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Lucca, restaurato il convento di san Francesco

Foto-5-bassaIl Complesso Conventuale di San Francesco, parte integrante della storia di Lucca, torna finalmente alla città, grazie all’imponente restauro interamente finanziato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, nell’ottica di un più ampio progetto di riqualificazione e recupero di alcune tra le più importanti aree monumentali cittadine. Un’esperienza esemplare che la Fondazione ha realizzato grazie alla proficua collaborazione con il Comune di Lucca e la Soprintendenza per i Beni Architettonici.
Il Convento di San Francesco ospiterà la sede del Campus universitario IMT Alti Studi Lucca, aggiungendosi a Biblioteca e uffici amministrativi già realizzati nel vicino complesso di San Ponziano.

I festeggiamenti organizzati per celebrare l’evento si apriranno il 6 luglio e andranno avanti per tutta l’estate, con un ricco programma dedicato alla città che si chiuderà il 4 ottobre.

Il programma degli eventi di riapertura
Il Complesso Conventuale di San Francesco riaprirà sabato 6 luglio 2013, con una grande cerimonia di inaugurazione alla presenza delle autorità, aperta alla città, per mostrare a tutti gli interventi di restauro che hanno riportato al suo antico splendore uno dei luoghi più significativi di Lucca.

Mercoledì 10 luglio, la Chiesa di San Francesco, ospiterà il Concerto dell’Orchestra del Teatro San Carlo di Napoli, diretto da Nicola Luisotti, toscano, per la precisione originario di Massarosa, Viareggio, già Direttore Musicale dell’Opera di San Francisco in California. Luisotti ha riscosso negli ultimi anni uno straordinario successo di critica sul podio di molti dei teatri lirici e dei complessi orchestrali più importanti del mondo. E’ uno dei direttori più esperti di questa generazione, 51 anni, soprattutto per Puccini (ha ricevuto il Premio Puccini della Fondazione Festival Pucciniano nel 2010) e per Verdi. E proprio a Giuseppe Verdi sarà dedicata questa serata, nella quale potremo ascoltare La Messa da Requiem.

Non poteva certo mancare, in questo programma, un omaggio alla figura di San Francesco con un evento d’eccezione, pensato apposta per l’occasione. Venerdì 19 luglio, sempre all’interno della Chiesa, Giancarlo Giannini, uno degli attori più dotati e apprezzati del panorama italiano, e lo storico Franco Cardini ci regaleranno un ritratto assolutamente inedito del ‘poverello di Assisi’, accompagnati da Mario Ancillotti al flauto e Alessia Luise all’arpa. Condurrà la serata la poetessa Alba Donati.

Dopo l’estate, sabato 7 settembre, al Complesso di San Francesco arriverà la Divina Commedia, Musical di Marco Frisina, direttore della Cappella Musicale Lateranense. Un’opera antica raccontata in chiave moderna col Coro della Diocesi di Roma, gli archi dell’Istituto Boccherini di Lucca e i fiati della Filarmonica Gaetano Luporini, diretta da Giampaolo Lazzeri.

I festeggiamenti si chiuderanno il 4 ottobre con un grande evento di rilievo nazionale, al momento ancora in fase di definizione, che, di fatto, aprirà i festeggiamenti per i 500 anni delle Mura di Lucca.

Dal 7 luglio al 4 ottobre, ogni domenica, saranno organizzate visite guidate per il pubblico e, fino a dicembre, specifiche iniziative didattiche riservate alle scuole della città e della provincia.

Tutti gli eventi in programma sono a ingresso libero, su prenotazione. Allo scopo sarà attivato un apposito numero verde.

