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Lo splendido allestimento museale del Cassero per lla scultura di Montevarchi
Lo splendido allestimento museale del Cassero per lla scultura di Montevarchi

Panzetta, capitano coraggioso sul Cassero della scultura

Stile arte intervista Alfonso Panzetta, direttore scientifico de “Il Cassero per la scultura”di Montevarchi, in provincia di Arezzo.

Professor Panzetta, dopo le sue molte pubblicazioni, tra cui il “Dizionario degli scultori italiani dell’Ottocento e del primo Novecento”, opera imprescindibile per chiunque si avvicini alla scultura di quel periodo, com’è nata in lei l’idea de ” Il Cassero per la scultura”?

L’idea nasce dalla presa d’atto che in Italia non esisteva uno spazio museale/pubblico interamente ed esclusivamente dedicato alla valorizzazione, divulgazione e ricerca sulla scultura italiana. Questo museo ha uno statuto specifico e molto chiaro, la sua vocazione è la scultura italiana dal neoclassicismo al contemporaneo…e in poco più di tre anni di attività è già diventato un punto di riferimento nazionale.

E’ a tutti noto come la stagione della scultura ottocentesca e dei primi anni del Novecento sia stata la punta di diamante dell’arte italiana, qual è la sua opinione sull’arte plastica del periodo successivo e soprattutto su quella contemporanea?

La scultura è stata punta di diamante anche dopo il magico periodo ottocentesco e primo novecentesco (e sarebbe necessario, ormai, riscrivere i manuali di storia dell’arte). Durante il Novecento la scultura è fatta da grandi artisti, purtroppo poco noti. Se non recuperiamo la sequenza, l’attività di centinaia di artisti attivi nella prima metà del XX secolo, il rischio è quello di perdere memoria del secolo passato, riducendolo all’attività di una decina di personalità. Se prima la “zona d’ombra” critica era il XIX secolo, ora è il XX…nella sua prima metà! Per quanto riguarda il contemporaneo, la qualità e l’originalità degli italiani continua con forza….penalizzati però dalla diffusa esterofilia del mercato italiano, della critica e del collezionismo…”se è straniero è importante!!”…non è così, i nostri scultori, anche quelli delle nuove generazioni, stanno mostrando che la scultura italiana è in grado di rinnovare i linguaggi…e soprattutto di dare un’indicazione di ricerca alla pittura, che attualmente langue tristemente. Come dire….la storia si ripete!

Professore dopo la sua ultima risposta, non posso esimermi dal farle un’ultima domanda. A quando il “Dizionario degli scultori del novecento”? Le chiedo questo, perché ritengo che solo lei possa scrivere questo volume sia per la sua immensa padronanza della materia sia per la sua capacità di coniugare la grande idealità che la muove con la concretizzazione di opere imperiture.

É una domanda che mi fanno spesso, in molti e da molto tempo! Ma fare un nuovo dizionario, o estendere il precedente al 900, richiede tempo, energia…e tante rinunce!…Ne ho già fatto uno (ormai alla 4° edizione, prossima alle stampe), quello sugli scultori del 900 lo lascio a qualche giovane che abbia voglia ed entusiasmo…e che abbia realmente a cuore la verità storica dell’arte. Giovani bravi ne ho conosciuti molti…si facciano avanti, e avranno tutta la mia collaborazione (se credono) e il mio sostegno. Per fare il dizionario…ho dovuto rinunciare a ricerche specifiche e dettagliate…ora non è più il tempo di rinunce, almeno per me, e ho ancora tante curiosità da soddisfare riguardo temi specifici ma trasversali come i materiali, le tecniche, le iconografie e i generi; negli ultimi anni qualcuna l’ho portata a termine…quella sull’iconografia dello sport ad esempio, e anche le più recenti sui temi della Caricatura in scultura da Cecioni al secondo Novecento e sull’utilizzo dell’Alluminio dal Futurismo al contemporaneo… Ho ancora 3-4 grandi temi (curiosità per me) di cui vorrei occuparmi, sguardi generali e, credo, fondamentali per dare sostanza e spessore alla grande scultura italiana degli ultimi due secoli. Il Dizionario degli scultori italiani del 900 lo lascio ai giovani, ai quali lascio anche il divertimento di intraprendere studi monografici sugli scultori dell’800 e del 900. C’è posto per tutti e moltissimo lavoro da fare.

