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Premio Ghidoni conferenza stampa del 2 ottobre 2015, Ospitaletto. Tutti i materiali

FREE. CONTENUTI DELLA CONFERENZA STAMPA DEL 2 OTTOBRE 2015, SALA BIBLIOTECA, PRESENTAZIONE “MUSEO GHIDONI, PREMIO INTERNAZIONALE DI SCULTURA”, Ospitaletto, (Brescia).  Materiale utilizzabile, senza copyright. Si chiede solo la citazione, nel caso in cui fosse pubblicata l’immagine del presidente di giuria, dell’autore della fotografia.

 

Entrata della biblioteca civica di Ospitaletto - © Emanuele Bernardelli Curuz

Entrata della biblioteca civica di Ospitaletto – © Emanuele Bernardelli Curuz

Due opere di Domenico Ghidoni nella sala della conferenza stampa - © Emanuele Bernardelli Curuz

Due opere di Domenico Ghidoni nella sala della conferenza stampa – © Emanuele Bernardelli Curuz

La presentazione del Premio Ghidoni - © Emanuele Bernardelli Curuz

La presentazione del Premio Ghidoni – © Emanuele Bernardelli Curuz

Il critico Maurizio Bernardelli Curuz e il sindaco Giovanni Battista Sarnico - © Emanuele Bernardelli Curuz

Il critico Maurizio Bernardelli Curuz e il sindaco Giovanni Battista Sarnico – © Emanuele Bernardelli Curuz

Il critico Maurizio Bernardelli Curuz e il sindaco Giovanni Battista Sarnico - © Emanuele Bernardelli Curuz

Il critico Maurizio Bernardelli Curuz e il sindaco Giovanni Battista Sarnico – © Emanuele Bernardelli Curuz

Il sindaco di Ospitaletto, Giovanni Battista Sarnico - © Emanuele Bernardelli Curuz

Il sindaco di Ospitaletto, Giovanni Battista Sarnico – © Emanuele Bernardelli Curuz

Presentazione “Museo Ghidoni, premio internazionale di scultura a Ospitaletto”


di Giovanni Battista Sarnico

architetto, sindaco di Ospitaletto (bs)

Ospitaletto, dopo un intenso lavoro, si pone sulla linea retta brevissima per diventare uno dei maggiori centri italiani dedicati alla scultura contemporanea, nel raccordo con l’arte ottocentesca, qui, da noi, perfettamente rappresentata da Domenico Ghidoni (1857-1920). Ghidoni venne alla luce a Ospitaletto da una famiglia di contadini. Studiò a Brera, realizzò importantissimi monumenti milanesi, ma fu bloccato dal clima di censura di quegli anni per aver presentato un bozzetto relativo al tema della prostituzione, attraverso il quale agiva sulle coscienze degli uomini. Di chi era la colpa di quel degrado? Delle donne che si mercificavano o degli uomini che le trasformavano in oggetto di acquisto? La scultura destò, concettualmente, scandalo e Ghidoni trovò sempre più chiusi gli spazi milanesi. Egli aveva dato all’opera una connotazione sociale: l’aveva intitolata “Le nostre schiave”.
L’artista operò poi molto a Brescia. Tra i monumenti popolarmente più noti, ricordiamo quello a Tito Speri, nell’omonima piazzetta cittadina, e quello a Moretto, davanti alla sede della Pinacoteca Tosio Martinengo. Di grande impatto è anche il monumento agli Emigranti. L’idea è quella pertanto di realizzare – e sotto il profilo tecnico, interverrà poi il critico Maurizio Bernardelli Curuz – il nucleo di un Museo dedicato a Ghidoni e alla didattica della scultura. Frattanto si è proceduto all’organizazione di un premio internazionale di scultura contemporanea, per inserire Ospitaletto in un circuito europeo, legato alle nuove forme di espressione. Ghidoni lascia infatti un messaggio di rottura degli schemi, non tanto sotto il profilo stilistico quanto concettuale.

Il nostro concittadino interpretava efficacemente il proprio tempo. Come noi chiediamo agli artisti di oggi, di interpretare il loro e il nostro. E’ certamente una valorizzazione di rilievo di Ghidoni e di Ospitaletto, primo passo in direzione del nucleo del museo.

