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Marcello Carrà, Agnus serpens, penna biro su carta, 27x35 cm, 2013
Marcello Carrà, Agnus serpens, penna biro su carta, 27x35 cm, 2013

Omaggio a Zurbarán con la penna Bic: la mostra di Marcello Carrà a Ferrara

Un anno di lavoro per una serie di opere totalmente inedite, realizzate appositamente per colloquiare con il grande maestro spagnolo attraverso il tempo. Inaugura venerdì dalle 18 alle 22 la  mostra “Le Metamorfosi dell’Agnus Dei di Zurbarán” alla MLB home gallery di Corso Ercole d’Este 3. “Una mostra spettacolare e visionaria, che fa riflettere sull’epoca in cui viviamo con profondità ma anche una certa ironia”, come spiega la direttrice della MLB home gallery Maria Livia Brunelli.

 

L'artista Marcello Carrà e Maria Livia Brunelli, direttrice della MLB home gallery

L’artista Marcello Carrà e Maria Livia Brunelli, direttrice della MLB home gallery

A esporre è Marcello Carrà, il “Leonardo della penna bic”, che si è focalizzato su un’unica opera di Zurbarán, l’Agnus Dei, parallelamente in mostra a Palazzo dei Diamanti, citandone la forma, ma reinterpretandone il contenuto. E’ nata così una serie di opere stupefacenti; e lo stupore aumenta se si pensa che sono realizzate a mano libera e senza disegno preparatorio. Carrà, ferrarese già molto noto a livello nazionale e di recente a livello internazionale , ha di recente esposto a Bruxelles e poi a Basilea opere che hanno riscosso forti apprezzamenti da parte di noti direttori di museo e importanti collezionisti sia italiani che stranieri.

 

L'agnus Dei di Zurbaran e, a destra, l'agnus serpens (penna biro su carta) di Marcello Carrà

L’Agnus Dei di Zurbaran e, a destra, l’Agnus Serpens (penna biro su carta) di Marcello Carrà

“E’ stata una sfida appassionante e impegnativa – racconta l’artista -. Dopo aver lavorato sul tema della fragilità dell’esistenza attraverso la serie degli insetti, dei pesci e delle scrofe, di recente la mia attenzione si è focalizzata sui grandi maestri storici, come Brueguel, in un dialogo tra passato e presente attraverso le stesse tematiche. Una cosa simile è avvenuta con il maestro spagnolo”. Tutte le metamorfosi di Carrà realizzate a partire dall’Agnus dei di Zurbarán -da lontano- potrebbero apparire sempre come il soggetto citato, mentre avvicinandosi, la carne dell’Agnello si mostra come una composizione di cose-organismi-progetti. Il suo interno si è cioè popolato di simboli, di oggetti reali, di textures, di protesi architettoniche, e di citazioni, sia riferite ai soggetti di Zurbarán stesso, sia all’Isola dei morti di Böcklin e alla Torre di Babele di Brueguel (già ripresa da Carrà in precedenza, in una sorta di citazione progressiva). Il soggetto, perdendo la sua natura interna, perde anche il suo carattere mistico, assumendo il ruolo di “cavia” della realtà contemporanea, e chiedendo all’osservatore di essere guardata, studiata, capita.

Marcello Carrà, Grande animale dionisiaco, penna biro su carta, 109x163 cm, 2013

Marcello Carrà, Grande animale dionisiaco, penna biro su carta, 109×163 cm, 2013

Come scrive Chiara Zocchi, curatrice della mostra e apprezzata scrittrice d’arte, “l’Agnello diventa una specie di pesce; diventa un’isola; diventa un serpente; diventa una “natura morta”, caratterizzata dall’aggiunta –rispetto agli elementi tipici di questo genere: frutta, strumenti musicali, vasellame- di un ironico (decadente) rotolo di carta igienica dei tempi-nostri; diventa un’enorme pera marcescente, nei cui pressi si aggira qualche sperduta formica (a richiamare anche il soggetto-insetto, tipico nell’opera di Carrà); diventa un patchwork imperfetto, strappato, a richiamare il biblico “Nessuno cuce un pezzo di stoffa grezza su un vestito vecchio, altrimenti il rattoppo nuovo porta via qualcosa alla stoffa vecchia e lo strappo diventa peggiore”;  diventa un avvoltoio che genera serpi; diventa luogo di incomprensione umana (torre di Babele); e diventa un animale dionisiaco, incrocio di molte specie, nonché essere disordinato fisicamente e moralmente. Diventa sempre un male che si insinua nel bene, che tenta invano di costringersi nella forma del bene. E il risultato suscitato è una riflessione su questi mala tempora che currunt…”.

 

Marcello Carrà, Memento mori, penna biro su carta, 80x120 cm, 2013

Marcello Carrà, Memento mori, penna biro su carta, 80×120 cm, 2013

La mostra rimarrà aperta fino al 1 dicembre ed è visitabile tutti e sabati e le domeniche dalle 15 alle 19 (ingresso e visite guidate gratuite) o su appuntamento (per info: 346 7953757).

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