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Come dipingeva Renato Guttuso, i segreti tecnici del suo atelier. Analisi e video


 

Come dipingeva Guttuso. Le tecniche – Lezione di pittura

Lavorando direttamente sulla tela, senza preparazioni cromatiche, Renato Guttuso si attiene a una tradizione fortemente diseegnativa e grafica, anche quando l’oggetto del proprioo impegno è finalizzato alla realizzazione di un quadro con stesura ad olio. Anche in questo caso, la tecnica non costituisce uno  strumento ininfluente nl rapporto-forma contenuto del dipinto. Guttuso giunge a concentrare ogni sforzo creativo per accedere, con i massimi, esiti di incisività,a  un realismo narrativo, che può rapidamente trasformarsi nel realismo epico della quotidianità. Per poter assumere una dimensione che si collochi in un punto mediano tra illustrazione narrativa e manifesto, Guttuso non accetta alcuna lezione da parte del realismo ottico di stampo pittoricista, ma interviene con segni molto netti e con una costruzione degli oggetti e delle forme, ben conchiusi dal confine del contorno, che consentono di evidenziare la sua ottica narrativa e comunque, in molti casi, retoricamente indirizzata alla realizzazione di quadri manifesto.

Ogni oggetto non è evocato. E’ descritto analiticamente. Sottolineato attraverso la pratica di una linea possente, in grado di evidenziare una precisione che vuole essere soprattutto intellettuale. Nell’ambito dell’idea politica di un’arte rivolta a tutti – com’era ogni pittura antica, didascalicamente messa al servizio dell’ammaestramento del popolo , nella biblia pauperum di affreschi e dipinti ecclesiali – egli , militante comunista,vuole parlare a un pubblico più vasto di quello che frequenta gallerie d’arte o musei. Vuole parlare anche a una massa non scolarizzata, che meglio può intendere l’oggetto della pittura se amplificato e inciso, netto, evidente, paratattico. Nè si distoglie da questo atteggiamento, più grafico che pittorico, nel momento in cui, anzichè cantare momentii epici della quotidianità, si misura con soggetti minimi, come quelli che rappresenta in un natura morta mediterranea. Nel filmato che presentiamo per un approfondimento della maniera guttusiana, appare molto evidente il modo di dipingere del maestro.  Anticipiamo, in analisi, ciò che vedremo  nel filmato. Dopo aver collocato alcuni peperoni su un tavolo, il pittore interviene segnando sulla tela, ancora totalmente bianca, come se fosse un foglio, l”ingombro sinusoidale dell’oggetto, attraverso un pennello piatto, dalle dimensioni medio-piccole.

Egli, in precedenza, ha preparato, stemperandolo con abbondante essenza di trementina, un colore bruno – marrone scuro, più una piccola parte del nero – tenendo l’impasto piuttosto liquido, a livello di emulsione, per raggiungere, senza il rischio di colature, la fluidità del movmento, come se utillizzasse china. Il contorno è già in grado di esprimere il realismo didadascalico del maestro. Successivamente egli non inteviene con impasti di colori, riempiendo di colore la forma. Cambiando pennello, lo vediamo intento a tracciare altre linee cromatiche – dello stesso rosso – individuando nel soggetto da rappresentare qualcosa di topograficamente simile alle isoipse topografiche.

Qui le porzioni segnate da un colore che non si mischia con gli altri, rappresentano altezze identiche di vibrazioni cromatiche. L’artista procede pertanto con modalità grafico illustrative,che gli consentono di rendere più incisivo il modo in cui interpreta la realtà, come epica del quotidiano. Da osservare con attenzione, anche l’immagine de “I funerali di Togliatti”, dipinto che diviene epico, grazie al contrasto tra il bianco-nero delle figure e le bandiere rosse, che assumono un’evidenza tutta da manifesto e, soprattutto, la preponderanza di una linea forte, di matrice disegnativa, in grado di far risaltare i corpi dei politici e della folla. (maurizio bernardelli curuz)

IL FILMATO



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