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Stefano Seraglio e le oscillazioni percettive

Seraglio_UntitledSTEFANO SERAGLIO è stato tra i finalisti del premio Nocivelli
Categoria Over 25 – Sezione Pittura – Opera: Untitled
www.premionocivelli.it/artista/stefano_seraglio

L’artista esamina la propria opera: “Nel mio lavoro uso la pittura perché mi attrae la difficoltà di usare ancora questo medium che è stato dichiarato obsoleto durante buona parte del secolo scorso, soprattutto negli ultimi sessant’anni; se si tiene conto di questo, usare oggi la pittura è una questione complessa e quindi molto stimolante.
Nel mio lavoro recente ho usato la tematica del paesaggio naturale realistico perché è uno stereotipo con cui si identifica la pittura e una delle sue funzioni passate; oggi diventa un’immagine innocua. Il paesaggio è quello idealizzato con la stradina, il filare di alberi, il cielo azzurro e l’erba verde. Su queste immagini ci sono interventi tridimensionali che negano la visione completa dell’immagine e divengono disturbanti perchè creano oscillazioni percettive: l’intero e il dettaglio, l’immagine e la forma in cui è intrappolata; la superficie e lo spazio sottostante, la quadratura del supporto e l’instabilità del suo contenuto.
Il lavoro presentato in mostra non è un paesaggio, è un dipinto a cui è stato tolto il centro, restano solo i suoi margini che interagiscono con la parete di fondo del muro a cui è appeso; la parete entra nel dipinto quadrato e ne diviene parte attiva per lo sguardo. Il dipinto è pensato per essere visto al centro di una grande parete vuota, magari di proporzione quadrata, perché essa venga attivata come spazio forma e luce, e il lavoro totale tende ad allargare il suo confine/bordo”

 

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