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RIVOLUZIONE AUGUSTO. Al Museo Nazionale Romano l’imperatore che riscrisse il tempo e la città.


RIVOLUZIONE AUGUSTO
L’imperatore che riscrisse il tempo e la città
dal 17 dicembre 2014 al 2 giugno 2015
Museo Nazionale Romano
Palazzo Massimo
Roma, Largo di Villa Peretti 1

Orari
dalle 9.00 alle 19.45, chiuso il lunedì.
La biglietteria chiude alle 18.45

Biglietto
Intero 7 €, ridotto 3,50 €.

Informazioni e visite guidate
tel. +39.06.39967700 – www.coopculture.it

Rivoluzione Augusto. L’imperatore che riscrisse il tempo e la città è la mostra che  chiude il ricco programma di eventi legati alla ricorrenza del Bimillenario augusteo  promosso dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Roma,  con Electa.

La mostra illustra la rivoluzione che Augusto mette in atto attraverso la manipolazione  del calendario all’interno del quale inserisce, accanto alle antiche feste, sempre rigorosamente  rispettate, nuove feste che ricordano episodi legati alla vita del princeps e della sua  famiglia (nascite, morti, vittorie, onorificenze). Infatti, il calendario in uso dall’età regia fino  alla riforma di Giulio Cesare del 46 a.C., riportava solo feste in onore degli dei.  Quando cambia un calendario nella città mutano l’organizzazione e l’ordine del tempo, determinando  un nuovo modo di pensare e di vivere, accanto alla topografia delle emergenze  monumentali, la topografia cronologica della città.  L’innovazione introdotta nei calendari augustei trova riscontro anche nell’opera contemporanea  di Ovidio, Fasti; nella dedica l’autore ricorda che accanto alle sacre ricorrenze tratte  dagli antichi annali tratterà anche le festività della casa del principe.  I calendari sono detti anche “Fasti” poiché il termine indicava i giorni dell’anno in cui si poteva  compiere l’attività amministrativa ed erano accompagnati dai Fasti Consolari, ossia la  lista dei consoli, e nelle altre città anche dalla lista dei magistrati locali.

Il Museo Nazionale Romano in Palazzo Massimo contribuisce alle celebrazioni  con una rassegna che nasce dalle pregevoli opere legate alla figura di Augusto  appartenenti alla collezione del museo. Dalla famosa statua dell’imperatore in veste  di pontefice massimo alle lastre marmoree del calendario prenestino di età augustea.  Sono questi gli straordinari reperti archeologici da cui sono partite le curatrici della mostra  Rita Paris, con Silvia Bruni e Miria Roghi, per illustrare la rivoluzione operata da  Augusto nella scansione del tempo.

ec649abadb9a8c1a8a7523dd98dd7962d0681Era il pontefice massimo la figura preposta alla gestione del calendario, di cui il  museo conserva le lastre dei Fasti Antiates e dei Fasti Praenestini, i calendari che segnavano  il tempo prima e dopo la riforma di Giulio Cesare del 46 a.C. Augusto, proprio  perché ricoprì anche la carica di pontefice, poté modificare l’organizzazione del tempo  nella capitale, e quindi nell’impero, introducendo delle festività in onore del principe e  della domus Augusta. Una vera e propria rivoluzione che mutò l’ordine del tempo.


Rispetto  al precedente uso di riportare esclusivamente feste legate alle divinità, i Fasti  (termine con cui si indicano i calendari dalla parola “fasto”, giorno in cui non esisteva  nessuna controindicazione religiosa per la trattazione degli affari) diventano con Augusto  uno strumento di propaganda della figura del princeps. Il cambiamento porta con  sé l’introduzione di nuovi riti influendo anche nella riorganizzazione della città con inedite  cerimonie in spazi civici e monumenti pubblici. Augusto, infatti, divide l’Urbe in 14  regiones, all’interno delle quali vi sono 265 vici che gestiscono il nuovo culto dei Lares  Augusti, figure protettrici della casa dell’imperatore.

Per una visione più completa della lettura dei calendari, ai Fasti Praenestini sono  stati affiancati i Fasti Amiternini che riguardano mesi non compresi nei primi e i  Fasti Albenses, che rappresentano una novità assoluta, perché scoperti di recente  e qui esposti per la prima volta. Come appare evidente dai loro nomi, i tre calendari  in mostra appartengono a province romane, a riprova dell’adeguamento della riforma  augustea in tutto l’impero.

Per illustrare date di particolare rilievo indicate nelle lastre dei fasti e renderne più chiara  la lettura, sono state selezionate altre opere appartenenti alla collezione permanente e  fatto ricorso a prestiti di musei italiani e stranieri. Il catalogo della mostra, edito da Electa,  con saggi di studiosi specialisti dell’antico calendario, completa con schede e approfondimenti  la concezione delle festività in epoca romana raccontate dalle opere esposte.

La mostra si arricchisce di strumenti multimediali, a cominciare da uno mezzo originale:  l’Hyper-biografia. Grazie all’uso di una grande postazione digitale il pubblico potrà  interagire con le figure dei personaggi storici per comprenderne le vite e le relazioni  politiche e familiari. Il percorso culmina in una visione aerea di Roma che mostra il grandioso  progetto urbanistico ed edilizio di Augusto, di cui ancora oggi restano consistenti  testimonianze.

A completamento della rassegna viene proiettato il cortometraggio “A” Elegia di  Augusto, che ha ottenuto grande successo di pubblico all’ultima edizione del Festival  di Roma e consensi nella preview del nuovo allestimento del Museo Palatino. Il filmato,  dalle forti suggestioni visive, ripercorre i principali luoghi augustei per farci rivivere  la personalità più intima del protagonista, contribuendo a valorizzare il patrimonio del  museo. Da non dimenticare, nel percorso augusteo della collezione, gli straordinari affreschi  del Triclinio della Villa di Livia e della Villa della Farnesina. Di quest’ultima, un  suggestivo video in 3D ne ricostruisce gli spazi arredati come in antico e restituisce  la visione dell’edificio che si affacciava sul Tevere.  Era questa la villa attribuita a Giulia, l’unica figlia di Augusto, condannata all’esilio per  adulterio.

La vita di questo personaggio, e della matrigna Livia Drusilla, sono ripercorse  nel volume “Le donne di Augusto”, edito da Electa. Sono le figure femminili che, in modo  diverso, hanno influito maggiormente nel privato e nel pubblico del primo principe di  Roma: l’una, affascinante, trasgressiva, vittima di scelte politiche e personali che ne  segneranno il tragico destino; l’altra, la compagna fidata e calcolatrice, l’esempio inimitabile.  Lo sguardo approfondito sulle loro vicende amplia così il raggio di indagine nelle  celebrazioni per il Bimillenario. Ne scaturisce un sapiente ritratto della vita di corte del  periodo augusteo.

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