Il premio internazionale di scultura intitolato a Ghidoni è stato avviato, sotto i migliori auspici. La nostra scelta è stata quella di individuare, sotto il profilo delle mansioni tecniche, un’équipe di professionisti a livello nazionale e internazionale che consentisse un immediato lancio qualitativo del premio, senza il lungo periodo di latenza di iniziative del genere. Grazie alla storica dell’arte Adriana Conconi Fedrigolli, con la quale abbiamo avviato un rapporto di collaborazione professionale, a partire dallo scorso anno, abbiamo compiuto approfondimenti e studi dedicati a Ghidoni, nonché individuato,la giuria.

Come presidente abbiamo l’onore di avere il massimo esperto in scultura moderna e contemporanea presente in Italia, il prof. Alfonso Panzetta, docente ordinario all’Accademia di Bologna, Direttore del Museo del Cassero a Montevarchi (Ar), unico museo di scultura presente in italia, l’autore del Dizionario degli scultori italiani dell’Ottocento e del primo Novecento, attualmente alla terza edizione, e con una bibliografia amplissima, come si potrà vedere in allegato. Quindi Roberto Martorelli, attivo da sempre “sul campo” nell’ambito della scultura presso la Certosa di Bologna e varie Associazioni. Autore di molte pubblicazioni, come può confermare il curriculum. In giuria anche Nicola Rocchi, responsabile culturale e redattore capo della casa editrice bresciana Grafo e giornalista della pagina culturale del Giornale di Brescia, quindi Giuseppe Virelli, ricercatore presso l’Università di Bologna e noto contemporaneista. Completa la giuria, la curatrice del premio stesso, la storica dell’arte Adriana Conconi Fedrigolli.

Questo gruppo di lavoro, accanto a quello di Maurizio Bernardelli Curuz, accrediterà immediatamente il premio ai massimi livelli.

Le iscrizioni sono aperte e chiuderanno il 15 novembre. Tutto avverrà in via telematica per evitare che l’apertura di sportelli con iscrizioni dirette possa creare confusione e soprattutto affinchè non sorgano centri di raccolta non autorizzati che, in alcuni casi, si prospettano abusivamente dietro ai concorsi maggiori. Abbiamo detto che il 15 novembre scadono le iscrizioni. Nei giorni successivi la giuria compirà la scelta delle opere finaliste che saranno collocate in mostra al Centro polifunzionale di Ospitaletto, a partire dal 13 dicembre, giorno nel quale sarà presentato anche un catalogo dedicato a Domenico Ghidoni – una metà – e ai finalisti contemporanei del premio –l‘altra metà – Per il giorno dell’inaugurazione abbiamo in programma una grandissima festa, che coinvolgerà e si estenderà per l’intero paese, della quale parleremo nelle prossime settimane. La mostra delle opere finaliste resterà aperta ogni fine settimana fino al 24 gennaio. Il 24 gennaio nuova riunione della giuria per la proclamazione dei vincitori. All’autore della prima opera classificata andranno tremila euro e la scultura entrerà a far parte delle collezioni del Comune di Ospitaletto. Al secondo premio è stata assegnata una dotazione di 1500 euro e al terzo di 750. Un lancio per la scultura e per la comunità di Ospitaletto, che certamente imboccherà una strada ricca di soddisfazioni e di opportunità, anche economiche.

Ospitaletto 03 ottobre 2015

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La scheda del Premio internazionale

di scultura “Domenico Ghidoni

 

Ente organizzatore: Comune di Ospitaletto, in provincia di Brescia,  Italia

Sede espositiva: Ospitaletto, Centro polifunzionale

Curatrice: Adriana Conconi Fedrigolli

Composizione della giuria:  Alfonso Panzetta (presidente)

Adriana Conconi Fedrigolli

Roberto Martorelli

Nicola Rocchi

Giuseppe Virelli

 

Partecipazione aperta a: artisti italiani e stranieri, professionisti, autodidatti o studenti  che abbiamo compiuto il diciottesimo anno d’età entro il 15 novembre 2015

 

Primo premio: 3000 €

L’opera classificata al primo posto rimane di proprietà del Comune, per la sua esposizione nell’erigendo Museo Ghidoni

Secondo premio: 1500 €

Terzo premio: 750 €.

