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Una scultura di Penone, in mostra a Versailles
Una scultura di Penone, in mostra a Versailles

Penone a New York verso il record di mezzo milione di euro

penonDopo l’incoronazione a Versailles, è sempre più ampia e in discesa la strada di Giuseppe Penone. New York lo celebra con una mostra di opere che poi andranno all’asta da Sotheby ‘s. L’esposizione “Quando l’uomo incontra la natura”, iniziata il 20 settembre, si concluderà il 18 ottobre 2013. Vedremo se un’opera dell’esponente dell’Arte povera, negli Stati Uniti, farà registrare un altro record come quello conseguito il 12 febbraio in Gran Bretagna con “Pelle di Foglie (occhi al cielo, mano a terra)” , scultura in bronzo aggiudicata per £ 289.250 (412mila e 900 euro) a fronte di una stima di £ 180.000-220.000. (257mila euro e 285mila euro, quotazioni di Giuseppe Penone)
Nel 2011 un Albero di 5 metri era stato acquistato, sempre nel corso di un’asta londinese, presso Sotheby’s a 265.250 sterline, pari 378mila euro.

 

Clicca qui sotto per vedere le opere in mostra e all’asta a New York

http://www.sothebys.com/content/sothebys/it/auctions/2013/s2-penone-n09028.html#&i=24

 

Penone_2010La biografia di Penone
Giuseppe Penone (Garessio, 3 aprile 1947) è un artista e scultore italiano, esponente della corrente dell’arte povera, vive e lavora a Torino.
Nasce a Garessio, in provincia di Cuneo, il 3 aprile 1947. Frequenta l’Accademia di Belle Arti di Torino, dove conosce Giovanni Anselmo e Michelangelo Pistoletto, con i quali entra a far parte del movimento dell’arte povera (1967). Espone per la prima volta nel 1968 al Deposito d’arte presente opere realizzate con materiali non convenzionali quali piombo, rame, cera, pece, legno, che in alcuni casi implicano persino l’azione naturale degli elementi (Scala d’acqua; Corda, pioggia, sole). Nel bosco di Garessio l’artista mette in atto una serie di performance vòlte a sondare le possibilità che l’uomo ha di interagire con la natura e di modificarla, intervenendo, ad esempio, nel processo di crescita degli alberi (Alpi Marittime, 1968). Nel 1970 inizia a indagare il rapporto tra il corpo umano e l’ambiente esterno, questa volta cittadino e, in sintonia con le tendenze della body art, realizza opere quali Rovesciare gli occhi e Svolgere la propria pelle (1971), che individuano nell’epidermide umana la superficie di confine e di dialogo tra l’“io” interno e il mondo. Deriva da qui l’uso del calco e del frottage, che permettono all’artista di partire da un’immagine tanto automatica quanto inconscia come l’impronta, che poi questi rafforza con il disegno (Pressione, 1974). L’idea del contatto come generatore di memoria e di cambiamento diventa preminente nei lavori in terracotta della metà del decennio (Vaso, 1975; Soffio, 1978), giocate sulla proiezione all’esterno di ciò che il corpo contiene o della pelle che lo riveste, con le quali l’artista è presente a Documenta a Kassel (1972-87) e nel 1978 alla 38ª alla Biennale di Venezia, incentrata proprio su rapporto tra arte e natura. In alcuni casi i lavori acquistano dimensioni ambientali, come nelle installazioni realizzate per le personali al Kunstmuseum di Lucerna (1977), al Museum of Modern Art di New York (1981) o al Musée d’Art Moderne de la Ville de Paris (1984). La stessa idea è alla base dei grandi alberi in bronzo destinati a spazi pubblici: il Pozzo di Münster, compiuto nel 1987 per la prima edizione di Skulpture Projects; Faggio di Otterloo nel parco del Rijksmuseum Kroller-Müller (1988); l’Albero delle vocali inaugurato nel 2000 alle Tuileries di Parigi o Elevazione a Rotterdam (2000-01). Analogamente alla pelle, le unghie sono un elemento sensoriale e di rapporto con l’esterno, ispirando una serie di grandi sculture in vetro realizzate dal 1987 ed esposte nel 1998 al Musée Rodin di Parigi a contatto con materiali differenti. Il processo di assimilazione tra morfologia animale, vegetale e minerale messo in atto dall’artista è ribadita in Pelle di cedro del 2002, esposta nell’antologica organizzata dal Centre Georges Pompidou nel 2004. Nel 2007 l’artista è chiamato a rappresentante l’Italia alla 52ª Biennale di Venezia (Sculture di linfa) insieme a Francesco Vezzoli. Vive e lavora a Torino.

 

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Una monografia completa dedicata al lavoro di uno dei principali rappresentanti dell’Arte Povera. L’opera di Giuseppe Penone sviscera il rapporto tra l’uomo e la natura, riflettendo sul ritmo insito nel ciclo naturale della vita e sull’impronta del tempo sugli esseri e sulle cose. E proprio allo scambio tra l’uomo e la natura si ispira la struttura del libro concepita dal curatore Laurent Busine in sette capitoli tematici: il respiro, lo sguardo, la pelle, il cuore, il sangue, la memoria, la parola. Realizzato in stretta collaborazione con Giuseppe Penone, il volume raccoglie contributi critici di studiosi di fama internazionale. Benjamin Buchloh conduce una conversazione con l’artista che consente di collocare il lavoro di Penone in una prospettiva storica più ampia, e Didier Semin elabora un’affascinante riflessione basata sull’opera L’albero delle vocali, ora esposta permanentemente nel giardino parigino delle Tuileries. La monografia, che dai primi lavori ci conduce fino alle realizzazioni più recenti, include 350 illustrazioni tra disegni, sculture, installazioni e fotografie, e un apparato scientifico determinanti per capire e contestualizzare l’intera opera di Penone, a testimonianza della sua rilevante posizione nell’arte del nostro tempo.

 

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