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Tag Archivi: il pene nell’arte

I disegni erotici di Füssli (1741-1825), frenetici amplessi tra ninfomani e briganti

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“Il sublime risiede anche nel male, poiché persino nell’empietà può esserci qualcosa d’ammirevole”, scrive nel 1771. Nell’inferno-paradiso dell’immaginazione tutto può accadere, nell’arte è lecito tutto e il contrario di tutto, senza censure o impedimenti. “Qui almeno saremo liberi; qui l’Onnipotente non ha edificato nulla di cui potesse essere geloso

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L’uomo che dipinge quadri con il pene. Sorprendente. Eccolo. Il video

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Brent Ray Fraser, che si definisce il "pittore nudo", ha maturato una notevole abilità nel realizzare, con il pene intinto nei colori, ritratti e dipinti. E' un modo per sconcertare il pubblico e richiamare l'attenzione su di sè. Laureato all'Università di alla Emily Carr University of Art and Design di Vancouver, in Canada, Brent Ray fraser - e non è una battuta facile - ha notevoli doti tecniche che gli permettono di fare - effettivamente - ciò che vuole, nell'ambito della figurazione

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Justine di De Sade, il Bene viene inesorabilmente deriso e punito

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Alcune opere del pensatore francese furono dotate, sin dalle prime edizioni, di ottime ed eloquenti illustrazioni. Tra queste, Justine o le disavventure della virtù, romanzo del 1791; si tratta della seconda versione di Justine, precedente alla terza e definitiva intitolata La nuova Justine, pubblicata otto anni dopo. Il racconto, in prima persona, narra di una giovane, Justine, di nobile lignaggio. Rimasta orfana diviene molto devota al Cristianesimo e intende vivere secondo la virtù. Ma la ragazza subirà passivamente ogni sorta di violenza da personaggi sempre più perversi che la coinvolgeranno in orge, assassinii e torture. Ciascuno di essi, per licenza poetica dell'autore, le concederà un discorso esemplificativo circa la motivazione della natura crudele, propria e dell'essere umano. La ragazza puntualmente e fortunosamente riuscirà a scampare alla morte certa

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Perchè si giocava a mosca cieca? La gioiosa testimonianza in un quadro del primo Ottocento

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Tra i giochi quasi definitivamente archiviati, nella società occidentale, figura la cosiddetta mosca cieca. Il gioco stesso, nelle prime fasce d'età, tendeva ad affidare la gestione corporea, in situazione di dissimulata difficoltà -com'è quella dell'incedere notturno - a più piani sensoriali al di là della vista. Davanti agli occhi di un bambino o di una bambina, come ben sappiamo, veniva legata una fascia di stoffa che impedisse alla "mosca" di non vedere nulla, nemmeno la punta dei propri piedi. Gli altri bambini iniziavano a fuggire, normalmente in campo definito di gioco. I passi impediti e il lento, goffo incedere del giocatore, provocavano le risate di chi aveva gli occhi liberi e la possibilità di fuggire

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Il pesce d’aprile del Cinquecento

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La virtù punisce il vizio. O secondo il titolo originale: l'Amor virtuoso punisce l'Amor ferino. Ma il gioco ambiguo si rivela immediatamente, quasi in un ribaltamento dei ruoli. Il pesce, simbolo sessuale, viene utilizzato dal maschio per "picchiare" la procace signora. E' un disegno giocoso, che fa l'occhiolino a chi lo guarda Francisco Venegas (c 1525 -. 1594), l'autore, è un pittore spagnolo che fu attivo in Portogallo nel corso degli ultimo tre decenni del XVI secolo. Nato a Siviglia intorno al 1525, esercitò inizialmente la professione dell'orefice e si formò, sotto il profilo artistico, nella bottega di Luis de Vargas

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Moreau Le Jeune, il sesso elegante nel 1789, anno della rivoluzione

