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Tag Archivi: iconografia

Sotto il vestito niente, gli scheletri eleganti del bergamasco Vincenzo Bonomini

I pannelli originariamente fungevano da supporto decorativo-didascalico al catafalco che veniva montato durante i tre giorni d’autunno dedicati al suffragio dei defunti. La singolarità del ciclo risiede non solo nella scelta, perfettamente inquadrabile nel contesto di quell’attrazione-repulsa per l’oltretombale e il negromantico di pertinenza del Protoromanticismo europeo, di effigiare alcune figure scheletriche colte in momenti e gestualità quotidiani, ma anche nell’utilizzo come “modelli” di personaggi reali. Compaiono infatti nelle tele, oltre ad un autoritratto accanto alla seconda delle tre mogli e al piccolo aiutante Caffi (Pittore che dipinge la Morte). Nel ciclo di tele degli Scheletri viventi, singolare e ironica rielaborazione del tema del Memento mori, Vincenzo Bonomini non esitò a ritrarre se stesso e la moglie abbigliati a puntino ma completamente scarnificati

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Pennelli e pidocchi, il rito dello spidocchiamento nella pittura e nella vita

Lo spidocchiamento fu un diffusissimo rito igienico con connotazioni sociali e sessuali testimoniato dalla pittura di genere. Dal diario al resoconto inquisitorio: il passo verso la pittura è breve. Nel XVII secolo la preclusione culturale nei confronti dell’acqua è molto più d’una constatazione. Le pitture sei-settecentesche, tanto per contribuire a rivelare quell’universo femminile che orbita intorno ai balzi dei parassiti, hanno privilegiato scene di donne intente alla doverosa incombenza.

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Arrivano dal cielo

Dischi luminosi, nubi a forma di sigaro, raggi intensi, navicelle che contengono uomini e donne appaiono, in alcuni casi, nei dipinti antichi. Ciò che gli ufologi ritengono testimonianza di una presenza aliena sono in realtà elementi allegorici sacri

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Realismo in pittura – Fu una lancia vibrata contro l’eresia

Tutto mosse dalla necessità di confermare la corporeità di Cristo e la sua presenza nell’ostia. Così la pittura fu un’arma di primaria importanza nella lotta ai catari, poi nell’opposizione agli anabattisti, agli zwingliani e ai luterani. La verità in Moretto e Romanino nacque da una precisa necessità della committenza religiosa: dimostrare che Dio scendeva quotidianamente tra gli uomini durante la Messa

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