 


Breve storia del Complesso di San Francesco
E’ una storia lunga nove secoli, quella del Complesso conventuale di San Francesco. Una storia che il restauro in corso ha riportato alla luce nelle sue varie fasi.
Il legame tra la città di Lucca e San Francesco D’Assisi non è casuale, secondo la tradizione seicentesca il Santo sarebbe appartenuto a un ramo della famiglia lucchese dei Moriconi, trapiantatasi anticamente in Umbria. Si sa dell’esistenza di un primo insediamento di francescani a Lucca già dal 10 aprile del 1228, data in cui Perfetto di Graziano offrì a Goffredo da Castiglione, cardinale prete presso San Marco, un appezzamento di terreno con orto e annessa capanna affinché i frati minori potessero erigervi la loro chiesa. L’area prescelta, nota come Fratta, si trovava appena fuori le mura duecentesche e già il 31 luglio dello stesso anno i lavori erano iniziati. Originariamente la chiesa venne dedicata a Santa Maria Maddalena e solo nel corso del Trecento il titolo fu sostituito in onore dell’Assisiate. Grazie a un importante nucleo di pergamene, conservate presso l’Archivio di Stato a Lucca, è possibile seguire donazioni e acquisti relativi alla comunità dei francescani. Il primo cantiere sembra già terminato l’8 agosto del 1232 e nel 1253 si hanno le prime testimonianze della ripresa dei lavori per l’ampliamento e/o ricostruzione del complesso, che andarono avanti fino alla fine del XIII, inizio XIV secolo.
La struttura architettonica della chiesa di San Francesco a aula unica, senza transetto, che si conclude in tre cappelle absidali, corrisponde alla tipologia dell’architettura mendicante in uso in Toscana in quel periodo. Alla metà del Trecento risale la costruzione della Cappella di Santa Lucia, voluta da Francesco di Bartolomeo Guinigi come cappella privata e funeraria per i membri della propria casata, sia maschili che femminili.

Le scoperte archeologiche
Straordinari i risultati della campagna di scavi promossa dalla Soprintendenza Archeologica della Toscana e dai successivi studi antropologici e paleopatologici condotti dalla Divisione di Paleopatologia dell’Università di Pisa sulle sepolture rinvenute, soprattutto su tre tombe femminili che hanno permesso di individuare con buona probabilità i resti delle tre mogli di Paolo Guinigi: la prima moglie, l’adolescente Maria Caterina degli Antelminelli, morta all’età di 12 anni, forse di peste; la terza, Jacopa Trinci, dei Signori di Foligno, che Guinigi sposò nel 1420 e morì nel 1422, dopo la seconda gravidanza, in questa tomba è stata trovata una bolla papale di Martino V (1417 -1431). Ma la scoperta più sensazionale è sulla terza tomba che potrebbe appartenere alla moglie più illustre, Ilaria del Carretto, morta anch’essa dopo la seconda gravidanza, e per la quale il marito fece realizzare da Jacopo della Quercia il celebre sarcofago conservato nella Cattedrale di San Martino, risalente al 1406 – 1408.
Con il passaggio del Convento all’Osservanza francescana, nel 1454, voluto fortemente dalla cittadinanza, ci fu un vero e proprio rifiorire del complesso, testimonianza ne è la realizzazione del terzo chiostro.
Forte è sempre stato il legame del convento con le classi più popolari lucchesi, tant’è vero che nel 1531 gli artigiani tessili decisero di radunarsi  qui, dando poi vita al Tumulto degli Straccioni.
Nel corso del XVII secolo, gli altari della chiesa furono progressivamente rifatti e l’aspetto attuale risale a quel periodo. Le finestre a bifora si devono invece a un restauro del 1844. Rispetto alla breve soppressione del periodo napoleonico, più grave e dannosa fu quella ad opera del neoistituito Regno d’Italia, a partire dal 1862, che trasformò il convento in caserma e la chiesa in magazzino. Soltanto ai primi del Novecento, la chiesa fu riaperta al culto e i francescani ripreso possesso degli ambienti conventuali, a parte la porzione chiamata ‘Stecca’ adibita a caserma. Nel 2003 i francescani lasciarono definitivamente il luogo.
Acquistato inizialmente dal Comune di Lucca, il complesso, nel dicembre 2010, è stato interamente rilevato dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca.

