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Lo stile di Michelangelo Buonarroti. Perché è ritenuto moderno?


Il Rinascimento è compreso, nella sua fase più alta, in circa cent’anni, dagli anni Venti del Quattrocento (1426, la Trinità di Masaccio) agli anni Venti del Cinquecento, quando il Sacco di Roma (1527), crea momenti di profonda crisi sia nell’ambito politico che sotto il profilo dell’espressione, Ciò non significa che esso conosca importanti precedenti e- e che per certi aspetti, Giotto e Petrarca nei siano gli antesignani –  o sviluppi che, a partire dagli assunti del periodo precedente, dominato dal sostanziale equilibrio dell’uomo vitruviano inserito nel cerchio leonardiano, vengono sviluppati con altre modalità, più inquiete, meno aperte alla centralità umanistica (manierismo). Michelangelo Buonarroti, favorito da una grande operosità e da una lunga esistenza è esponente della terza-quarta generazione dei maestri rinascimentali, quella più matura e tecnicamente più avanzata.

Pittore e scultore rinascimentale egli si esprime attraverso un titanismo ribellistico, che non è già più inscritto nei sereni orizzonti di certezza di artisti delle generazioni precedenti ( Piero della Francesca o Leonardo), né  tantomeno nella speranza della vittoria del bello-buono sul caos del Male (Raffaello). Influenzato profondamente dalla statuaria antica di tipo ellenistico, caratterizzata dal movimento spesso tormentoso delle figure – Il laocoonte -, egli è protagonista di quel Rinascimento titanico che è l’ultima sfida dell’uomo al caso e a Dio.Siamo pertanto, al cospetto delle sue opere, dalla cappella Sistina ai Prigioni, a un Rinascimento sottoposto ai prodromi della crisi e della rottura di un modello positivo, che vedeva una sostanziale convergenza tra Dio e l’Uomo.

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