 

LE MISURE MASSIME CONSENTITE

BASE: misura massima 100×100 cm

ALTEZZA: misura massima 200 cm

PESO: limite massimo 100 chilogrammi

 

Apertura iscrizioni al Premio: già attiva

Termine ultimo per l’iscrizione al Premio: entro le ore 23,59 del 15 novembre 2015.

Costo iscrizione: 40 euro per ogni singola opera iscritta. L’autore potrà presentare anche una rosa più ampia di opere, per ognuna della quale è richiesta specifica iscrizione separata. Non sono ammesse iscrizioni cumulative. Per le opere che eccedono la singola, deve essere versata quota iscrizione specifica e devono essere allegati scheda di iscrizione, copia del documento d’identità, fotografie, biografia e didascalia.

Versamento quota iscrizione: ESCLUSIVAMENTE ON LINE tramite bonifico o analogo trasferimento di denaro al Conto intestato al Comune di Ospitaletto: Tesoreria comunale “Banca Popolare di Sondrio” Agenzia di Ospitaletto CODICE IBAN:- IT 16 B 05696 54870 000011000X72

Obbligatorio NELLA CAUSALE DEL BONIFICO indicare la causale: Premio Domenico Ghidoni

ATTENZIONE: Nessun delegato – o sedicente tale – del Comune o dalla Segreteria organizzativa o di terzi  può raccogliere denaro e iscrizioni a nome degli stessi organizzatori.

 

COME ISCRIVERSI

Digitare su qualsiasi motore di ricerca le parole Premio Ghidoni. Entrerete in una raccolta dedicata. Informazioni, regolamento e moduli di iscrizione anche sulla pagina facebook Premio Ghidoni

 

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Domenico Ghidoni, cenni biografici e critici

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di Adriana Conconi Fedrigolli

Domenico Ghidoni nasce il 17 novembre 1857 a Ospitaletto (Bs) da Felice e Maria Bambina Inselvini, in una modesta famiglia di agricoltori. Passa la prima giovinezza a lavorare nei campi, ma è già vivo in lui l’amore per l’arte, spesso infatti intaglia oggetti di legno.

 

Nel 1877 è accettato come apprendista nell’atelier di Corso Magenta, a Brescia, dello scultore Pietro Faitini, che annovera tra i suoi discepoli anche Luigi Contratti e Angelo Zanelli. Contemporaneamente alla sera frequenta la Scuola di Disegno annessa alla Pinacoteca Tosio, in seguito denominata Scuola Moretto. L’incontro con l’architetto Antonio Tagliaferri, membro del Consiglio direttivo, sarà determinante perché veglierà su di lui per tutto il corso della sua carriera artistica. Ed è proprio grazie alle sollecitazioni di Tagliaferri che Ghidoni, nel 1879, si trasferisce a Milano per frequentare la Regia Accademia di Brera, completando gli studi nel 1884, dove presto riceve menzioni onorifiche nei concorsi scolastici. Molto probabilmente in questi medesimi anni frequenta, all’Accademia Albertina di Torino, i corsi di Odoardo Tabacchi.

 