Note sul restauro e sulla destinazione
Il convento si estende su una superficie di oltre 12.000 mq, articolata in tre chiostri, un cortile e spazi verdi, tutti restaurati e destinati ad ospitare il Campus dell’IMT Alti Studi Lucca: sale studio e spazi meeting, variamente attrezzati a seconda delle esigenze di ricerca, saranno allestite nell’ex biblioteca, il refettorio, la chiesa di San Franceschetto e la Sagrestia vecchia; ci saranno uffici per docenti e studiosi, una grande aula magna nella Cappella Guinigi, per oltre 120 posti seduti; mensa ristorante e spazi di aggregazione nella ‘Ca Nova’, antico deposito del grano. Nella porzione nord, sul cortile e sul giardino, si concentrano gli spazi per la residenza, circa 100 posti letto suddivisi in camere doppie e singole, mini appartamenti per docenti con relativi servizi e spazi incontri. Parte dei percorsi dei chiostri saranno aperti al pubblico e connetteranno direttamente piazza San Francesco con il Giardino degli Osservanti e il parcheggio Mazzini. Negli ambienti annessi all’abside della chiesa di San Francesco, sarà allestito un piccolo museo archeologico, dove saranno esposti i risultati della campagna di scavo.

Le indagini preliminari propedeutiche alle opere di restauro sono iniziate nella seconda metà del 2010, ed i lavori sono partiti all’inizio del 2011 su progetto e direzione dei lavori dell’architetto Stefano Dini. Coordinamento generale di Franco Mungai, responsabile tecnico della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Opere edili realizzate dalle imprese Giunta Sauro di Capezzano e Fabio Francesconi di Lucca.
L’intervento di restauro, dopo un attento rilievo architettonico e un’analisi accurata dello stato di degrado del complesso nelle sue varie parti storiche, ha cercato di rileggere l’impianto conventuale di San Francesco in modo da proporre una soluzione progettuale che corrispondesse alle esigenze di IMT ma che, allo stesso tempo, fosse compatibile e rispettasse la sua natura storica. Si è cercato in particolare di recuperare le spazialità e le percorrenze interne, insieme all’originaria organizzazione degli edifici.
Tutte le scelte adottate nelle sue varie fasi sono frutto di un costante e proficuo dialogo con la Soprintendenza ai Beni Architettonici. L’estesa campagna di scavi archeologici e saggi stratigrafici, oltre 5.000, ha riportato alla luce frammenti di apparati decorativi di grande pregio che hanno consentito di ricostruire la storia del Complesso dagli anni della sua fondazione, intorno al 1225-1290, fino alla sua trasformazione in caserma nell’ Ottocento.
Costi: circa 29 milioni di euro, di cui 7,3 milioni per l’acquisto degli immobili (4,7 al Comune e 2,6 ai privati per gli edifici adiacenti al Complesso conventuale).

Che cos’è l’IMT
IMT Alti Studi Lucca è un istituto universitario statale a ordinamento speciale. IMT si struttura al tempo stesso come Alta Scuola Dottorale, come Istituto di Studi Avanzati e come Istituto di Tecnologia.
Alta Scuola Dottorale – IMT offre un programma di dottorato multidisciplinare organizzato in indirizzi tematici, promuovendo piena integrazione tra ricerca e insegnamento.
Istituto di Studi Avanzati – La presenza costante di visiting professors e visiting scholars che trascorrono periodi di ricerca presso l’Istituto interagendo con gli allievi e con i membri della faculty consente a IMT di mantenere un corretto bilanciamento tra coerenza organizzativa e apertura a nuovi stimoli e contributi dall’esterno.
Istituto di Tecnologia – IMT si qualifica come centro di ricerca di rilevanza internazionale in ambiti ad alta valenza applicativa. L’attività di ricerca si avvale di una piattaforma tecnologica e di capacità di calcolo, denominata IMTLAB, a supporto delle unità di ricerca, disegnate per essere tra loro complementari nell’analisi di una varietà di sistemi socio-tecnici.

Fondata nel 2005 per promuovere la ricerca scientifica italiana, nasce da un paternariato tra quattro università, Politecnico di Milano, Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, Università degli studi di Pisa, LUISS di Roma e la Fondazione lucchese per l’alta formazione e la ricerca. E’ supportata dal Comune di Lucca, Provincia di Lucca, Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, Fondazione Banca del Monte di Lucca, Camera di Commercio di Lucca e Associazione degli Industriali della Provincia di Lucca. Tutti gli insegnamenti sono impartiti in lingua inglese.
Attualmente il Direttore è Alberto Bemporad.

 

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