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Pontormo e Rosso fiorentino, la spregiudicatezza della “Maniera moderna” a Firenze

Palazzo Strozzi ospita, fino al 20 luglio, la grande mostra  Pontormo e Rosso Fiorentino. Divergenti vie della “maniera”, un’esposizione dedicata all’opera del Pontormo e del Rosso Fiorentino, i pittori più anticonformisti e spregiudicati fra i protagonisti del nuovo modo di intendere l’arte in quella stagione del Cinquecento italiano che Giorgio Vasari chiama ‘maniera moderna’.



Pontormo e Rosso Fiorentino, si formano con Andrea del Sarto pur mantenendo entrambi una forte indipendenza e una grande libertà espressiva: uno, Pontormo, fu pittore sempre preferito dai Medici e aperto alla varietà linguistica e al rinnovamento degli schemi compositivi della tradizione, l’altro, il Rosso, fu invece legatissimo alla tradizione pur con aneliti di spregiudicatezza e di originalità, influenzato anche dalla letteratura cabalistica e dall’esoterismo.

Pontormo (Jacopo Carucci) (Pontorme, Empoli 1494-Firenze 1557) I diecimila martiri  1529-1530 olio su tavola cm 65 x 73 Firenze, Palazzo Pitti, Galleria Palatina, inv. Pal. n. 182

Pontormo (Jacopo Carucci) (Pontorme, Empoli 1494-Firenze 1557)
I diecimila martiri
1529-1530
olio su tavola
cm 65 x 73
Firenze, Palazzo Pitti, Galleria Palatina, inv. Pal. n. 182

Rosso Fiorentino (Giovan Battista di Jacopo) (Firenze 1494-Fontainebleau 1540) Madonna col Bambino e quattro santi (Pala dello spedalingo)  1518 olio su tavola cm 172 x 141,5 Firenze, Galleria degli Uffizi, inv. 1890 n. 3190

Rosso Fiorentino (Giovan Battista di Jacopo) (Firenze 1494-Fontainebleau 1540)
Madonna col Bambino e quattro santi (Pala dello spedalingo)
1518
olio su tavola
cm 172 x 141,5
Firenze, Galleria degli Uffizi, inv. 1890 n. 3190

Come nel caso della recente fortunatissima mostra del Bronzino si è preferito puntare su un percorso ampio e articolato dei capolavori dei due sommi artisti, privilegiando lo splendore formale e l’altissima poesia del Pontormo e del Rosso Fiorentino, tale da renderla leggibile e chiara non solo agli specialisti ma anche al grande pubblico attraverso sezioni tematiche disposte in ordine cronologico.
Un evento irripetibile, unico, che vede riuniti per la prima volta i capolavori dei due artisti, provenienti dall’Italia e dall’estero, molti dei quali restaurati per l’occasione.

Pontormo e Rosso Fiorentino. Divergenti vie della “maniera”
Firenze, Palazzo Strozzi
fino al 20 luglio 2014
Mostra curata da Antonio Natali Direttore della Galleria degli Uffizi e Carlo Falciani, docente di storia
dell’arte

Orario: tutti i giorni 9.00-20.00, Giovedì 9.00-23.00

Informazioni in mostra T. +39 055 2645155 www.palazzostrozzi.org

Biglietti intero € 10,00; ridotto € 8,50; € 8,00, € 4,00 (Scuole)


La mostra.
Curata da Antonio Natali, Direttore della Galleria degli Uffizi e da Carlo Falciani, docente di storia dell’arte, l’esposizione propone ai visitatori le nuove ricerche filologiche, storiche e iconologiche condotte sull’opera dei due artisti dal 1956, data in cui Palazzo Strozzi ha ospitato la Mostra del Pontormo e del primo manierismo fiorentino: l’ultima importante rassegna monografica dedicata al protagonista di un movimento che aveva da poco avuto una piena rivalutazione critica, con la volontà di offrire una nuova consapevolezza delle ragioni espressive che guidarono i due protagonisti della pittura italiana del Cinquecento.

La mostra sarà divisa in 10 sezioni che permetteranno di ragionare su differenti aspetti dell’opera dei due grandi artisti e nel contempo seguirne in sequenza cronologica le vicende, dalla formazione all’eredità lasciata. Lo svolgimento è stato infatti pensato come due percorsi monografici affrontati, dove opere del Pontormo e del Rosso vengono messe in sequenza cronologica, in modo da consentire la migliore lettura delle profonde differenze espressive fra i due pittori. Oltre alla cronologia è poi possibile ragionare di alcune tematiche quali il disegno, la ritrattistica, l’adesione al sentire religioso ortodosso ed eterodosso che traspare in molte opere dei due artefici.

Pontormo (Jacopo Carucci) (Pontorme, Empoli 1494-Firenze 1557) Adorazione dei magi (Epifania Benintendi)  1519-1520 olio su tavola cm 85 x 191 Firenze, Palazzo Pitti, Galleria Palatina, inv. Pal. n. 379

Pontormo (Jacopo Carucci) (Pontorme, Empoli 1494-Firenze 1557)
Adorazione dei magi (Epifania Benintendi)
1519-1520
olio su tavola
cm 85 x 191
Firenze, Palazzo Pitti, Galleria Palatina, inv. Pal. n. 379

Il percorso prende dunque l’avvio da tre grandi affreschi della Santissima Annunziata, già staccati in passato e restaurati per l’occasione: Il Viaggio dei magi di Andrea del Sarto, la Visitazione del Pontormo, l’Assunzione del Rosso; agli affreschi viene affiancata la Pala Cambi dipinta da Fra’ Bartolomeo. Da questo insieme, che simboleggia le comuni ma articolate esperienze formative dei due pittori, si dipana il confronto fra i due protagonisti, che fa emergere i punti di distanza, evidenti fin dagli anni giovanili: l’inclinazione naturalistica e leonardesca del Pontormo, del tutto assente nell’opera del Rosso, più aderente invece alle sollecitazioni del cartone di Michelangelo per la Battaglia di Cascina.

