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Mc Cartney – Calchi di vagine. La Grande Muraglia delle donne diventa di bronzo

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Jamie McCartney è uno scultore inglese, formatosi alla Scuola d’Arte di Hartford, Stati Uniti d’America, dove si è diplomato con il massimo dei voti nel 1991. Nel suo lavoro utilizza l’antica tecnica del calco dal vero, uno dei segreti di bottega dei grandi scultori, applicandola all’inguine delle signore, tutte rigorosamente volontarie. L’esperienza ha portato a un’opera di gesso, composta da 400 calchi dei genitali femminili, accostati, che creano, nelle differenze,un muro il quale, nonostante la natura hot, risulta complessivamente elegante.  E’  la Grande Muraglia- questo il titolo del lavoro – : nove pannelli, dieci metri di grandezza. Dal calco in gesso alla fusione in bronzo, il passo è breve.

Così parti di Muraglia sono state poi realizzate in metallo, con un effetto realmente straniante, sacrale e profanatore, al contempo.  Le Porte, per colorazione e altorilievi, riecheggiano la solennità degli accessi bronzei ai grandi templi. Al lavoro di Jamie McCartney si sono accostati con interesse anche psicologi poichè cento donne del “muro” – volontarie, come dicevamo, non disinibite; non collegate ai mestieri del sesso, ma persone come tante – hanno illustrato la propria esperienza come un fatto liberatorio, affrontato prima con timidezza e apprensione, poi con un’idea di rivalsa sulle proprie paure e con un gioioso esibizionismo, nella scoperta che la modellazione dell’individualità rende quasi irripetibile anche una parte che, secondo le cognizioni popolari, “è uguale per tutte”. Il libro e il muro sono stati poi utilizzati, al di là degli aspetti pubblicitari sottesi all’operazione, per orientare le donne alla bellezza della diversità, contro le operazioni di chirurgia estetica ai genitali, che sono un pratica sempre più diffusa. in direzione di un canone statuario pre-puberale. L’ordine è prima passato attraverso l’ossessione per la depilazione e si sta estendendo a una ri-modellazione delle parti sessuali, con una riduzione di quell’estroflessione floreale – così evidente nei calchi di McCartney – che si sviluppa con la maturità sessuale.

 

 

 

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