Home / News / Papera galleggiante, una scultura che produce energia elettrica
Se vuoi ricevere gratuitamente sulla tua bacheca gli articoli e i saggi di Stile Arte, clicca qui sotto "Mi piace".

Papera galleggiante, una scultura che produce energia elettrica

PUOI RICEVERE GRATUITAMENTE, OGNI GIORNO, I NOSTRI SAGGI E I NOSTRI ARTICOLI D’ARTE SULLA TUA HOME DI FACEBOOK. BASTA CLICCARE “MI PIACE”, SUBITO QUI A DESTRA. STILE ARTE E’ UN QUOTIDIANO , OGGI ON LINE, FONDATO NEL 1995

Anatra Energy. Presentazione al concorso di progettazione 2014 Land Art Generator Initiative Copenhagen Gruppo di artisti che ha elaborato questo progetto: Hareth Pochee, Adam Khan, Louis Leger, Patrick Fryer. Provenienza del gruppo: Londra, UK Energy Technologies: pannelli fotovoltaici (Panasonic HIT o simili), turbine idrauliche (Kaplan, Francis, o simili capacità di 100-500 kW)

Anatra Energy. Presentazione al concorso di progettazione 2014 Land Art Generator Initiative Copenhagen Gruppo di artisti che ha elaborato questo progetto: Hareth Pochee, Adam Khan, Louis Leger, Patrick Fryer. Provenienza del gruppo: Londra, UK Energy Technologies: pannelli fotovoltaici (Panasonic HIT o simili), turbine idrauliche (Kaplan, Francis, o simili capacità di 100-500 kW)



La radiazione solare viene convertita in energia elettrica a basso costo. Ma non solo i pannelli solari producono energia. L'anatra, infatti imbarca acqua, generando, in questo modo altra energia elettrica con le pale delle turbine. Una volta pieno, il serbatoio viene svuotato da pompe azionate da energia autoprodotta. La notevole eccedenza di elettricità viene invece trasferita alla rete elettrica nazionale. E' previsto l'accesso di visitatori.Dal ventre dell'anatra sarà possibile osservare il suggestivo disegno della maglia di pannelli fotovoltaici. Guardando verso il basso, gli ospiti potranno vedere l'acqua di mare che sale e scende nei serbatoi di stoccaggio a pressione.

x

Ti potrebbe interessare

piccinini

Nulla è “Ovvio” sotto questo sole. Giovanna Piccinini orienta il nostro guardo verso ciò che non vediamo più

F. HAYEZ, I profughi di Parga, 1831, olio su tela, 201 x 290 cm, Brescia, Pinacoteca Tosio Martinengo

Vade retro, Romantico