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Sonia Caravia, una nuvola in una stanza


Con Löyly, Sonia Caravia ha vinto il primo premio, sezione Fotografia del Premio Nocivelli 2015. L’abbiamo intervistata

Sonia Caravia, "Löyly"

Sonia Caravia, “Löyly”

 

Iniziamo con una breve scheda biografica. 

Sono nata a Crema (Cremona) nel 1991. Mi sto laureando in fotografia presso L.A.B.A. Libera Accademia di Belle Arti di Brescia. Intendo la fotografia come astrazione e mezzo introspettivo

Sonia Caravia

Sonia Caravia


Creo immagini spesso innaturali e gioco con il fruitore, rendendolo partecipe di una prospettiva nuova, per scuoterlo e fargli mettere in discussione la sua realtà quotidiana. Sono una forte sostenitrice dell’arte come mezzo di comunicazione surreale ed intendo ogni mia fotografia come un non luogo al di fuori dagli spazi convenzionali.

Nell’ambito dell’arte, della filosofia, della politica, del cinema o della letteratura chi e quali opere hanno successivamente inciso, in modo più intenso, sulla sua produzione? Perché?
Inizialmente la produzione del progetto Löyly è nata da un mio desiderio di poter utilizzare fumogeni, attratta fin da sempre dalla loro bellezza eterea e dalla loro potenza astrattiva. Successivamente sono stata ispirata dai concetti di non-luogo dell’antropologo Marc Augé e di eterotopia del filosofo francese Michel Foucault, che affrontano e rielaborano il concetto di spazio, tanto presente nelle mie fotografie. Attratta, poi, dalle nuvole del fotografo Berndnaut Smilde e dalle esplosioni immortalate da Andrea Botto: uno spettacolo sublime che attira e respinge al tempo stesso.
Il concetto di spazio è il fulcro attorno al quale girano i miei lavori; del resto George Perec scriveva “Vivere è passare da uno spazio all’altro cercando di non farsi troppo male” secondo me, niente di più vero.

Può analizzare nei temi e nei contenuti l’opera da lei realizzata e presentata al Premio Nocivelli, illustrando le modalità operative che hanno portato alla realizzazione?
Prima di tutto, Löyly è una parola finlandese riferità all’innalzamento di fumo, vapore che simboleggia la trasformazione della materia, spesso allegoria della mutazione. Alcune volte tradotto in Enki, a rappresentare la forza vitale di una persona, che si manifesta come respiro, battito del cuore e calore del corpo.
La mia volontà con questo lavoro è quindi quella di aiutare lo spettatore a liberare la mente dai luoghi comuni per appropriarsi di una interiorità individuale. La serie di fotografie di questo lavoro sono di conseguenza legate alla mia esperienza sensoriale, ma lo spettatore se ne approprierà vivendole tramite la propria sensibilità e i propri ricordi. Grazie alla presenza della nube di colore – a creare una situazione quasi onirica – egli potrà estraniarsi e andare oltre a quello che vede.
Chiunque, quindi, tramite questa connessione di spazi sospesi potrà creare una propria eterotopia, attingendo alla propria immaginazione ed esperienza individuale.

Mail: caravia.sonia@gmail.com

Sito: www.soniacaravia.tumblr.com

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