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Tag Archivi: la vagina nell’arte

Scopri il lato B: cosa c’è sul retro dei dipinti antichi

E' quasi un gioco infantile. Una delle prime cose che si imparano sono i concetti davanti-dietro, prima-dopo. E attorno a questi punti cardinali che ruota la conoscenza del mondo. La scoperta delle cose - che vanno esaminate anche nel lato nascosto, con creatività di uno sguardo che non si accontenta della visione frontale - e la dimensione del tempo. E' per questa magia, che da adulti applichiamo con sistematicità nella vita e nella sfera sessuale, che certi giochi di pittori risultano molto eccitanti perchè uniscono il disvelamento alla scoperta, alla sorpresa, al rivelarsi del lato ordinariamente proibito

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Von Bayros, come facevamo l’amore ai tempi di D’Annunzio. Dai veleni liberty al sesso nel pineto

Tra questi due poli si muove la poesia e la poetica di D'Annunzio, sempre alla ricerca di un punto di purificazione. Von Bayros, pur indipendentemente dai lavori di D'Annunzio, interpreta con la stessa acutezza il sentimento erotico del tempo. Ed emergono i due lati presenti nel Vate. Il carico orizzonte orgiastico degli interni e la liberazione, nell'assoluto della quinta naturale, in cui il rapporto tra uomo e donna diviene vigoroso e naturale, la danza del rincorrersi, la coreografia d'appartenersi, pieni di pioggia tipieda e di sole e di mare e di sabbia

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Essick, fotografo di nudo subacqueo. Concerto per modella e per meduse rosa. Il video bellissimo

Migliaia di meduse rosa fluttuano nel mare accanto a una modella nuda. Lo scenario è incantevole; un roseto sospeso, un corpo angelico, la perdita di ogni gravità. Todd Gary Essick, fotografo americano originario di Chicago, è noto per la sua specializzazione nel nudo subacqueo, genere di fotografia alla quale è approdato dopo un'intensa carriera di fotogiornalismo. Già free lance per l'Associated press a Miami, ha lavorato in servizi in tutto il mondo. Ma quel distacco abissale dalla realtà rumorosa della superficie lo ha progressivamente incantato fino ad indicargli una nuova rotta nel campo professionale

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La zucca, simbolici significati sessuali nell’arte. Dall’eros alla gravidanza

A metà del Cinquecento la zucca americana, nelle sue numerosi varianti, apparve con sempre maggior frequenza nei quadri dedicati ai cosiddetti mercati - che, in realtà, nascondevano, sottotraccia, finalità propiziatorie o comico grottesche legate al rapporto tra materia e sessualità,come avviene nei fiammingo Pieter Aertsen (Amsterdam, 1508-1575) e nel nipote Joachim Beuckelaer (Anversa, 1530 circa, 1573), collezionato dai Farnese. Essa può alludere al tempo stesso alle rotondità femminili, ma soprattutto, alla gravidanza

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Milo Moiré, una donna concreta si aggira nel mondo digitale. La performance dell’artista. Video

La serie di performance di Milo Moiré "Ceci n'est pas une femme nue" ("Questa non è una donna nuda") ha documentato in un mondo di nudo virtuale, l'impatto della reale figura femminile senza veli in un contesto in cui la presenza del corpo umano non è scontata. Opere e spettatori occupano uno spazio inumano, anche'esso puramente simbolico. "Viviamo in un mondo pieno di immagini basate su computer - dice l'artista tedesca di origine svizzera - Noi spesso preferiamo guardare l'immagine digitale piuttosto che l'originale. Ciò significa che è cambiata la grammatica della percezione. Attraverso nuove tecnologie, come lo smartphone, abbiamo ampliato la nostra realtà. L'età di una nuova realtà visibile è cominciata"

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Disegni erotici: come facevamo l’amore ai tempi di Anita Garibaldi, Mazzini e Verdi

Giuseppe Mazzini avrebbe detto di Garibaldi: " Ha usato più l'uccello della baionetta". Ma lui aveva un numero infinito di amanti, comprese quattro sorelle, frequentate contemporaneamente. Crispi era bigamo, la prima moglie fu l'unica garibaldina che partecipò all'impresa dei mille, con le prevedibili illazioni che restarono registrate nella parte riservata dell'impresa stessa. Vittorio Emanuele II preferiva le contadine perche gli davano meno problemi

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I disegni di Barret, metti un giovane damerino in mano a due ragazze troppo curiose

In questa serie, realizzata nella seconda metà degli anni Venti del Novecento, dallo scrittore e disegnatore francese Gaston Barret, emerge il collegamento culturale e stilistico tra il periodo Déco e il gusto settecentesco. Tra gli anni Venti e gli anni Trenta assistiamo ad un programmatico recupero delle atmosfere e, in alcuni casi, degli arredamenti settecenteschi. Non sfugge a questo desiderio di massa, l'opera giovanile di Barret, che immagina un giovane cavaliere di quei tempi che finisce per gioco tra le mani due due damine molto curiose. Avventure? Dissaventure? Beh, alla prova dell'asina, che incuriosisce così le ragazze, il nostro eroe sembra ritrarsi. Lo speriamo vivamente per lui

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Cosa vuol dire “fare le fiche” o “far le fighe”

In questo modo si rappresenta l'organo sessuale femminile - la fica o figa, nel gergo volgare- che viene posseduto dal pene rappresentato dal pollice. Esso è un gesto di sopraffazione, come sopraffazione era intesa, un tempo il rapporto erotico tra uomo e donna. Il maschio dominante si riferisce in questo modo alla potenza del suo pene e della sua figura, lanciando un messaggio di dominio territoriale

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Denis Verlaine, antologia di disegni erotici. Il video

Illustratore da oltre 30 anni, Denis Verlaine è nato nel sud della Francia a metà degli anni Sessanta. Amante delle belle donne, del disegno e degli acquerelli, ha messo a punto il suo stile grafico nel corso dei suoi viaggi in Europa e negli Stati Uniti. Condivide con Pratt ed Hemingway un profondo amore per la Venezia sensuale e misteriosa, popolata da maschere al chiaro di luna. Con la scrittrice Miss Kat è autore del libro Les Amoureux Libertins , Gli amanti libertini, allontanatisi dalla via dell’ordinaria quotidianità, in viaggio nel quale l’esplorazione della realtà avviene soltanto attraverso il sesso, com’è nella tradizione avviata dal marchese De Sade. Cosa narra il romanzo? Di una coppia libertina, che lasciata la via rassicurante della quotidianità, vedrà la sua vita sconvolta dall’intervento di tre partner “straordinari”

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Perchè si giocava a mosca cieca? La gioiosa testimonianza in un quadro del primo Ottocento

Tra i giochi quasi definitivamente archiviati, nella società occidentale, figura la cosiddetta mosca cieca. Il gioco stesso, nelle prime fasce d'età, tendeva ad affidare la gestione corporea, in situazione di dissimulata difficoltà -com'è quella dell'incedere notturno - a più piani sensoriali al di là della vista. Davanti agli occhi di un bambino o di una bambina, come ben sappiamo, veniva legata una fascia di stoffa che impedisse alla "mosca" di non vedere nulla, nemmeno la punta dei propri piedi. Gli altri bambini iniziavano a fuggire, normalmente in campo definito di gioco. I passi impediti e il lento, goffo incedere del giocatore, provocavano le risate di chi aveva gli occhi liberi e la possibilità di fuggire

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