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Mantegna e Bellini secondo Ermanno Olmi


La Pinacoteca di Brera si prepara al nuovo scenografico allestimento di due dei suoi  maggiori capolavori: il Cristo morto di Andrea Mantegna e la Pietà di Giovanni Bellini.  Per tutto il mese di novembre le sale del museo saranno interessate da lavori di movimentazione  e riallestimento, che doneranno alle due opere, attualmente penalizzate da una collocazione che non  tiene conto della loro eccellenza e notorietà, una nuova centralità spaziale, in dialogo con la loro  singolarità prospettica e figurativa.

 

Il progetto, generosamente realizzato e studiato in tutti i particolari da Ermanno Olmi,  tiene conto non tanto e non solo dei valori emozionali di questi due straordinari dipinti – tasselli  fondamentali della pittura rinascimentale in Italia settentrionale –, ma è delineato anche secondo  un’attenta valutazione dei dati storici e di quelli compositivi, con particolare attenzione ai valori  prospettici, luministici, cromatici e iconografici, oltre che alle problematiche conservative.

 

Il dipinto del Mantegna sarà posto sul fondo di una saletta a lui solo dedicata e sarà  anticipato, quasi creando un effetto “sorpresa”, dalla Pietà di Giovanni Bellini. L’allestimento tiene  conto delle tradizionali problematiche espositive museali: la presentazione della pittura veneta del  Quattrocento in una visione più unitaria e compatta, la contestualizzazione dell’opera di Bellini nell’ambito  della scuola veneta di luce e di colore, la creazione di una sintesi in cui architettura museale e opere esposte  saranno tra loro più coerenti, e infine la possibilità di offrire al visitatore diversi punti di vista di notevole  fascino per la visita museale.

Pur nell’apparente rispetto dei valori espositivi tradizionali, in realtà sarà creato finalmente un  ideale dialogo tra i due dipinti, appartenenti alla categoria del “compianto”, e dunque tra i  cognati Giovanni Bellini e Mantegna che, proprio attraverso queste due opere appartenenti alla  Pinacoteca di Brera dall’inizio dell’Ottocento, sembrano alla ricerca di temi comuni.

La tela del Mantegna, caratterizzata da una visione essenziale e da una resa quasi rarefatta del  dolore, viene proposta attraverso il filtro dell’opera di Bellini, cronologicamente anteriore, nella quale  spiccano, accanto a una durezza mantegnesca appena percepibile, valori pittorici, cromatici e sentimentali  in sintonia con i dipinti della Scuola veneta del primo Rinascimento posti intorno ad essa. Al di là della  tavola del Bellini, grazie a un attentissimo studio progettuale basato su prospettiva, altezza e illuminazione,  viene posizionata la tela del Cristo morto di Mantegna, secondo una visione fortemente icastica concentrata  sul tema del dolore.

 

Con un linguaggio scabro ed essenziale il progetto di Ermanno Olmi sarà in grado di  valorizzare tutte le potenzialità drammatiche dei due dipinti, dando vita a una nuova visione, che  nel pieno rispetto delle regole espositive, curate in ogni dettaglio, rivoluziona i tradizionali criteri  museali.

Il dipinto di Bellini sarà inserito in una vetrina, studiata per garantirne la giusta protezione,  mentre la tela del Mantegna, particolarmente delicata per la sua stessa natura – pittura a tempera su tela  quasi senza preparazione – sarà collocata in una nuova teca, più trasparente rispetto all’attuale e  dotata di sistemi di controllo microclimatico a distanza.

Il progetto studiato da Olmi sottolinea il significato profondo del Cristo morto, dipinto destinato  probabilmente alla devozione personale del pittore, dal momento che risulta registrato nel 1506 fra le  opere presenti nel suo studio poco dopo la sua morte, quale unico dipinto non in fase di lavorazione.

 

La destinazione di un’intera sala (sala VII) al solo Cristo morto comporta la  ridistribuzione dei ritratti del Cinquecento ivi presenti (Tiziano, Tintoretto, Lotto, Moroni), fra le  opere dei Saloni napoleonici (sale IX, XIV, XV) adeguatamente inserite fra le scuole di appartenenza.  I lavori sono realizzati con il sostegno di Skira, sotto la direzione lavori dello studio di  architettura di Corrado Anselmi, e per l’illuminotecnica di Metis Lighting e dello studio Maronati, il  quale ha prestato la sua collaborazione con generosità.  La realizzazione del nuovo allestimento si deve in particolare alla generosa elargizione di  Van Cleef and Arpels, main partner del progetto.

Un sostanziale sostegno è pervenuto inoltre da Giorgio Bagliani, in ricordo di Giovanni  Testori e di Lamberto Vitali, cui si è aggiunto anche l’apporto di Edison.  Importanti contributi all’operazione sono derivati poi da convenzioni di carattere scientifico- tecnico della Soprintendenza Bsae di Milano con Palaexpo – Scuderie del Quirinale e Mondo  Mostre.  Al progetto si sono aggiunte le sponsorizzazioni tecniche della ditta Goppion, per una parte  degli allestimenti, e di Ciaccio Broker per la copertura assicurativa.  Si ringraziano infine Cesare Rimini, per il generoso ruolo che ha avuto nelle fasi iniziali di  tramite tra la Pinacoteca ed Ermanno Olmi e per il continuo sostegno, e l’Associazione Amici di Brera  e dei Musei Milanesi.

Particolare ringraziamento va al direttore del Piccolo Teatro di Milano, Sergio Escobar, per la  sempre intensa collaborazione, e all’Ufficio Allestimento del teatro, che ha generosamente contribuito  alle varie fasi del progetto, sempre seguite con grande puntualità, attenzione e gioia di vivere da Ermanno  In occasione del nuovo allestimento viene pubblicato un catalogo, edito da Skira, con testi di  Ermanno Olmi, Antonio Giuliano, Sandrina Bandera, Edoardo Rossetti, Sandra Sicoli, Andrea  Carini e Sara Scatragli, e un’introduzione di Giovanni Reale.

Una lezione, quella di Olmi, di serietà, di attenzione e di rigore, ma anche un modo per riscoprire  questi due dipinti e consegnarcene un’immagine di profonda verità.  La Pinacoteca rimodernata quasi senza fragore si apre al suo pubblico in un rinnovato dialogo di  poesia, di silenzio e di attenzione.

Pinacoteca di Brera
via Brera, 28 – Milano  accesso disabili: via Fiori Oscuri, 2

Orari  8.30-19.15 da martedì a domenica  (la biglietteria chiude alle 18.40)  chiuso lunedì, 1° gennaio, 1° maggio, 25 dicembre
Prenotazioni   tel. 02 92800361  www.pinacotecabrera.net
Informazioni  Ufficio Comunicazione, mostre ed eventi  tel. 02 72263.257  sbsae-mi.brera@beniculturali.it  www.brera.beniculturali.it
Ufficio Stampa Skira – Lucia Crespi  tel. 02 89415532 – 02 89401645  lucia@luciacrespi.it  Catalogo  Skira editore

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