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Magico MAGI – Storia e significato del museo

Giulio Bargellini, eminente figura di imprenditore ma anche uomo di cultura e mecenate, è il fondatore del MAGI ’900, Museo d’Arte delle Generazioni Italiane a Pieve di Cento (Bologna), realtà unica nel suo genere, che offre un ampio panorama sul Novecento del nostro Paese con un attento sguardo all’arte contemporanea, proponendosi al contempo quale luogo di studio, di ritrovo e di consulenza. Stile lo ha intervistato.

Vuole innanzitutto spiegarci com’è nato l’amore per l’arte italiana del Novecento, che l’ha portata ad essere tra i principali collezionisti del nostro Paese? Come spesso accade, tutto è iniziato in modo casuale e graduale. Mi sono avvicinato lentamente al mondo dell’arte, nutrendo da subito un forte trasporto verso di essa e verso i suoi protagonisti, grazie all’incontro e alla frequentazione, trasformatasi in amicizia, con alcuni importanti pittori, come Tono Zancanaro, Mauro Reggiani e Luigi Veronesi, e alcune figure di rilievo nel campo della cultura, come Cesare Zavattini. Pian piano ho cominciato a collezionare opere, circoscrivendo la mia area di interesse all’espressione italiana del ’900 e vivendo appieno questo universo di artisti, studiosi, critici, scrittori. Nel corso degli anni mi sono ritrovato a possedere una raccolta amplissima, avendo accumulato i lavori di molti interpreti di un mondo che tanto amo.

E ad un certo punto ha iniziato ad accarezzare l’idea di creare un museo dove esporre il suo “tesoro”. In che modo il sogno si è trasformato in realtà? Fortunatamente, qualche volta i sogni più belli trovano il modo di realizzarsi. Il mio, che a dire il vero nutrivo da parecchio tempo, lo ha trovato grazie ad un incontro proficuo che feci con lo studioso Giorgio Di Genova, impegnato allora nella stesura di un’originale storia dell’arte italiana del Novecento, sviluppata secondo un criterio generazionale. Accettai con entusiasmo la proposta dell’editore Edoardo Brandani delle Edizioni Bora di sponsorizzare l’uscita della pubblicazione. Da lì prese forma, in una preziosissima unione d’intenti, l’idea della creazione di un museo che desse concretezza a quel progetto, permettendomi di offrire al pubblico la possibilità di ammirare direttamente le opere della mia collezione.

L’unicità del MAGI consiste in primo luogo nella scelta di esporre i dipinti secondo questo criterio generazionale. Sì. La collezione permanente è articolata seguendo il “taglio” individuato da Giorgio Di Genova, il quale nei suoi scritti ha inteso per “generazione” l’insieme degli artisti nati in uno stesso decennio, con l’eccezione dei nati nell’ultimo venticinquennio dell’Ottocento. E questo dà ai visitatori l’opportunità di conoscere, accanto ai maestri storici, anche altri autori che hanno operato parallelamente ad essi senza magari incontrare la notorietà che avrebbero meritato.

Fra le innovative proposte della struttura vi è quella definita “Art Consulting”. Ci dica di cosa si tratta. Al fine di sostenere i collezionisti meno esperti e i neofiti, la nostra realtà ha deciso di affiancare all’attività espositiva un’iniziativa che assicuri a chi si accosta al mondo dell’arte – attraverso una consulenza gratuita, che si avvale dell’esperienza di Roberto Mazzacurati – gli strumenti per muoversi in un mercato divenuto troppo insidioso. Del resto, tra gli scopi che mi sono prefissato vi è quello di creare non solo un museo, ma pure un luogo di promozione culturale. Addirittura, offriamo ai visitatori interessati ad acquistare dei quadri l’opportunità di contattare, attraverso di noi, i pittori ancora in attività, ricreando, un po’ com’era consuetudine nel Rinascimento, un rapporto diretto tra artista e committente. Inoltre, una grossa novità sarà a breve l’allestimento di una vera e propria Galleria interna, in cui saranno poste in vendita alcune opere appartenenti alla mia collezione.


Il MAGI ’900 propone, accanto all’esposizione permanente, una serie di eventi tematici temporanei. Quali sono le linee-guida seguite nella programmazione di tali mostre? Il Museo mette in cantiere diverse mostre d’approfondimento su argomenti specifici, normalmente allestite utilizzando le opere della collezione, ma anche avvalendosi di importanti prestiti esterni. La programmazione e l’ideazione di questi eventi è affidata ad un bravissimo direttore artistico, Vittoria Coen, che ha assunto l’incarico alla fine dello scorso.

 

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