Home / Arte Eros / Nei disegni della anni Venti, la nuova intraprendenza sessuale della donna
Se vuoi ricevere gratuitamente sulla tua bacheca gli articoli e i saggi di Stile Arte, clicca qui sotto "Mi piace".

Nei disegni della anni Venti, la nuova intraprendenza sessuale della donna

 

 

 

reunier 3

 

Eugene Reunier (1884 – 1960, German) è lo pseudonimo di un disegnatore tedesco, Carl Breuer-Courth. La serie di tavole che presentiamo furono realizzate negli anni Venti, in un periodo difficile per la terra tedesca, che però non aveva ancora conosciuto la drammaticità del nazismo. La scelta di Breuer-Courth di assumere un nom de plume francese non fu originata soltanto dalla necessità di coprire la propria identità, a fronte di argomenti erotici, ma soprattutto dall’esigenza di fingersi un licenzioso e brioso disegnatore francese. I tedeschi, si sa, hanno scarse sottigliezze ironiche o non sono stati grandi cantori dell’eros. Così le opere di Reunier, pur concepite per il mercato tedesco, parevano provenire dalla “città leggera”, sotto l’ombra della Tour Eiffel.

reunier 6

 

L’analisi iconografica: l’artista sceglie un registro molto leggero e sposta alcune scene al periodo del carnevale, in cui tutto è lecito.La cappa tedesca, pesantissima, comunque, gli impone moralmente di citare il periodo carnascialesco o i volti maschere, quello del mondo ribaltato e degli eccessi non punibili.

reunier 7

 

reunier 15

 

 

 

L’analisi storica e stilistica: le tavole di Reunier, databili agli anni Venti, evidenziano elementi di transizione Déco. Esse rappresentano le donne in atteggiamenti elegantemente disinibiti, in linea con il sentimento del tempo degli anni ruggenti – 1923-1929 – dominati dal Charleston, dalle proteste delle post-suffragette, dal mutamento della linea degli abiti, sempre più sportivi e simili a quelli maschili e dal cambiamento della pettinatura, con una notevole riduzione della lunghezza  dei capelli, tagliati a caschetto o alla “maschietta”.

Gli uomini che osservavano le tavole del disegnatore, avevano il sospetto che il “femminismo” più avanzato potesse portare all’autosufficienza lesbica. La tavola della bella ragazza (qui sotto) che indossa un dildo, lascia intuire, pur in chiave comica, certi timori di esclusione da parte del maschio, che vengono però giocati eroticamente nella posizione passiva del voyeur.

reunier 4 gli uomini sono superflui

 

reunier 11

E del resto la percezione del disegnatore – per quanto lievemente caricata snelle situazioni – è orientata a riconoscere nella donna una pulsione molto intensa e travolgente, una volta superati i tabù delle convenzioni sociali, come dimostra la presenza di una scimmia (tavola sotto), sempre collegata, a livello iconologico-simbolico, a partire dalla pittura antica, all’aspetto pulsionale. La ragazza, infatti, non ha un insano rapporto con un animale, ma sta semplicemente si abbandona alle proprie fantasie, sostenute dall’Es e dalla Natura, qui incarnati dal demone del piccolo primate; ma non è devastata dalla bestia dell’Incubo, come accade nel Sogno di Fussli; è dolcemente succube, come a lei piace, orientata a pensare al raggiungimento del piacere nella postura more ferarum. Le donna di questa tavola si osserva il sesso utilizzando uno specchio – autoreferenzialità, narcisismo, potenziale autarchia sessuale – si compiace delle proprie forme, gioisce dell’eleganza guizzante delle proprie gambe. Si masturba, impugnando il dildo. In una completa autosufficienza. Oppure, (in basso, nello stesso foglio) tende un frustino, come un gioco, mentre si fa attraversare da qualche lieto, quasi infantile, pensiero ribaldo, tenendo gli occhi fissi nel punto in cui sorgono i sogni.

reunier 2

 

 

Tutti simboli inequivocabili – e perfettamente declinati dall’artista – della percezione di un mutamento notevole degli atteggiamenti delle signore delle classi dominanti. Una visione del mondo molto simile a quella di oggi, se si considera il fatto che Reunier mantiene, nelle sue protagoniste, un tratto leggero, privo della piega amara della perversione, ma ricco della consapevolezza di un ruolo.

E, dall’altro canto, l’autore sottolinea il terrore performativo del maschio, che sente il proprio pene piccolo, inadatto o incapace di reagire vigorosamente. L’offerta sembra non riuscire ad esaudire i desideri della domanda. Ecco allora l’organo maschile sorretto da due pietosi palloncini o la scena sferzante della bella signora-anni-venti, che sceglie il maschio di colore perché, essendo, diciamo, complessivamente più atletico, è in grado di offrire prestazioni che si avvicinano alla sfera più arcaica della sessualità.

reunier 10

 

reunier 8

 

Una certa aggressività, ma pur sempre lieve e sorridente, del modo di porsi della donna, in quegli anni, si estende quindi dall’atteggiamento sociale alla sfera sentimentale ed erotica. Nelle classi agiate, signore e signorine scelgono la propria preda. E all’uomo fa piacere, forse per la prima volta, d’essere divenuto un “oggetto”, anche se,  preso per la coda, manifesta un teatrale terrore, come mostra l’immagine di copertina, ispirata alle alcove di Tiziano (ampiamente riprese dalla scuola veneta) e di Correggio, con Veneri e Danae, panneggi e cagnolino, ringhioso come il cane di Diana alla vista dell’intruso Atteone. (curuz)

 

reunier 1

 

x

Ti potrebbe interessare

piccinini

Nulla è “Ovvio” sotto questo sole. Giovanna Piccinini orienta il nostro guardo verso ciò che non vediamo più

F. HAYEZ, I profughi di Parga, 1831, olio su tela, 201 x 290 cm, Brescia, Pinacoteca Tosio Martinengo

Vade retro, Romantico