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Tag Archivi: la vagina nell’arte

I quadri con impronte. Colorare l’area inguine e stampare. Il video

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La procedura è semplice. Le ragazze dipingono con acrilico una stoffa, assorbendo il colore sul cuscinetto delle parti intime, che assumono la funzione di timbro, e successivamente imprimono le proprie forme segrete su un foglio o su un rettangolo di tela, sul quale, in precedenza era stato campito un altro colore. Quindi le modelle-pittrici si sdraiano e, con il peso del corpo, trasferiscono la forma al supporto

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I disegni erotici di Füssli (1741-1825), frenetici amplessi tra ninfomani e briganti

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“Il sublime risiede anche nel male, poiché persino nell’empietà può esserci qualcosa d’ammirevole”, scrive nel 1771. Nell’inferno-paradiso dell’immaginazione tutto può accadere, nell’arte è lecito tutto e il contrario di tutto, senza censure o impedimenti. “Qui almeno saremo liberi; qui l’Onnipotente non ha edificato nulla di cui potesse essere geloso

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Giovanni Boldini segreto, erotico-esplosivo

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Il quadro La toelette (Femme s’essuyant), è una piccante tavoletta ( 55x45 centimetri) realizzata da Boldini tra il 1880 e il 1885, nella quale il gusto del superamento del limite dà segno dell’accesso pieno alla Belle époque. Boldini tende infatti a rilanciare in chiave moderna certe atmosfere da boudoir settecentesco spostando in là, nei termini della spudoratezza, la lecita contemplazione dell’oggetto del desiderio del pittore e dello spettatore. E il quadro che ne esce, per l’atmosfera cupa e i colori combusti e la pittura frustata sul legno, con un’azione che rinvia alla rapidità dell’impressione e all’azione di un sadico scudiscio, diventa il supremo esercizio di una mitica spudoratezza, un autentico inno alle libertà del mondo moderno. Giovanni Boldini, era giunto da Londra a Parigi nel novembre del 1871

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Rowlandson (1815), mentre lui guarda l’uccello in gabbia, lei se la spassa sulla porta

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Thomas Rowlandson (Londra, 1756–1827) fu un ottimo illustratore inglese, autore di comiche e piccantissime tavole di grafica o di disegno. Coglieva l'aspetto gioioso del sesso, ma, al tempo stesso, la natura furtiva dei sensi che, all'improvviso, travolgono l'uomo e la donna, nonostante i migliori propositi e la necessità di rispettare precisi codici comportamentali, all'interno della coppia strutturata, o sociali. Questi divertiti e divertenti "infortuni della virtù", non vengono descritti con la cupezza dei libertini francesi, la cui produzione è mirata a una sorta di sadico sovvertimento della morale. In Rowlandson il peccato mortale diventa veniale ed è accompagnato dal sorriso. In fondo, lo spirito è forte e la carne è debole

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La pace è donna. Nuda nel castello dei Crociati in Galilea. Il video

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Fotografie e filmati di Amit Bar sono spesso improntati alla logica del contrasto o, all'opposto, al mimetismo tra modella e paesaggio, ottenuto con la body painting. Questo breve filmato è stato realizzato a Montfort, nella Galilea occidentale, in Israele in un pomeriggio ventoso, con la modella Chana. Montfort era un poderoso castello crociato, appartenente all'Ordine teutonico. Roccaforte e snodo dell'attività militare franca nella Terrasanta, l'edificio custodiva, secondo testimonianze, il tesoro dell'organizzazione religioso-militare. Com'era sorto? Nel terzo decennio del XIII secolo l’Ordine dei Cavalieri Teutonici di Santa Maria in Gerusalemme aveva ottenuto terre nella Galilea occidentale. Avviò così la costruzione del suo più importante castello nell’Oriente latino: Montfort (Starkenberg, in tedesco). Il presidio difensivo, che presenta stilemi gotici, si erge su uno sperone di roccia

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Hokusai, il sogno erotico della moglie del marinaio (1820). Il dialogo proibito. Eccolo

Sogno della moglie del marinaio, pittura su legno di Hokusai (1820).

