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L’incognita dell’insondabile nella grande X di Michela Zanini

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1. Iniziamo con una breve scheda anagrafica, come se leggessimo una carta d’identità. Sotto il profilo della produzione artistica può immediatamente specificare il suo orientamento stilistico ed espressivo?

Mi chiamo Michela Zanini, sono nata il 4 gennaio 1996 a Lodi e cresciuta a Crespiatica (LO), un piccolo paese in cui tuttora vivo. Nel 2015 mi sono diplomata presso il Liceo Artistico Bruno Munari di Crema (CR) e attualmente sto frequentando il triennio di Scultura presso L’Accademia di Belle Arti di Brera, Milano.

a zanini foto

Per quanto riguarda il mio lavoro, i temi che tratto principalmente si sviluppano a partire da concetti e componenti di matematica, filosofia e meccanica, con un particolare interessa alla semplificazione e geometrizzazione delle forme. I materiali che utilizzo solitamente sono il legno e il marmo.

2. Nell’ambito dell’arte, della filosofia, della politica, del cinema o della letteratura chi e quali opere hanno successivamente inciso, in modo più intenso, sulla sua produzione? Perché?

In campo artistico ho subito una forte influenza dal Costruttivismo russo per la relazione tra arte e geometria, forma e colore. Un forte interesse per Constantin Brancusi m ha fatta avvicinare alla lavorazione del marmo e del legno tramite l’intaglio diretto. Inoltre ho preso grande ispirazione dal lavoro di Pietro Consagra per le sue opere monumentali e anche qui il sapiente utilizzo del marmo.

3. Può analizzare nei temi e nei contenuti l’opera da lei realizzata e presentata al Premio Nocivelli, illustrando le modalità operative che hanno portato alla realizzazione?

a zanini

 

Il lavoro nasce da una riflessione attorno al grande numero di domande irrisolvibili che durante la propria vita ogni uomo si pone: Chi siamo? Da dove veniamo? Dove andiamo?

Se questi tentativi di risoluzione fossero osservati da un punto di vista matematico, essi si potrebbero definire come sistemi irrisolvibili di equazioni a più incognite. È come se passassimo l’intera nostra vita a risolvere equazioni, le quali talvolta ci risultano impossibili. La scultura rappresenta una delle incognite che rimangono irrisolte e, per la loro importanza esistenziale, si materializzano nel vissuto quotidiano e nelle nostre continue riflessioni. La grande X giace al suolo, con una forte presenza fisica e materica, si impone nel mondo reale quale simbolo dell’atavico tentativo di scoperta dell’inconoscibile. La durezza e la resistenza del marmo sono caratteristiche associabili a queste incognite metastoriche: enti che vivono al di là del tempo umano.

Per realizzare questa scultura ho effettuato dei tagli su due lastre di pietra, che sono state poi incastrate tra loro, generando la forma di X nella terza dimensione.

4. Indirizzi di contatto.

E-mail:zaninimichela@gmail.com

Portfolio web: https://www.behance.net/zaninimich9a6d

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