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La statua di Cristo benedicente, attribuita da Sgarbi a Nerone da San Sepolcro
La statua di Cristo benedicente, attribuita da Sgarbi a Nerone da San Sepolcro

Sgarbi trova la statua di un discepolo di Michelangelo

Non ci sono dubbi  sul fatto che oltre ad essere un ottimo storico dell’arte, Vittorio Sgarbi abbia un incomparabile occhio di conoscitore. L’ultima scoperta del professore riguarda una statua conservata in una chiesa dell’Umbria, a Gualdo Tadino, in Umbria. Si tratta della statua di quella che era ritenuta la raffigurazione di San Giovanni, realizzata nel 1548 e collocata nel tempio di San Giovanni di Boschetto. Si pensava che l’opera raffigurasse, appunto, il santo eponimo, ma Sgarbi ha sostenuto che, in realtà, per la posizione del braccio, il soggetto è un Cristo benedicente. Sgarbi ha portato l’attribuzione dell’opera a Nerone da San Sepolcro, allievo di Michelangelo. “Un autore che apprezzo in modo particolare”.  Nella sua abitazione, Sgarbi conserva una ricchissima documentazione e collezione dell’artista, compresa una statua molto simile a quella umbra. “Vi chiedo di restaurare questa meravigliosa opera d’arte – ha commentato Sgarbi – con la promessa che il prossimo anno tornerò a Gualdo Tadino  per inaugurarla, magari con una mostra dedicata proprio a Nerone da San Sepolcro”.

 

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