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Le tavole di Deveria: quando le donne sono silenziose ascoltano il diavoletto

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Ecco l’azione martellante di un diavolo burlesco e tentatore, letteralmente penetrante, con le sue argomentazioni, alle quali, per quanto le signore si oppongano con cogitante silenzio, non sono assolutamente in grado di resistere; specie quando lui induce il ricordo di certe parti anatomiche del maschio. C’è resistenza, in quei lunghi silenzi immoti in cui i pensieri femminei entrano in contrasto, ma il cedimento diventa potente quanto un elastico sempre più teso nella momentanea rinuncia. La congrega di diavoletti-satiri, irridenti e dispettosi ha il fine di far cadere anche le torri d’avorio. E ci riesce.

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Quindi eccoli affacciarsi con un pene succedaneo in mano mentre la signora si pettina, insinuarsi in cucina e nelle carni di una casalinga che viene “cucinata” alla diavola, o ancora il demonietto che insegna alla signora la tecnica esatta per adescare – anche qui termine letterale – i maschi, nel corso di una divertente battuta di pesca in un torrente canterino, in cui le prede sono guizzanti peni, da condurre a riva e nel cestino. Siamo certamente. sotto il profilo temporale ormai lontani quasi due secoli dal giorno in cui queste lastre furono incise; e il costume è molto cambiato. Ma le opere, così sulfuree e mercuriali, ci fanno sorridere, se non mettiamo filtri moralistici tra la mente e le nostre labbra. Queste illustrazioni compartecipano del clima di un’epoca. Tanto per intenderci sui tempi: ricordate Victor Hugo, I miserabili? Ricordate l’oscurità di Notre Dame e i demoni-satiri delle gargouille, i mostri di pietra che raccolgono acque dalla gronda e la gettano a terra? Le atmosfere sono un po’ quelle.

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Achille Deveria, al quale sono attribuite queste incisioni, era amico di Hugo nonché di tutti i poeti, gli scrittori e i pittori che lavoravano sull’oscurità, il sentimento, la nazione, il medioevo. E partecipò pertanto, attivamente, alla nascita del Romanticismo francese.
Deveria era nato a Parigi il 6 febbraio 1800, figlio di un ufficiale di Marina, e sarebbe morto il 23 dicembre 1857, dopo aver svolto un ruolo culturale di rilievo. Da ragazzo aveva iniziato l’attività artistica, prendendo lezioni di pittura da Anne-Louis Girodet-Trioson, poi da Louis Lafitte. Nel 1822, immediatamente dopo l’esordio al Salon, lui e il fratello Eugène avevano deciso di organizzare un corso di disegno, che sarebbe stato molto rinomato a Parigi.

Achille, che qui vediamo impegnato in alcuni divertissement erotici, ha praticato vari generi artistici ed è stato il primo ad applicare, in stampa, il colore alla litografia. Tra i ritratti incisi, ha prodotto quelli di Balzac,
Victor Hugo, Alexandre Dumas padre, Prosper Mérimée, Franz Liszt e di molti altri artisti e scrittori. Alfred Musset gli leggeva i suoi primi versi, per ottenere consigli e indicazioni.

Nel Salon del 1846, il suo lavoro viene notato dalla critica. Scrive, in quell’occasione, Charles Baudelaire: “Questo è un bel nome, questo è un artista nobile e vero a nostro parere”. Nel 1849 viene nominato direttore del dipartimento di incisioni della Biblioteca Nazionale e assistente curatore del Dipartimento egizio del Louvre .

Passa gli ultimi anni, viaggiando in Egitto – uno dei suoi figli diventa un celebre egittologo – tra il disegno e la trascrizione delle antiche iscrizioni. Il 14 novembre 1855, due anni prima della morte, viene nominato Cavaliere della Legion d’Onore. Le stampe che vediamo in questa pagina furono pubblicate nel 1835 e sono connotate da un registro comico-grottesco, che ben delinea, comunque, il ruolo della psiche nei dissidi tra Es e Super-io. E sembra anticipare certe considerazioni di Freud sul rapporto tra isteria e deviazione della pulsione sessuale. Per questo anticipa Simbolismo, il decadentismo, e il Surrealismo.

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