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Mostri: nelle statue e nei dipinti le paure dei nostri antenati. Il video

Resta un appuntament culturale fortemente impresso nella memoria “Mostri. Creature fantastiche della paura e del mito”, una grande mostra che si tenne al Museo Nazionale Romano in Palazzo Massimo, dopo il percorso di rinnovamento degli allestimenti delle collezioni permanenti perseguito negli ultimi anni. L’esposizione – curata da Rita Paris – attraverso più di cento reperti archeologici, indagò, in modo straordinario, i miti della tradizione classica che hanno influenzato l’arte moderna e contemporanea, e il cinema in particolar modo. Le radici della rappresentazioni del male emersero con una straordinaria varieta ma, al tempo stesso dimostrando di essere, in qualche modo,figure fisse della psiche, con una notevole continuità nel tempo.
L’allestimento si ispirava giustamente a un labirinto, la forma più antica del viaggio iniziatico che ogni eroe deve affrontare per accedere a una consapevolezza superiore. Il labirinto prevede uno stato d’ansia; l’errore, il ritorno su se stessi; ma via via che le sue strutture, pur varianti, entrano nella memoria, per accompagnarci alla via d’uscita; e ci consentono d’affrontare nuove sfide.

chimera minotauro

Le creature fantastiche presenti nelle culture antiche – Grifi, Chimere, Gorgoni, Centauri, Sirene, Satiri, Arpie, Sfinge, Minotauro, Tritone, Pegaso, Scilla e l’Idra di Lerna – erano presenti su oggetti di tipologie diverse: sculture, terrecotte architettoniche, vasellame, armi, affreschi e mosaici di diversi ambiti culturali e cronologici, dall’Oriente alla Grecia al mondo etrusco, italico e romano.
L’esposizione, promossa dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma in collaborazione con Electa, è curata da Rita Paris, direttore del Museo Nazionale Romano in Palazzo Massimo, ed Elisabetta Setari.I mostri degli antichi racconti, al pari degli dèi, costituiscono da sempre un termine di confronto per gli esseri umani, lungo un percorso che ha permesso all’uomo di costruire la propria identità.
Da questa riflessione prende spunto la mostra, che affronta per aree tematiche l’iconografia di ciascun tipo di creatura fantastica e ne illustra l’evoluzione nel corso del tempo.

chimera ercolputto

Il recupero delle antiche forme del mondo dell’oscurità, avvenne sia durante il Medioevo,nelle cattedrali gotiche, che nel Rinascimento,ma trovarono una particolare declinazione durante il Manierimo e il Seicento – si pensi alla rotella con testa di Medusa del Caravaggio – ma pure. lo splendido olio, con lo stressso soggetto, di anonimo fiammingo della prima metà del XVII secolo, dalla Galleria degli Uffizi, un tempo attribuito a Leonardo da Vinci o la tela del Cavalier d’Arpino, Perseo libera Andromeda, con una pregiata rappresentazione di Pegaso.
Chi può, recuperi il il catalogo edito da Electa. Come un dizionario riccamente illustrato, repertorio ragionato in cui ciascun mostro è spiegato a partire dalle fonti letterarie e attraverso le sue principali immagini, il volume approfondisce il significato della persistenza di queste figure mitologiche nella cultura moderna e contemporanea. I saggi affrontano le iconografie cariche di una forte valenza simbolica, e raccontano la fortuna che arrise a queste creature fantastiche.Scheda informativa sulla mostra

UN VIDEO DEDICATO ALLE CREATURE LEGGENDARIE NEL MONDO GRECO-ROMANO ED ETRUSCO

 

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