Nel 1884 si offre per la realizzazione del Monumento a Tito Speri, posto nell’omonima piazza a Brescia, che conclude nel 1888, chiedendo un compenso pari alla copertura delle spese; nel medesimo anno porta in mostra all’Esposizione Generale Italiana di Torino Il venditore d’acqua, opera orientaleggiante, ma già di impronta verista, attualmente ai Musei Civici di Brescia. Iniziano ad arrivare anche le prime commissioni dalla città meneghina: nel 1885 gli allogano il Monumento Garbagnati, posto nel Cimitero Monumentale, composizione molto vicina ai lessemi stilistici di Giuseppe Grandi. Nel 1887 conclude per la Parrocchia di San Giacomo ad Ospitaletto la lunetta a bassorilievo raffigurante Cristo tra i fanciulli, per l’altare del Rosario, a seguito dell’incendio del 1886 che bruciò l’altare ligneo preesistente.  Nel 1891 porta in mostra all’Esposizione di Belle Arti Triennale di Brera gli Emigranti;  con questo gruppo a soli trentaquattro anni raggiunge la fama nazionale, infatti oltre al prestigioso Premio Tantardini gli viene conferito il titolo di Cavaliere dei SS. Maurizio e Lazzaro. I meritatissimi riconoscimenti e attestazioni di stima per un’opera di realismo sociale eccezionale per compostezza, dignità e forte carica emotiva si interrompono bruscamente con la presentazione de Le nostre schiave all’Esposizioni Riunite di Milano del 1894. L’opera non viene ammessa dalla commissione perché ritenuta “non opportuna e sconveniente”. Il gruppo raffigura tre giovani donne discinte sedute su un divano in attesa di nuovi clienti.

 

Le nostre schiave che  rappresenta con Emigrati la summa artistica di Ghidoni non è mai stata trasferita dal gesso in bronzo o in marmo, di essa rimane una fotografia d’epoca e frammenti di alcune parti, ed è proprio con quest’opera eccelsa che si chiudono per lo scultore le porte della committenza milanese e nazionale. E’ infatti allontanato dalla Veneranda Fabbrica del Duomo e le sue opere sono escluse da varie Esposizioni, tra cui quella di Venezia.

 

L’artista si riprenderà a fatica dalla polemica che successivamente ne scaturisce e mai risponderà a nessuna critica. La sua risposta è quella di esporre il gesso de Le nostre schiave in una Galleria che sarebbe stata sul passaggio obbligato per i Sovrani in visita all’Esposizione. Anche in questo momento di grande difficoltà a supportarlo è sempre l’architetto Antonio Tagliaferri attraverso il quale ottiene nuove commissioni a Brescia, come lo splendidoMonumento Da Ponte (1897), posto al Vantiniano di Brescia, il Monumento ad Alessandro Bonvicino detto il Moretto (1898), voluto dall’Ateneo di Brescia in virtù del Legato Gigola e collocato nell’omonima piazza.

 

Riceve anche molti altri incarichi, da parte dell’antica nobiltà e dell’emergente borghesia imprenditoriale, di opere di soggetto di genere, tanto caro al gusto del periodo in cui l’artista riesce a dare prova di sapersi misurare e affrontare con grande maestria i mutamenti stilistici che interessano i decenni di passaggio al XX secolo, riuscendo a reinventarsi sempre a livelli notevoli. Ghidoni scolpisce anche diversi monumenti funerari, tra cui impossibile non menzionare il  Monumento a Maddalena Monge Grün del 1910, collocato al Cimitero Monumentale di Milano in cui lo scultore conferisce levità all’algido marmo nella resa della spinta ascensionale verso l’alto della giovane ritratta.

 

 

A seguito di una lunga malattia lascia Milano per trasferirsi a Brescia, dove muore, assistito dalla nipote Bina, il 2 settembre 1920. E’ sepolto nel cimitero di Ospitaletto. Successivamente su decisione dell’Amministrazione Comunale di Brescia in ricordo dello scultore è eseguita la fusione in bronzo degli Emigranti. L’inaugurazione avviene il 1 novembre 1922. Attualmente l’opera è collocata al Museo del Risorgimento a Brescia.

 

La biografia di Alfonso Panzetta, presidente della Giuria

del premio internazionale di scultura

“Domenico Ghidoni”, Ospitaletto (Bs)

Alfonso Panzetta, Presidente della Giuria del premio internazionale di scultura Domenico Ghidoni (foto Andrea Rum)

Alfonso Panzetta, Presidente della Giuria del premio internazionale di scultura Domenico Ghidoni (foto Andrea Rum)

 

 

Nato nel 1958 da padre pugliese-salentino e madre ferrarese, all’età di quattro anni si trasferisce con la famiglia prima a Ferrara e in seguito a Torino, dove avviene l’intera sua formazione scolastica e culturale, mantenendo stretti e costanti legami con la cultura emiliana-ferrarese mediante frequentissimi soggiorni nella regione.

