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Tag Archivi: Il matrimonio nell’arte

Amore, tradimento e delitto. Le confessioni dipinte a palazzo Te

Leggiamo in continuità i dipinti con soggetto amoroso nella domus di Federico II realizzata da Giulio Romano. Dai rapporti sessuali con Isabella Boschetti alle difficoltà con la madre, Isabella d’Este, che deprecava l’unione scandalosa, alle dichiarazioni di fedeltà eterna, passando per la nascita del figlio Alessandro. Fino a giungere all’omicidio con il quale il marchese aveva eliminato il marito dell’adorata compagna: confessione e assoluzione che appaiono nella loggia di Davide

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Arnolfo, il santo dei mariti cornuti. Van Eyck e la signora gravida, il mistero nel quadro

Con il passare del tempo e l’entrata del quadro nel mercato internazionale, si perse cognizione che lo stesso fosse l’autoritratto di Van Eyck con la moglie incinta, nella stanza nuziale. La frase sul muro e le condizioni della donna fecero reputare che si trattasse di un’opera legata al tradimento erotico.

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Il matrimonio segreto di Giambattista Tiepolo. Un grande amore, una splendida modella

Giambattista aveva ventitré anni, nel 1719, quando sposò Maria Cecilia Guardi, sorella dei pittori Antonio e Francesco. In seguito alla morte del padre, Maria Cecilia versava nella più profonda indigenza. Ciò le impediva di procurarsi una dote, elemento indispensabile per ottenere l’approvazione della madre di Tiepolo, Orsetta Marangon. I due innamorati, però, non si arresero

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Le sposine spudorate, con abiti da nozze, nel disegno d’autore e nelle incisioni antiche

Dagli antichi canti epitalamici, che celebravano, nel giorno delle nozze, le virtù erotiche o le furibonde sorprese per i neo-sposini a un'ampia letteratura popolare che si diverte a raccontare gesta boccaccesche, in parte vere, in parte molto romanzate, che nascono dalla contraddizione tra gli istinti e il giuramento di eterna fedeltà, davanti a un altare. Ma ciò che sta di sacrale e di puro negli abiti candidi o comunque ipertrofici e principeschi del giorno delle nozze - quanto la trasparenza dei veli, ispira a molti ipensieri spudorati. Così è accaduto, a partire dall'Ottocento e per tutto il Novecento che gli istanti proibiti dei giorni delle nozze siano stati disegnati o dipinti da ottimi artisti. Nella pagina vediamo tavole di Deveria, di Poulton di Suzanne Ballivet, che, in un'immagine hard, ma molto femminile,evoca a colori, il momento in cui finalmente, anche su una poltrona, il primo rapporto ufficialmente coniugale viene consumato con il massimo desiderio

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Sapete com’erano il velo matrimoniale e l’abito da sposa ai tempi della Fornarina di Raffaello?

Il velo, inoltre, il diffusissimo “ panno alla romana”, oggetto anch’esso d’infinite dispute se osservato e interpretato nella sua coincidenza con altri particolari del dipinto, ci racconta dello stato di congiunta della donna ritratta. E’ di seta, come denunciano le sfumature giallastre, e solo le nobildonne lo portavano così confezionato (per le altre dame, ciò avveniva unicamente in occasioni speciali). L’abbondanza del tessuto, dalla sontuosa veste alla delicata biancheria, evidenzia invece la preziosità dell’abito. Le donne del tempo sottolineavano la loro distanza dalla plebe, o la straordinarietà dell’evento al quale partecipavano, anche attraverso la pulizia e il candore della propria biancheria che, come La Velata, lasciavano appositamente trasparire dallo scollo, dagli sboffi o dai tagli delle maniche. La veste ampia, la scollatura quadrata, la camicia finemente plissettata e la manica, seppur lisa, ricca, sono tutti elementi che conducono all’idea di un abito speciale, indossato in un’occasione particolare, in linea con la moda del tempo e decisamente costoso. Un vestito da sposa?

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Rubino o smeraldo? Come gli anelli svelano lo stato civile degli avi del Cinquecento

Esiste un linguaggio degli anelli che consenta di stabilire lo stato civile degli effigiati, nell’ambito della pittura italiana tra Quattrocento e Cinquecento? Il particolare, che sembrerebbe trascurabilmente accessorio, può in realtà rivelarsi molto utile nell’ambito dell’individuazione dei personaggi ritratti sia per stabilirne o confermarne l’identità - nel confronto con i documenti d’archivio - che per giungere ad una datazione del quadro non soltanto in base agli elementi stilistici ma nel rafforzamento delle evidenze storico-iconologiche che emergono dal dipinto stesso.

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Doni d’amore. Donne e rituali nel Rinascimento

Sempre alla sfera simbolica sono da ricondurre le iconografie scelte per decorare questi splendidi manufatti. I temi, ¬riproposti su oggetti in materiali diversi, erano per lo più attinti dalla storia antica e dalla letteratura e volti a esaltare le virtù muliebri di purezza, obbedienza e fedeltà, qualità all’epoca ritenute essenziali per una moglie. Per il desco da parto e le stoviglie in maiolica destinati alla puerpera si prediligevano, invece, scene di nascita riprese da quelle di ambito sacro in modo da sottolineare la buona riuscita del parto e l’incolumità della madre.

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I vizi capitali della coppia. I quattro dipinti di Bellini sul mobile nuziale

I nodi simbolici delle opere di Giambellino realizzate per il restelo matrimoniale dell’allievo Vincenzo Catena. Nel mobiletto “da bagno” gli avvertimenti giornalieri all’uomo e alla donna sugli infortuni della virtù e un monito sull’inevitabile concatenazione dei peccati capitali

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Botticelli sul cassone delle nozze esaltò le virtù delle donne eroiche

Nelle tavole con la Storia di Lucrezia e la Storia di Virginia Romana, eseguite per un cassone presumibilmente destinato alla camera nuziale di Giovanni Vespucci, Botticelli celebra le virtù della castità e della rettitudine civica; un amalgama tematico desunto da fonti romane arcaiche e già frequentato dall’artista in alcune composizioni secondarie

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