Nelle prime sezioni della mostra il punto fermo della pittura armonica e “senza errori” (Vasari) di Andrea del Sarto serve a evidenziare il progressivo allontanamento del Pontormo dal Rosso fino alla netta scelta di campo avvenuta nel 1517, anno cruciale rappresentato dall’accostamento fra la Madonna delle arpie di Andrea del Sarto, la Pala di Santa Maria Nuova del Rosso, entrambe agli Uffizi, e la Madonna in trono e santi del Pontormo della chiesa di San Michele Visdomini, per la prima volta visibile in una cromia più attendibile a seguito di un sensibile restauro. Due sale sono dedicate alla ritrattistica del Pontormo e del Rosso, una decina di opere rappresentano le differenti scelte dei due artisti in questo campo, dalla gioventù fino alla piena maturità.

Rosso Fiorentino (Giovan Battista di Jacopo) (Firenze 1494-Fontainebleau 1540) Sacra Famiglia con san Giovannino  1521-1522 circa olio su tavola cm 63,5 x 42,5 Baltimora, The Walters Art Museum, inv. 37.1072

Rosso Fiorentino (Giovan Battista di Jacopo) (Firenze 1494-Fontainebleau 1540)
Sacra Famiglia con san Giovannino
1521-1522 circa
olio su tavola
cm 63,5 x 42,5
Baltimora, The Walters Art Museum, inv. 37.1072

I ritratti, provenienti dal Louvre, dalla National Gallery di Londra, dalla Galleria di Capodimonte, dalla Fondazione Cini di Venezia, dalla National Gallery di Washington rappresentano l’80% delle effigi dipinte dai due artisti. Una sezione dedicata ai disegni permetterà di conoscere, attraverso fogli esemplari disposti in sequenza cronologica, il differente approccio sia tecnico che espressivo dei due fino al percorso di elaborazione grafica preparatorio alla pittura. È poi possibile seguire le peregrinazioni del Rosso Fiorentino fra Volterra e Firenze, ma anche a Roma (dove venne coinvolto nelle vicende del Sacco del 1527) e a Sansepolcro prima della sua fuga in Francia, attraverso le opere chiave dipinte in questi tre differenti luoghi: la Madonna della Cintola di Volognano, lo Sposalizio della Vergine della Basilica di San Lorenzo a Firenze, restaurato per l’occasione, la Morte di Cleopatra dell’Herzog Anton Ulrich-Museum di Braunschweig, il Compianto sul Cristo morto di Sansepolcro. Contemporaneamente si vede l’adesione del Pontormo allo stile di Dürer, nella Cena in Emmaus degli Uffizi, dipinta per il refettorio della Certosa.

La varietà di spunti figurativi e tematici affrontati dal Pontormo si dipanano lungo un percorso che vede riunite opere celeberrime dell’artista, quali la Visitazione della chiesa di San Michele a Carmignano, appositamente restaurata. L’opera è già stata presentata a Palazzo Strozzi in due esposizioni molto significative: la Mostra del Cinquecento toscano, che inaugurò Palazzo Strozzi (Firenze, Palazzo Strozzi aprile-giugno 1940) e la Mostra del Pontormo e del primo Manierismo fiorentino (Firenze, Palazzo Strozzi 24 marzo-15 luglio 1956). Sono inoltre in sequenza, fra le altre, la Madonna col Bambino della collezione Capponi, il paliotto della Cappella Capponi a Santa Felicita, e il San Girolamo del Niedersachsisches Landesmuseum di Hannover. La sezione conclusiva infine è dedicata al tempo in cui il Rosso era divenuto pittore preferito da Francesco I a Fontainebleau, mentre il Pontormo a Firenze era artista caro a Cosimo I de’ Medici.

Seguendo le istanze politiche e culturali delle corti nelle quali si trovarono a lavorare, seppur lontani, i due artisti sembrano dunque idealmente riavvicinarsi attraverso la comune adesione a una lingua figurativa sovranazionale, che aveva recepito lo stile della maturità di Michelangelo.

Nella sala saranno accostati due arazzi su disegno del Pontormo per Palazzo Vecchio, un arazzo tratto dalla decorazione della Galleria di Fontainebleau e Venere e Bacco dipinto dal Rosso per la testata est della medesima Galleria, oggi al Musée du Grand Duché del Lussemburgo, Venere e Amore del Pontormo della Galleria dell’Accademia di Firenze e la Pietà di Ecouen del Rosso Fiorentino, eccezionalmente prestato dal Museo del Louvre. L’allestimento della mostra è realizzato all’architetto fiorentino Luigi Cupellini con un approccio che dialoga armoniosamente con l’architettura di Palazzo Strozzi, espressione del Rinascimento più esemplare.

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