Dopo aver conseguito la maturità artistica si iscrive alla Facoltà di Lettere Moderne dell’Università di Torino frequentando i corsi di Storia dell’Arte di Gianni Romano, Andreina Griseri, Gian Lorenzo Mellini, Marco Rosci, Gianni Carlo Sciolla e Enrico Castelnuovo, mostrando pari interesse sia per l’arte Medioevale che per l’arte Moderna. Al termine del percorso universitario decide di laurearsi in Storia dell’Arte Medioevale con Enrico Castelnuovo con una tesi di ricerca sul gotico internazionale nel Piemonte sud occidentale. La scelta di laurearsi con Castelnuovo fu dettata soprattutto dalla straordinaria metodologia di approccio al fenomeno artistico dispensato dal professore nei pochi anni di presenza nell’ateneo torinese prima di passare alla Normale di Pisa. Durante gli anni universitari nacquero però altre curiosità, soprattutto riguardo all’arte del XIX e XX secolo italiano, per nulla o pochissimo trattata nell’Ateneo torinese, con particolare attenzione alla scultura e alle arti decorative e applicate. Tali ricerche autonome e “clandestine” lo conducono nel 1982, ancora prima della laurea, a scrivere e pubblicare il suo primo intervento ricostruttivo della personalità di uno scultore ottocentesco vercellese.

Le ricerche sulla scultura italiana proseguiranno costantemente sino a quando, nel 1990, uscirà il primo “Dizionario degli Scultori Italiani dell’Ottocento” edito da Umberto Allemandi, ampiamente recensito dalla stampa italiana, dalla «Gazette des Beaux-Arts» a Parigi, e che farà ricevere al suo autore una lettera di stima da Federico Zeri. Negli anni successivi all’uscita del “Dizionario…” intensifica i viaggi in Italia, soprattutto in Toscana dove la tradizione di studi sulla scultura ottocentesca era più solida e vivace. Quattro anni di intenso lavoro e di aggiornamenti e nel 1994 esce la seconda edizione del “Dizionario…”, notevolmente ampliata e con l’estensione agli scultori del primo Novecento. Numerose le recensioni nazionali e internazionali compresa quella sul «The Burlington Magazine» di Londra.

Nello stesso 1994 decide di trasferirsi definitivamente in Emilia Romagna stabilendosi non lontano da Ferrara dove tuttora risiede. Il “Dizionario…” è ormai giunto alla terza edizione e la quarta è in preparazione. In quasi trent’anni di lavoro dedicato all’arte plastica ha pubblicato numerose monografie e cataloghi generali, allestendo mostre antologiche e retrospettive su artisti attivi negli ultimi due secoli, sempre con un occhio attento al riconoscimento della qualità anche nella scultura iconica contemporanea.

Da anni, parallela all’attività di saggista, la sua attività didattica si è concentrata proponendo corsi di Storia della Scultura dall’Antichità al contemporaneo.

Collaboratore del quotidiano «L’Unità» dal maggio 1978 al dicembre 1980.

Collaboratore della rivista mensile «Punto d’Incontro» (presidente Carlo Bo; direttori: Giorgio Barberi Squarotti, Giuliano Manacorda, Walter Mauro) dall’agosto 1983 al febbraio 1988.

Collaboratore della rivista mensile «Il Giornale dell’Arte», dal settembre 1987.

Collaboratore della rivista mensile internazionale «The Art Newspaper» dall’ottobre 1990.

Dal 1996 al 1999 è stato membro della Commissione Acquisti di Opere d’Arte per le Collezioni della Camera dei Deputati alla XII e XIII Quadriennale di Roma (1996 e 1999) e alla XLVII e XLVIII Biennale di Venezia (1997 e 1999).

Dal settembre 1997 al 2000 è stato direttore artistico per il collocamento di sculture monumentali contemporanee nel parco naturale de “Le Vallette” di Ostellato (FE) ed organizzatore dei relativi Simposi-Ateliers all’aperto cofinanziati dalla Comunità Europea.

Dal 1998 al 2004 è stato Presidente della Commissione per l’assegnazione del Premio annuale di Scultura Contemporanea “Edgardo Mannucci” di Arcevia (AN).

