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Silvio Amato

 

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Silvio Amato, Evoluzione, 2015, ceramica e metallo, 60 x 20 × 50

 

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Autore: Silvio Amato

Titolo opera: Evoluzione

Anno: 2015

Tecnica e materiali: ceramica e metallo

Misura: cm 20×50 h 60

Nota esplicativa: Figura equina stilizzata in ceramica a ingobbio ferro smerigliato e laccato, il titolo, non è un riferimento diretto alla scultura, essendo restio a dare nomi alle mie creazioni, ma alla mia “evoluzione “.

Biografia

“Provando a stilare un breve consuntivo delle azioni svolte dal settore Musei e Biblioteche Provinciali, eventi espositivi, rassegne letterarie, iniziative seminariali e convegnistiche, interventi di restauro, rivisitazione dei contenitori storici, hanno qualificato l’impegno dell’istituzione dentro e fuori i confini del Salernitano. Nel solco tracciato, con soddisfazione ospitiamo presso le prestigiose sale della Pinacoteca Provinciale di Salerno il suggestivo percorso espositivo dell’artista Silvio Amato che ricrea la seduzione del viaggio nell’arte, con Forme. Metamorfosi continua, ulteriore contributo alla comprensione dell’identità culturale del territorio. L’intento di avvicinare il contemporaneo al grande pubblico, per schiudere e stimolare i confini di una nuova geografia creativa, contribuisce ad unire i fili di un percorso troppo spesso frammentato e dispersivo, proprio perché variegate ed eterogeneo.” Dott. Giuseppe Canfora Il Presidente della Provincia di Salerno

“Silvio Amato indaga, rivela con la logica dell’arte le diverse situazioni spaziali e psicologiche, con libertà emozionale, esistenziale e creativa. Nelle sue sculture s’interroga sulla resa dei diversi materiali d’impiego, s’interroga anche per l’uomo della strada che dovrà recepirla una volta finita. E’ un’attenzione affettuosa e sincera tra la tensione che l’artista ha nel creare la scultura, e la sensazione dello spettatore nel vederla la prima volta. E’ una lezione preziosa, oggi che l’opera sembra aver perduto la sua funzione a favore del suo esatto contrario: è attuale solo se repulsiva. Il paradosso della finta avanguardia non lo ha mai interessato; egli ha scelto la condivisione reale al posto di quella concettuale, il rapporto diretto con la gente. Le sue sculture in ferro e legno colpiscono per la loro leggerezza e affascina il meccanismo della loro messa in azione. Le strutture di metallo su cui sono incastonate forme semicircolari, sono sagome stilizzate come le opere: “Il Pesciolino Rosso, Sopravento, Ponente, Bolinando” Opere che sembrano essere trasportate dalla corrente. Alcune sculture di Amato, mi ricordano un grandissimo artista del ‘900: Alberto Giacometti. Le figure magrissime e molto allungate tentano di esonerarsi dalla statica e dalla gravità. Il virtuosismo dell’Artista è tale da riuscire a smaterializzare e raggiungere una sintesi nella sue opere; la fisicità si consuma nel vuoto dello spazio. In questo Universo senza gravità, Egli colloca le sue figure filiformi dedicando ad ognuna di esse la sicurezza del proprio piedistallo.” Maestro Sandro Bini

 

Sito web & Links:

www.facebook.com/silvio.amatoopere

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