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Modellando la polvere delle pozzanghere si ottengono queste splendide sfere. Provate

a palla

 

“[A] n artefatto di tale assoluta semplicità e perfezione che sembra che deve essere o il primo oggetto o l’ultimo …” -William Gibson

Bruce Gardner è l’artista che appare in questa pagina con le sue meravigliose realizzazioni. Questa tecnica è chiamata Hikaru dorodango. E’ un antico gioco-disciplina praticato dai bambini giapponesi, che aspira, come in una sorta di processo alchemico, a trasformare il materiale più povero, la terra polverosa, in sfere meravigliose, perfette e lucide, senza ricorrere a materiali esterni o ad addditivi. Bruce Gardner ha iniziato le proprie opere, dopo aver letto lo scrittore William Gibson che, in un suo libro, ha descritto l’eleganza di questi lavori, ricavati da ciò che noi consideriamo il materiale più umile che esista al mondo. La polvere delle strade, il fango sbriciolato.

“Hikaru dorodango sono palle di fango, modellate a mano in sfere perfette- dice Gardner – Quando sono secche, vengono lucidate fino a portarle a una lucentezza incredibile. Il processo è semplice, ma il risultato è davvero simile al prodotto finale di un processo alchemico”.

 

L’origine esatta di Hikaru dorodango è sconosciuta, ma si sa cheera un passatempo tradizionale tra i bambini del Giappone. La tradizione, anche a causa della progressiva urbanizzazione di ogni spazio, stava morendo, fino a quando venne ripresa dal Professor Fumio Kayo, della Kyoto University of Education, come mezzo per studiare la psicologia dei giochi dei bambini. Nel corso delle sue ricerche, Kayo ha sviluppato una semplice tecnica per la creazione di dorodango, che è, più o meno, quella che Gardner ci descrive in questa pagina. Con l’aiuto dei media giapponesi, Kayo ha ravvivato e ampliato la portata popolare di questa tradizione, fino al punto che ora è un fenomeno internazionale. Una curiosità: i colori delle sfere variano secondo il colore della terra polverosa utilizzata.

“Dopo aver letto il saggio di Gibson, ho dovuto provare attraverso tentativi” dice Gardner

 

Ed ecco i suoi consigli

1 Prendere la terra

Dalla terra vengono tolti sassolini che impedirebbero la coesione di ogni parte della terra

Dalla terra vengono tolti sassolini che impedirebbero la coesione di ogni parte della terra e inoltre la griglia serve per grattugiare i pezzi di terra secca

In un contenitore pulito, aggiungere acqua alla terra. aAggiungi lentamente acqua fino a quando il fango raggiunge un consistenza uniforme, simile a pasta.

Fase 2: Creare il Core:
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Prendi una manciata di fango e cominciare a modellarlo in una sfera con entrambe le mani. Spremi l’acqua dallapalla, il più possibile. Elimina le irregolarità della massa agitando delicatamente il semilavorato. La vibrazione rimuove vuoti, aumenta l’umidità di superficie, e facilita la compattazione. Con questi movimenti, le particelle argillose migreranno in superficie, formando uno strato di slittamento che renderà più facile creare una superficie sempre più liscia, in direzione della forma di una sfera.

Passaggio 3: Creare la superficie

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Tenendo la palla di fango lavorato in una mano, cospargere la polvere di terra sopra la palla. Con il pollice, spazzare delicatamente l’eccesso e ruotate la palla mentre lo fate. Utilizzate la curvatura esterna del pollice, vicino alla base del dito, per fare questo. La terra polverosa assorbirà rapidamente l’umidità. Lavora la palla, fino a quando mantiene la sua forma, ma non portarla mai a un punto così secco che inizino a formarsi crepe. La sfera deve essere compatta e uniforme.

Fase 4: Far perdere l’umidità

Inserire la palla in un sacchetto di plastica. In un primo momento, si avrà solo bisogno di fare questo per 20 minuti o giù di lì. Fare attenzione ad appoggiare la palla, all’interno del sacchetto, su qualcosa di morbido – carta di un rotolone da cucina, ad esempio – per evitare che essa si comprima nel punto in cui la appoggiate. L’acqua si condensa all’interno del sacchetto e la superficie della palla si bagnerà. Rimuovere la palla e ripetere il punto 3, “infarinandola” un’altra volta con la polvere di terra.. Infilare poi la palla nel sacchetto prima che le crepe comincino ad apparire.

Ripetere i punti 3 e 4 fino a quando la palla comincia a sentirsi dura al tatto. Se volete accelerare queste operazioni di condensa esterna, mettete nel frigorifero il sacchetto di plastica che contiene la sfera. Ma quando la estraete dal frigo, evitate che la palla tocchi le superfici interne perchè non deve assorbire la’umidità condensata.

Passo 5: Creare lo strato finale

La brillantezza del dorodango viene creato applicando uno strato finale di particelle finissime di polvere di terra.

Per noi italiani, che vediamo impastare la pasta della pizza, è facile capire quello che dovremo fare. La polvere di terra o di fango va usata come si usa la farina bianca su una palla di pasta. Essa verrà assorbita fino alla quantità giusta.

Continuare questo processo fino a quando l’umidità superficiale della palla è stata completamente assorbita . Inserire la palla in un nuovo sacchetto di plastica. Ripetere l'”infarinatura” diverse volte, affinchè si crei uno strato esterno compatto e spesso. E’ quello che sarà lucidato e che terrà compatta l’intera sfera. Concluse queste operazioni riponete la sfera nel sacchetto di plastica, all’esterno.

Passo 6: lucidatura

Rimuovere la sfera dal sacchetto e lasciare asciugare, all’esterno, per 20 minuti. Lucidare con un panno morbido, restando molto leggeri, all’inizio, per evitare che la stoffa possa rovinare la superficie.

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