Una giovane donna, avvenente. Un polpo gigantesco che la avvinghia con i tentaoli e che, con la bocca, le succhia avidamente il pube, mentre si guarda attorno con occhi assatanati. Un polipo più piccolo, all'altezza della bocca della giovane signora, la bacia ardentemente. E' un menage a trois, quello descritto dal grande pittore giapponese in questo Shunga intitolato Sogno della moglie del marinaio e dipinto su una tavoletta nel 1820. Attorno alle figure, come in un fumetto, corrono i dialoghi.

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Topiaria pubica. Nuova forma d’arte a livello d’inguine. Il video delle figure codificate

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Il rapporto con il corpo è notevolmente mutato, in pochi anni. E decorazioni che un tempo sarebbero state impensabili, specie se realizzate sul corpo femminile, oggi sono pratica diffusa tra le nuove generazioni. E in alcuni casi, come ben sappiamo, i disegni vengono realizzati in parti del corpo che un tempo erano totalmente tabù. Tra le tecniche decorative delle parti intime emerge una sorta d'arte topiaria o ars topiaria del pube. L'attività previste dall'arte topiaria è la potatura di alberi e arbusti al fine di modellarli secondo motivi geometrici o figurativi, diversa da quella naturalmente assunta dalla pianta, per scopi ornamentali. Si formano così siepi formali oppure, partendo da esemplari singoli o piccoli gruppi, soggetti con varie forme, astratte oppure di animali, oggetti, persone. La moda "igienica" di depilazione del triangolo pubico, viene così compensata a livello estetico con decorazioni, in buona parte ironiche, in altri casi destinate a togliere quell'immagine "desertica" a una parte del corpo femminile sotto quel profilo, un tempo, molto lussureggiante

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C’era una volta la gatta. Piccoli felini ed eros femminile nell’area francofona. Video

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L'animale apparve sovente, nell'ambito artistico, per identificare, in opere comico-grottesche, l'organo sessuale femminile. Comunque sia, secondo la visione maligna del maschio, la gatta è sorniona; se ne sta accoccolata in un angolo; pare non desiderare nulla, ma quando vuole divorare un dato volatile, non c'è nessuno che possa fermarla. Ecco allora, scene e scenette attorno a queste inclinazioni maschili e femminili. Il maschio, naturalmente, era solo una povera vittima, immolata agli appetiti delle signore-gatte

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Justine di De Sade, il Bene viene inesorabilmente deriso e punito

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Alcune opere del pensatore francese furono dotate, sin dalle prime edizioni, di ottime ed eloquenti illustrazioni. Tra queste, Justine o le disavventure della virtù, romanzo del 1791; si tratta della seconda versione di Justine, precedente alla terza e definitiva intitolata La nuova Justine, pubblicata otto anni dopo. Il racconto, in prima persona, narra di una giovane, Justine, di nobile lignaggio. Rimasta orfana diviene molto devota al Cristianesimo e intende vivere secondo la virtù. Ma la ragazza subirà passivamente ogni sorta di violenza da personaggi sempre più perversi che la coinvolgeranno in orge, assassinii e torture. Ciascuno di essi, per licenza poetica dell'autore, le concederà un discorso esemplificativo circa la motivazione della natura crudele, propria e dell'essere umano. La ragazza puntualmente e fortunosamente riuscirà a scampare alla morte certa

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Perchè si giocava a mosca cieca? La gioiosa testimonianza in un quadro del primo Ottocento

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Tra i giochi quasi definitivamente archiviati, nella società occidentale, figura la cosiddetta mosca cieca. Il gioco stesso, nelle prime fasce d'età, tendeva ad affidare la gestione corporea, in situazione di dissimulata difficoltà -com'è quella dell'incedere notturno - a più piani sensoriali al di là della vista. Davanti agli occhi di un bambino o di una bambina, come ben sappiamo, veniva legata una fascia di stoffa che impedisse alla "mosca" di non vedere nulla, nemmeno la punta dei propri piedi. Gli altri bambini iniziavano a fuggire, normalmente in campo definito di gioco. I passi impediti e il lento, goffo incedere del giocatore, provocavano le risate di chi aveva gli occhi liberi e la possibilità di fuggire

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