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Piero Dorazio, tutto: quotazioni gratis, biografia, opere


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Data di nascita: 29 giugno 1927, Roma
Data di morte: 17 maggio 2005, Perugia

Piero Dorazio, autore che ha incarnato per una vita la ricerca dell’astrattismo italiano, da quando nel 1947 redasse il manifesto del “Formalismo-Forma 1”, insieme a compagni illustri, come Accardi, Attardi, Consagra, Sanfilippo e Turcato. Dorazio è stato fra i maestri del Novecento del nostro Paese più noti all’estero. Nato a Roma nel 1927, si iscrive ad Architettura. Nel 1946 espone con il “Gruppo Arte Sociale”, (Perilli, Guerrini, Vespignani, Buratti, Muccini e altri) e punta a liberare la pittura italiana dal provincialismo, in polemica con “Novecento” e la “Scuola Romana”. Dipinge allora le prime composizioni astratte. Con “Forma 1” si schiera contro il realismo socialista e a difesa dell’arte astratta. Nel 1948 e nel 1951 organizza a Roma 1a “Mostra nazionale d’Arte astratta”. I primi anni Cinquanta sono densi di lavoro e di affermazioni. Organizza con Guerrini e Perilli la galleria “Age d’or” a Roma e a Firenze. Inizia in quel periodo una serie di quadri bianchi e ricerche tridimensionali con linee e punti in rilievo. Partecipa alla Triennale di Milano con una grande pittura murale collettiva.

Nel ’52, sempre assieme a Perilli e ad altri, organizza la “Fondazione Origine” e pubblica la rivista “Arti visive”. Dal 1953 risiede negli Usa, dove frequenta i nuovi maestri, da De Kooning a Rotho, Pollock e Barney Newman, partecipando al “Summer International Seminar” della Harvard University e tenendo una personale alla Wittenborn One-Wall Gallery di New York. Nel 1955 pubblica il libro “La Fantasia dell’Arte nella vita moderna”; a Milano inaugura la Galleria Apollinaire con una mostra dei suoi rilievi bianchi già esposti a New York. Nel ’56 è invitato alla Biennale di Venezia. Nel 1957 collabora con un mosaico alla Triennale di Milano. Nel 1958 sviluppa un metodo di rappresentazione dello spazio mediante la vibrazione della luce, attraverso un reticolo trasparente di strutture cromatiche sovrapposte. Nel 1959 riceve il Premio Lissone ed espone a Berlino e Hannover. Dal 1960 dirige il dipartimento di Pittura, Scultura e Grafica della School of Fine Arts dell’University of Pennsylvania, dove insegna come Full Professor fino al 1970. Nel 1960 è ancora alla Biennale di Venezia. Nel 1961 è presente con una personale alla Biennale di San Paolo del Brasile. Dal 1962 al 1965 partecipa alla fondazione del Gruppo “Zero” di Duesseldorf. Nel 1970 gli viene assegnato il Premio internazionale per la grafica “Città di Cracovia” ed è nominato commissario alla Biennale di Venezia. Nel 1974 si stabilisce a Todi, dove il Comune allestisce una sua antologica nella Sala delle Pietre. Dipinge allora i quadri con le macchie trasparenti e con dei frammenti di linee colorate che danno dinamismo a grandi composizioni di ispirazione impressionista. Nel 1977 la Galleria Emmerich di New York presenta una sua personale. Nel 1981 da vita alla rivista “Retina”, assieme a Santomaso ed altri.

Nel 1984 inizia una collaborazione con il “Corriere della Sera” con articoli di critica d’arte. Nel 1985-86 debutta a Tokyo con due personali alle Gallerie Seibu e Face. Nel 1988 è presente con una sala personale, che dedicherà ad Ungaretti, alla Biennale di Venezia. Riceve il Premio De Gasperi per le arti e le scienze, e nel 1991 propone un’antologica alla Galleria comunale di Arte moderna di Bologna e al Musée de Grenoble. Nel 1992 viene nominato membro della Akademie der Kunste di Berlino. Fra il 1993 e il 1996 dirige la realizzazione di 27 mosaici di artisti internazionali nella metropolitana di Roma. Nel 1994 è il Museo civico di Atene a presentare una sua antologica. Nel 1997 gli viene assegnato dall’Accademia dei Virtuosi del Pantheon il Premio Michelangelo. Nel 1999 un’antologica degli anni ’60/’70 è proposta al Pac di Milano. Seguono altre mostre importanti in varie parti del mondo

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