La scheda del Cassero per la scultura

Cassero di Montevarchi (Arezzo)

A poco più di tre anni dall’apertura inaugurale, avvenuta il 15 maggio 2010, il Museo Civico di Montevarchi, Il Cassero per la scultura italiana dell’Ottocento e del Novecento – Museo e Centro di Documentazione ha ottenuto l’attenzione di giornali e riviste nazionali che hanno composto una rassegna stampa certamente considerevole e di grande qualità.Pienamente in linea con la mission di promuovere le condizioni (studio e ricerca) che rendono effettiva la conoscenza, la valorizzazione, la tutela, la conservazione e la fruizione della scultura italiana contemporanea, Il Cassero per la scultura italiana dell’Ottocento e del Novecento – Museo e Centro di Documentazione – unico spazio museale in Italia che per vocazione è dedicato alla scultura, è stato riconosciuto museo di rilevanza regionale (Decreto n. 1454 del 12 aprile 2012 della Regione Toscana, Settore Musei ed Ecomusei) e, a seguito di tale riconoscimento, è stato coinvolto a collaborare con la Regione Toscana alla Fiera Art&Tourism nel Padiglione Edumusei (Firenze, Fortezza da Basso, 18-20 maggio 2012) ed è stato scelto come meta per la Giornata per conoscere il territorio di Edumusei del 26 maggio 2012. Il Museo è stato altresì segnalato dalla Regione Toscana all’ISTAT per testare il nuovo questionario online nell’ambito dell’Indagine pilota sui musei e le istituzioni similari – aggiornamento 2012-2013.
Attualmente in corso “Contemporaneamente…al Cassero ! Suggestioni, poetiche, linguaggi e approfondimenti sulla scultura italiana contemporanea”, progetto espositivo, articolato in cinque mostre, realizzato nell’ambito dell’iniziativa regionale “Toscanaincontemporanea2012”, il cui momento più alto è stato “Alluminio. Tra Futurismo e Contemporaneità, un percorso nella scultura italiana sul filo della materia”. In questo breve periodo Il Cassero per la scultura ha anche messo a segno alcune iniziative e collaborazioni molto importanti: la mostra “Il Monumento ai Caduti della Grande Guerra a Treviso: Gloria di Arturo Stagliano 1926-1931” – allestita a Treviso e a Montevarchi – in collaborazione con la Soprintendenza per i BSAE per le province di Venezia, Belluno, Padova e Treviso, i Musei Civici di Treviso, i Musei Civici di Padova; il volume “In Victoria Vita. Monumenti ai Caduti della Grande Guerra nell’aretino” in collaborazione con la Soprintendenza ai Beni APSAE di Arezzo; la mostra “Eccellenze a Napoli a tuttotondo da Amendola a Tizzano, scultori fra otto e novecento” allestita a Napoli nella Sala Carlo V di Castel Nuovo; la mostra “Sculture da ridere. Da Adriano Cecioni a Quinto Ghermandi. Tra Otto e Novecento un secolo di caricatura e satira nella scultura italiana” –allestita a Montevarchi e Bologna – in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio in Bologna. La grande visibilità unitamente all’originalità della mission de Il Cassero per la scultura continua a far confluire al Museo numerose donazioni di opere da parte di privati. Dal punto di vista dell’accoglienza, oltre ad aver formato correttamente i collaboratori interni, Il Cassero per la scultura ha messo a punto un percorso tattile molto ricco e di grande qualità che è stato testato dai responsabili del Museo Civico del Risorgimento di Bologna a cui fa capo il Museo tattile di pittura antica e moderna Anteros strettamente collegato all’Istituto dei ciechi Francesco Cavazza.
L’offerta didattica, estremamente ampia e articolata, non è indirizzata solamente alla popolazione giovanile – dalla prima infanzia alle scuole di ogni ordine e grado – ma prevede anche interessanti proposte per le famiglie al Museo. Ad arricchimento delle regolari aperture e attività diurne Il Cassero per la scultura si apre, su prenotazione, anche a particolari serate in una veste singolare: degustazione dei vini con musica swing americana degli anni Trenta e visita guidata anche in inglese; suggestive serate di gruppi e associazioni di artisti che disegnano le statue dal vero accompagnati da un sottofondo di musica classica; rappresentazioni teatrali e spettacoli di danza; esclusive e raffinate “cene al Museo” per piccoli gruppi a lume di candela con suggestioni musicali Buddha Bar o New age.

Info
Il Cassero per la scultura italiana
dell’Ottocento e del Novecento
Via Trieste, 1
Montevarchi (AR)
T (biglietteria) 055 9108272
T (segreteria) 055 9108274
F 055 9108273
info@ilcasseroperlascultura.it

www.ilcasseroperlascultura.itIl Cassero per la scultura - Esterno

facebook: CasseroPerLaScultura
You Tube: CasseroScultura

 

 

 

 

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