Dal 2003 e membro della commissione per l’assegnazione del Premio biennale d’arte contemporanea “Remo Gardeschi” di Moncioni (AR).

Direttore della collana “Archivi di Scultura del XIX e del XX secolo” per la casa editrice Allemandi & C. sino al 2001.

Direttore della collana “SculturaAdArte” per la casa editrice AdArte dal 2003.
Dal 2007 è Direttore scientifico de “Il Cassero per la Scultura Italiana dell’Ottocento e del Novecento. Centro di documentazione”, Museo Civico di Montevarchi (AR).

Dal 2008 è membro della commissione per l’Arte Sacra alla Certosa di Bologna, in rappresentanza dell’Accademia di Belle Arti.

Nel 2004 ha vinto un Premio per la Cultura dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per l’attività svolta nell’ambito della saggistica e nel 2009, in occasione della Festa della Toscana, ottiene il premio Arti, Culture, Futuro.

 

La biografia di Adriana Conconi Fedrigolli

 

Adriana Conconi Fedrigolli

Adriana Conconi Fedrigolli, curatrice e membro di giuria

 

Si laurea con lode in Lettere Moderne (indirizzo artistico) presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Cattolica di Milano con la tesi dal titolo Giovanni Battista Lombardi scultore (1822-1880), relatore Luciano Caramel. Subito dopo la laurea si dedica all’insegnamento, svolto soprattutto presso la Scuola Magistrale Regina delle Vittorie (Suore Canossiane) in Via San Martino e in Via Diaz a Brescia.

Lascia l’insegnamento per seguire una Collezione privata di opere d’arte di cui ha aggiornato la documentazione da un punto di vista artistico, storico e scientifico (radiografie, riflettografie, infrarossi, analisi dei pigmenti e  degli isotopi) e partecipa in qualità di direttore artistico nell’Associazione Culturale Jacobello del Fiore, nata per favorire lo studio scientifico delle opere d’arte antiche.

Nel 2002 decide di far confluire la ricerca avviata con la tesi di laurea in un libro su Giovanni Battista Lombardi, patrocinato dall’Università Cattolica, dal Comune di Brescia, dalla Provincia di Brescia e dall’Ateneo di Brescia.

Ha curato, su incarico degli eredi, la prima catalogazione delle opere del pittore romano Pippi Starace (1904 –1977) in vista di una pubblicazione.

Nel dicembre 2006 viene pubblicato e presentato all’Ateneo di Brescia il libro dedicato allo scultore Giovanni Battista Lombardi e il 27 settembre 2007 il volume vince per la sezione Arte il premio di cultura G. P. Orsello – Città di Santa Marinella (sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica) in Campidoglio a Roma, presieduto dal vice presidente del Senato della Repubblica.

Il 3 giugno 2008 è nominata Cultore della materia – Teoria del Restauro su proposta del prof. Luciano Anelli, presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore – Sede di Brescia – Facoltà di Lettere e Filosofia, incarico a cui decide di rinunciare il 7 febbraio del 2011.

Nel dicembre 2008 pubblica “Bernardo Salvadego e Antonio Salvetti – Un incontro tra un generoso mecenate e un giovane pittore”, Brescia, Grafo, 2008.

Nel maggio 2009 è tra gli autori del volume: “La Certosa di Bologna – Un libro aperto sulla storia, Bologna, Tip. Moderna, 2009.

E’ tra gli autori dei testi del catalogo della mostra “Luce sulle tenebre – Tesori preziosi e nascosti dalla Certosa di Bologna”, a cura di B. Buscaroli e R. Martorelli, Bologna 29 maggio – 11 luglio 2010, Bologna, Bonomia University Press, 2010, di cui ha curato le schede dedicate sullo scultore Carlo Monari ( 1831 – 1918).

Nel dicembre del 2010 pubblica il volume, edito da Grafo, La Grande Collezione – Le Gallerie Avogadro – Fenaroli Avogadro – Maffei Erizzo, di cui è autore insieme a Giacomo Lechi e Piero Lechi.

