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Quadri erotici di Godfrey, così vivevamo il sesso noi ragazzini del riflusso degli anni ’70

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yarek godfrey

Da tempo, nell’ambito delle letture iconografiche e antropologiche dei dipinti e dei disegni d’eros d’ogni epoca, sosteniamo che esiste una specificità dell’evidenziazione dei segmenti narrativi, che mettono in luce le diverse forme che gli elementi pulsionali assumono, sotto l’influenza della religione, della politica, del pensiero dominante e di quello alternativo, in ogni periodo. Sul sesso si gioca da sempre, a livello di immagine o della sua negazione, una partita sociale importante.E’ ben noto, del resto, il modo in cui le rivoluzioni sono precedute, gestiste e seguite da disordini sessuali esibiti, poichè ogni regime interviene sul segmento della sessualità, definendone le rappresentazioni lecite o illecite.

 

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Oggi presentiamo le opere erotiche – che costituiscono un capitolo, nell’ambito di una vasto e articolata produzione dell’artista dedicata alla donna – di Yarek Godfrey (1957), pittore figurativo francese, con radici culturali e familiari austriache è britanniche e nascita polacca. Godfrey appartiene alla generazione che nel 1968 e negli anni della contestazione sociale e studentesca, nonchè della rivoluzione sessuale, apparteneva ancora all’infanzia. Egli pertanto si configura come un esponente autorevole della cosiddetta generazione del riflusso che, abbandonati i falsi miti rivoluzionari, vive in introspoezione, sempre più lontana dalla politica attiva e dalla sessualità di gruppo.

Il sentimento dell’eros colto dall’artista francese è proprio quello degli anni Settanta-primi-Ottanta. Una generazione che era cresciuta, molto spesso, in classi esclusivamente maschili o femminili, e che guardava all’altra parte del recinto con una grande curiosità e soprattutto con il desiderio di scoprire cosa fossero quegli strani esseri così simili e così diversi. Nella produzione di questo pittore emerge questo dato della contemplazione, della deificazione, dell’incontro epifanico con la carne autentica, inteso come concessione magica. Sotto il profilo stilistico, il pittore risente degli stilemi di una formazione avvenuta tecnicamente in quegli anni che ne inclina le modalità pittoriche verso le colature, il rapporto tra definito e indefinito e quella scioltezza velata, che probabilmente alludeva dal figurativo, alla complessità psichica della figura umana, attraverso l’evocazione di veli-auree.

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Yarek Gogdfrey

 

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