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Patrick Hugues – Allucinazioni di prospettive inverse. Come si creano. I video



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La superficie di Vanishing Venezia è a 3 dimension. E', composto da due tronchi di piramide sporgenti verso lo spettatore

La superficie di Vanishing Venezia è a 3 dimension. E’, composto da due tronchi di piramide sporgenti verso lo spettatore

Patrick Hughes (1939) è l’artista britannico- vive a Londra – che ha ideato la cosiddetta “reverspective”, la “prospettiva inversa”, un’illusione ottica basata sulla realizzazione di quadri-scultura tridimensionali – la tridimensionalità è reale e non ottica -. Oggetti sporgenti consentono all’artista di creare un movimento molto accelerato del quadro nel momento in cui lo spettatore passa davanti al dipinto mutando pertanto, progressivamente il punto di vista. Le parti dell’immagine che sembrano più lontane sono in realtà fisicamente più vicine.
Patrick Hughes, nativo di Birmingham, ha frequentato il James Graham Day College di Leeds nel 1959 e ha poi insegnato al Leeds College of Art prima di diventare artista indipendente. Nel luglio 2011, Hughes ha celebrato ‘Cinquanta anni nel mondo dello spettacolo’ con due mostre.
I primi lavori Hughes erano spesso opere giocose giocose, che invitavano a non considerare il mondo dallo stesso punto di vista: le cose al rovescio o gli oggetti schiacciati, come Clown (1963) e Liquirizia Allsorts (1960), le parole che contraddicevano le immagini, come One Two (1962) o le esplorazioni di ossimori visivi e paradossi. Il suo vero impegno con l’illusione della prospettiva è iniziato con opere come Infinity (1963), Tre Porte (1964) e The Space righello (1965).

Nel 1970 Hughes lavorò su percezione e illusione attorno al motivo dell’arcobaleno in una serie di stampe e dipinti, come Pile of Rainbows (1973), Prison Arcobaleno (1973) o del paesaggio (1979).
Il suo primo lavoro realizzato secondo la “prospettiva inversa” o “reverspective” è stata “Estroflettere la camera” (1964), una stanza a grandezza naturale realizzata per l’ Institute of Contemporary Arts (ICA) nel 1970.Afferma l’artista:”Reverspectives sono quadri tridimensionali che quando sono osservati frontalmente danno l’iniziale impressione di avere una superficie piatta, sembrano quadri tradizionali, nei quali si coglie la prospettiva lineare. Tuttavia, non appena il visitatore muove la testa, anche leggermente, la superficie tridimensionale accelera la prospettiva. Questo fornisce un potente disorientamento, che provoca un effetto di estrema profondità e movimento. L’illusione è resa possibile dal rilievo della superficie. Ma i punti che sporgono sono dipinti come la parte più lontana della scena”.

 

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