittore è il più complesso dei tre. Infatti è in grado di scrivere qualunque testo personalizzato fino a 40 lettere. Le frasi possono essere infatti cambiate, “programmando” il meccanismo interno. Il testo viene riportato su una ruota che contiene tutti i caratteri e che li seleziona, imprimendo poi alla mano ogni movimento che consente al finto arto stesso di scrivere. Lo scrittore usa una piuma d’oca, che egli, di volta in volta, intinge nell’inchiostro, estraendo poi la penna dal calamaio con una scossa del polso per evitare che il liquido sia quantitativamente eccessivo. I suoi occhi seguono con attenzione la stesura del testo, mentre la testa si muove, quando il braccio si allunga per tornare ad intingere il pennino nell’inchiostro.

 

 

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