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Quelle meravigliose estati in campagna. Le illustrazioni e gli episodi dell’Ottocento proibito

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Un Été à la Campagne. Correspondance de deux jeunes parisiennes recueillie par un auteur à la mode, suivie de Quelques réflexions en matière de postface sur la personnalité d’un “auteur à la mode”, attribuito a Gustave Groz, pittore e romanziere francese, ma apparso anonimo sin dalla prima edizione (1868) raccoglie le confessioni molto eccitanti di due giovani parigine, tra ricordi cittadini e lo sfondo libero della campagna, durante le vacanze estive. Ciò che in città risulta difficile, nei boschi o nelle radure, si semplifica. E anche l’etichetta meno rigida porta in luce quella carnalità esplosiva che risiede in natura ma che la civiltà ottocentesca intendeva deviare.

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Ciò che attraeva maggiormente i lettori era la conoscenza dei pensieri torbidi delle donne, nascosti sempre sotto un velo di ritrosia e di educazione. L’anonimo autore, finge di approfittare della lettura della corrispondenza disinibita tra due ragazze della capitale per portarci un un mondo fatto solo di sensi e di sesso. E di grande voyeurismo. I buchi delle serrature non mancano mai, come le sorprese di chi inquadrano e come. Anche quella era una scuola segreta. Il libro – più di 200 pagine – fu dotato di alcune esplicite incisioni,

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