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Nessuna condanna o ricusazione dei disegni di Caravaggio. Sentenza per diffamazione

 

“L’equivoco che può nascere da alcuni articoli di stampa – che hanno scritto che il giudice non ha ritenuto veri i disegni di Caravaggio del Fondo di Peteezano – dice il critico d’arte Maurizio Bernardelli Curuz – deve essere immediatamente sanato da quelle testate che persueguono, per motivi ignoti, una politica diffamatoria. Non lasceremo più perdere nulla. E adiremo alle vie legali. Il giudice non si è espresso sui disegni”. La prima sentenza del Tribunale civile di Milano ha rigettato le richieste del Comune di Milano, nei confonti degli storici dell’arte Maurizio Bernardelli Curuz e Adriana Conconi Fedrigolli – autori dello studio. Il giovane Caravaggio, le cento opere ritrovate – per danni patrimoniali; non solo non ha riconosciuto i numerosi danni patrimoniali richiesti dall’ente municipale ma ha affermato che l’operazione ha comportato la valorizzazione notevole delle opere del Comune; non si è espressa sulla natura dei disegni – osservazione che del resto non le competeva – e ha ritenuto esclusivamente di sanzionare, in limine, Maurizio Bernardelli Curuz per alcune dichiarazioni rilasciate, nel corso delle polemica accesissima dell’estate 2012, sulle affermazioni della responsabile del gabinetto dei disegni di Milano, che “aveva lasciato intendere -dice Bernardelli Curuz – che durante lo studio i disegni eran stati trasformati, forse con photoshop e pertanto,lasciava capire,  adattati a particolari visioni critiche.Una trasformazione che li avrebbe, faceva intendere la funzionaria, resi irriconoscicbili, anche a lei. Come risulta dagli atti -dice Curuz – a fronte di un’accusa assolutamente destituita da ogni verità, da parte della funzionaria – che sembrava alludere a un’operazione di ritocco dei disegni mai compiuto – per rigettare una pesantissima insinuazione di un grave dolo intellettuale avevo risposto che chi non fosse in grado di conoscere o di leggere le opere di cui era depositaria, si dimettesse”.

“E gli altri dubbi che erano sorti?Abbiamo chiesto il dischetto dei discgni del Fondo per studio – non immaginando, com’è logico che sia, che potesse contenere i disegni di Caravaggio, perchè ritenevamo che fosse stato già guardato e straguardato.- : quando abbiamo visto invece che i disegni non erano stati analizzati, a nostro giudizio, secondo un criterio di comparazione filologica,  li abbiamo studiati.Ecco allora emergerw da disegni piccoli, o laterali o, all’apparenza insignificanti,  i modi di Caravaggio. Non copie. Ma schizzi di apprendistato e di introiezione delle figure. I modi della costruzione dei volti, delle mani, dei piedi. E persino alcuni errori commessi durante il periodo scolastico e ripetuti da adulto. Abbiamo scritto più volte all’assessore a quei tempi competente,nel Comune di Milano, per chiedergli un incontro su un’importante scoperta che avevamo compiuto, nei suoi Fondi, con l’intenzione di condividerla, senza chiedere nemmeno un euro o nessun sostegno di varia natura. Poi, non ricevendo risposte -che peraltro non erano obbligatorie, da parte dell’assessore –  abbiamo proseguito il lavoro. Abbiamo realizzato due-book che sono i quaderni di campo della ricerca. Quindi, appena li abbiamo conclusi – abbiamo inviato al Comune di Milano la lettera di richiesta di pubblicazione dei disegni, chiedendo che ci venisse indicata la cifra da pagare per i diritti d’autore. Procedura normale. Abbiamo pagato i diritti d’autore del Comune, che non ha rilasciato specifica autorizzazione -quando mai avviene? – perchè l’accettazione della richiesta, l’invio dei conteggi e il pagamento sono, di per sè, elementi autorizzativi”

E ora Bernardelli Curuz procede in appello o si giunge a un accordo auspicato da tante parti? La speranza è che tutti siano in grado, pur da punti di vista diversi, di valorizzare la cava Peterzano Caravaggio, nel corso dei programmi della nuova Giunta che, tra qualche settimana, sarà chiamata a governare Milano.

Di seguito: la sentenza, che è pubblica, in pdf, affinchè sia letta da tutti e che fughi ogni dubbio. Cliccare qui sotto, SULLA RIGA ROSSA per leggere la sentenza.

a milano sentenza

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