Nel libro è inserito un saggio dedicato a Giacomo Ceruti in cui per la prima volta viene fatta chiarezza, dopo anni di errori da parte degli studiosi riguardo al Ciclo Salvadego.

Tra il 2010 -2012 collabora con il Comune di Bologna nell’ambito del cimitero monumentale della Certosa, segue il riordino sistematico di un archivio privato,  lavora al libro monografico dedicato allo scultore Giovanni Emanueli (1817-1894) e ad un progetto da tempo avviato con Maurizio Bernardelli Curuz, Direttore Artistico Fondazione Brescia Musei, relativo al rapporto tra Caravaggio e i pittori bresciani, in previsione di una mostra per la città.

Il 5 luglio 2012 pubblica con Maurizio Bernardelli Curuz  i due ebook Giovane Caravaggio. Le cento opere ritrovate. La scoperta che rivoluziona il sistema Merisi.

Il 18 gennaio 2013 è nominata dal Presidente della commissione Carisbo di Bologna membro del comitato scientifico per la valorizzazione del Cimitero Monumentale della Certosa di Bologna.

E’ stata nominata curatore interno per la VI edizione del Premio NocivelliSosteniamo e diffondiamo l’arte contemporanea. Nel 2014 ha vinto il bando indetto dal Comune di Ospitaletto (Bs)  per realizzare un Premio dedicato  a Domenico Ghidoni.

Attualmente sta curando le mostre dei due vincitori assoluti del Premio Nocivelli , Pietro Mancini e Antonio delli Carri, che si terranno presso la Galleria 28 Piazza di Pietra- Fine Art Gallery di Roma e dal aprile 2015 è curatrice come storica dell’arte di eventi internazionali per l’Associazione “Arte Italia Cultura” in cui sono coinvolte da un punto di vista istituzionale e artistico l’America, la Cina e la Spagna.

Nel gennaio/marzo 2016 presenterà la mostra monografica della pittrice Liliana Rossini, di cui avrà la curatela del catalogo.

 

La biografia di Roberto Martorelli

Roberto Martorelli, membro di Giuria

Roberto Martorelli, membro di Giuria

Il curriculum di Roberto Martorelli. Cliccare per aprire il pdf

Curriculum Martorelli Roberto_2015 (2)

 

 

La biografia di Nicola Rocchi

Nicola Rocchi, membro di giuria

Nicola Rocchi, membro di giuria

Nicola Rocchi (Brescia 1963) è dal 2008 direttore responsabile della rivista trimestrale “AB. Atlante bresciano”, realizzata dalla Grafo edizioni di Brescia in cui lavora come redattore dal 1994. Collabora con le pagine di cultura e spettacoli del Giornale di Brescia; ha scritto numerosi articoli, realizzato e coordinato ricerche e pubblicazioni su temi legati alla realtà sociale, culturale, artistica bresciana.

 

La biografia di Giuseppe Virelli

Giuseppe Virelli, membro della giuria

Giuseppe Virelli, membro della giuria

Giuseppe Virelli, laureato e specializzato a pieni voti in Storia dell’arte
all’Università di Bologna, ha conseguito il dottorato di ricerca presso il
medesimo ateneo. Attualmente è ricercatore presso il Dipartimento delle Arti
dove svolge attività di ricerca e di ausilio alla didattica nei corsi di laurea
triennale DAMS e ai corsi di laurea magistrale in Arti visive. Si occupa dei
fenomeni artistici italiani e stranieri a cavallo fra XIX° e XX° secolo, dal
Simbolismo alle avanguardie storiche (Espressionismo Futurismo e Dadaismo)
nei campi della pittura, delle arti grafiche, decorative e applicate, argomenti sui
quali ha pubblicato vari saggi presenti in riviste, volumi autonomi e cataloghi
di mostra.

 

TUTTO IL REGOLAMENTO E LA SCHEDA DI ISCRIZIONE DEL PREMIO INTERNAZIONALE DI SCULTURA DOMENICO GHIDONI

www.stilearte.it/iscrizioni-aperte-premio-di-scultura-ghidoni-5000-euro-in-palio-e-lancio-internazionale-immagine-per-vincitori-e-finalisti/

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