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Le opere sono molto definite nei tratti perchè sono state realizzate con una penna e un inchiostro bruno. Le ombre sono state ottenute acquerellando un lieve chiaroscuro teso a matita, Una delle tre presenta una data terribile e inequivocabile. Il 1789, anno della rivoluzione che avrebbe accresciuto i poteri della borghesia, creando però drammi incommensurabili. Verrebbe da pensare che l'autore di questa sequenza - masturbazione di lei, masturbazione di lui, penetrazione - sia stata disegnata prima di luglio, mese di presa della Bastiglia. Comunque sia l'opera è perfettamente settecentesca e ancien regime. L'incontro avviene su un elegante e non amplissimo sofà. Ai muri sono appesi quadri o stampe di soggetto erotico.

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Brrrr, quanti brividi nell’aria tra il pittore e la modella

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Il rapporto erotico tra il pittore e la modella non fu soltanto una deduzione maliziosa del pubblico, ma, in molti casi, legò il pittore alla sua temporanea musa. Può essere complesso cercare di spiegare la liaison straordinaria che si crea tra questi due protagonisti della scena, nella quale la donna appaga il proprio narcisismo e avverte d'essere deificata, mentre il pittore sente il desiderio di saldarsi a lei, di scoprirla in una dimensione carnale che risulta impossibile raggiungere in altro modo. Con questo non vogliamo insinuare che, in ogni caso, si finisse con il sesso. Ma l'attrazione reciproca che si creava era realmente unica

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Paul Chenavard (1807-1895), com’è bello far l’amore guardandosi allo specchio

Paul Chevanard, Riflessioni amorose, acquerello con tracce di lapis

Ma qui non ci occupiamo di gradi realizzazioni come lo sconfinato disegno per il Pantheon, denso di storia e di religione, quanto di minuscoli acquerelli, alcuni dei quali messi a fuoco con rapidi ed eleganti tratti di penna, che sono in grado di ricavare l'essai erotico di un tempo, nella sua immutabilità. E' l'assoluta freschezza delle invenzioni - pur riecheggiando i cinquecenteschi Modi, cioè il Kamasutra italiano - che rendono merito a questo artista che fu tanto libero in questo pensieri privati e tanto germanicamente greve di filosofia, nelle pubbliche realizzazioni, da apparire insopportabile ai conterranei dell'epoca

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Quando il sesso esplodeva nel parco o nel bosco. Ottocento nascosto, svelato dalla pittura

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Nel parco. Uno dei topoi sentimentali ed erotici dell'Ottocento - sia nell'ambito della letteratura che della pittura - è la passeggiata nel parco e l'escursione a cavallo a deux. Situazioni e luoghi insidiosissimi, quelli en plein air, per la restaurata morale ottocentesca, a differenza del verde libero dei grandi parchi libertini del settecento, nei quali il sesso era prassi. Normalmente queste passeggiate avvenivano, con discreti controllori - fratelli, sorelle, altri amici - proprio per evitare questi cedimenti. Ma c'era chi, riuscendo ad aggirare gli ostacoli, sciaguratamente rispondeva all'invito di una passeggiata a due. Achille Deveria (1800-1857) crea due magnifici flash di pittura dal gusto biedermeier. Un incontro dolce e lato di un giardino e un furibondo divorarsi, dopo una cavalcata, in un bosco.

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Feodor Stepanovich Rojankovsky – Dipinti erotici anni Trenta. La Primavera

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Qualcosa è cambiato, nel costume, o si tratta soltanto della sensibilità del disegnatore? Il Novecento lascia alla donna la possibilità di prendersi nuove libertà, rispetto al proprio corpo, nonostante molto spesso finga di non apprezzare, per attenersi ad una morale ancora abbastanza rigida. Ciò che è interessante, sotto il profilo antropologico,è una grande attenzione del disegnatore nei confronti dei preliminari. Il sesso,canta Rojan, è gioia e attenzione alla bellezza del corpo dell'altro.

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