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Tag Archivi: donne pittrici

Marguerite Jeanne Carpentier, la vigorosa scultrice e pittrice francese che partì da Rodin

a fiume (2)

(Parigi, 1886-1965). Pittrice e scultrice francese. Ha studiato alla Scuola di Belle Arti di Parigi e presso l'Accademia Julian, che, attraverso il suo maestro Jean-Paul Laurens, si riferiscono al laboratorio del laboratorio di scultura di Rodin. Nel 1912 si reca a Roma, dove rimase fino al 1914, data in cui tornò a Parigi a causa di malattia della madre. Nei primi decenni del XX secolo, ha esposto al Salon des Indépendants di Parigi e alla mostra nazionale francese di Belle Arti

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“Per essere libera prendi i voti da suora”. Così Lucrina Fetti poté dipingere con il fratello Domenico. Il breve filmato

A FETTI

Giustina Fetti, rinunciò, come quando s'entrava in Ordini e congregazioni, al proprio nome per assumerne uno nuovo, legato a una particolare devozione personale o a cristiani esemplari. Il nome nuovo, giunse il giorno in cui si fece suora, nel 1614, nel convento francescano di Santa Orsola di Mantova. Trascorse l'infanzia a Roma, come il celeberrimo fratello Domenico Fetti e da lui apprese l'arte della pittura, attività che prosegui anche indossando il sacro abito poichè, in quel periodo, in seguito alla Controriforma, molte scene evangeliche o bibliche andavano dipinte non più con concessioni alla fantasia o alla consuetudine, ma nel serrato confronto con la verità del dettato del libro sacro. Lucrina pertanto. mentre il fratello, a Mantova, diveniva un ottimo pittore amatissimo dei Gonzaga, proseguiva l'attività della famiglia, pur in convento. Fu proprio il 1614 l'anno in cui giunse a Mantova con il fratello Domenico . entrambi erano figli del pittore Pietro Fetti - ingaggiato dalla dinastia mantovana. Poichè Giustina stessa voleva essere protetta dai peccati e dalla violenza del mondo, scelse, con il fraterno consiglio, quella sacra veste e, poichè era necessaria una buona dote per entrare in un convento di livello, la ricevette dal Duca stesso, con l'impegno che l'avrebbe restituita in dipinti. L'abito sacro le permetteva peraltro di muoversi in libertà, senza dar scandalo, e di raggiungere quotidianamente lo studio del fratello. Dipinse ritratti di donne della famiglia Gonzaga e le opere religiose per il convento. Anche se molti dipinti religiosi di S. Orsola sono stati attribuiti a Domenico, un recente restauro ha permesso di individuare la firma di Lucrina. L'unica limitazione che le fu imposta fu la rinuncia allo studio del corpo umano. Ma la pittrice mostrò, nella ritrattistica, una straordinaria capacità di penetrazione psicologica dei personaggi effigiati. a fetti 2

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Marguerite Gérard (1761-1837): famiglia, amore e interni nella pittura della cognata di Fragonard. Il video delle opere

a gerard

L'amore puro, la gioia portata dai bambini, l'affetto intenso tra sorelle. A queste gioie remote si riferisce buona parte dell'opera di Marguerite Gérard (1761-1837), una buona pittrice francese, cognata e allieva di Fragonard. Settima figlia di Marie Gilette e del profumiere Claude Gérard, aveva 14 anni, quando la madre morì nel 1775. Fu pertanto amorevolmente accolta dalla sorella Marie-Anne, moglie dell'artista Jean-Honore Fragonard, nel suo appartamento al Louvre. In quell'ambiente - nel quale visse per trent'anni - avvenne la sua formazione artistica

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Brescia. Amanzia Guerillot, rapida ascesa nella pittura e nel cuore di Angelo Inganni

Inganni, “La Villa Richiedei a Gussago”, 1859, olio su tela

Allieva, poi amante e moglie di Angelo Inganni, Amanzia Guerillot è una discreta artista che utilizza i modelli Biedermeier, sviluppandoli in chiave tutta femminile. Il Biedermeier è uno stile nato nei paesi di lingua tedesca. dopo il periodo della Restaurazione, caratterizzato da una valorizzazione degli spazi della casa, dall’amore per la piccola decorazione e per la semplicità agreste e dal rifiuto dei grandi temi che avevano acceso politicamente e filosoficamente i decenni precedenti

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Elisabetta Sirani fu avvelenata? Storia di una grande pittrice morta a 27 anni

elisabettA SIRANI

Era figlia di Giovanni Andrea Sirani, assistente principale Guido Reni, ottimo pittore al quale il destino aveva riservato l'impossibilità di continuare a dipingere a causa di una forma di gotta che lo aveva colpito, oltre ai piedi, anche alle mani. Elisabetta, che si era formata nella bottega del padre, prese le redini dell'impresa paterna e la volse al femminile, chiamando a lavorare giovani colleghe, tra le quali la pittrice Ginevra Cantofoli

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Elisabeth Vigée Le Brun (1755-1842), la pittrice diffamata per sesso, politica e arte

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I Souvenirs della Vigée Le Brun, artista troppo bella e libera per sottrarsi alle più terribili maldicenze. Al di là delle illazioni di natura sessuale, la donna fu accusata di non essere autrice delle proprie opere, che sarebbero state prodotte da un uomo. Il memoriale e gli studi storici rendono l’onore della verità all’amica della regina Maria Antonietta

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Cari maschi, noi pittrici vi faremo a pezzi. Squarci di storie di donne nella pittura

artemisia

Le donne erano represse dalla società, non potevano avere carriere lavorative, si bruciavano le streghe. Ma a partire dal Cinquecento, pur parzialmente protette nelle botteghe dei genitori o dei fratelli, avviano carriere di livello. Resta comunque una competizione accesa, la libertà limitata e, come avvenne per Artemisia Gentileschi, lo stupro e l'inganno sentimentale. Per questo, spesso, esse maturano odio nei confronti del mondo maschile, perchè pur lavorando accanto agli uomini non hanno gli stessi diritti

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