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Tag Archivi: pittori bresciani

Chi ha visto quel Moretto? I capolavori da cercare nelle vecchie soffitte

Chissà quante volte si è fantasticato di frugare in soffitta e ritrovarsi fra le mani il dipinto di un grande maestro. E se il quadro appeso nel salotto buono di famiglia fosse un’opera autentica di un pittore del Cinquecento come Alessandro Bonvicino, detto il Moretto? A giudicare dal numero di dipinti ascrivibili al noto pittore, la cui collocazione risulta attualmente ignota, possiamo se non altro continuare a cercare (e a sperare...)

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Claudio Filippini, l’essenza delle cose

  Le opere che guardiamo sono il risultato del raffinato lavoro del pittore Claudio Filippini. L’artista, con cura certosina, totale padronanza del disegno e delle composizioni dei colori, accarezza e leviga le sue creazioni, passandole e ripassandole, sino a raggiungere il risultato, che lo gratifica e che, perfetto, richiama tutto il nostro essere a concentrarsi sulle immagini, E allora il ...

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Brescia. Amanzia Guerillot, rapida ascesa nella pittura e nel cuore di Angelo Inganni

Allieva, poi amante e moglie di Angelo Inganni, Amanzia Guerillot è una discreta artista che utilizza i modelli Biedermeier, sviluppandoli in chiave tutta femminile. Il Biedermeier è uno stile nato nei paesi di lingua tedesca. dopo il periodo della Restaurazione, caratterizzato da una valorizzazione degli spazi della casa, dall’amore per la piccola decorazione e per la semplicità agreste e dal rifiuto dei grandi temi che avevano acceso politicamente e filosoficamente i decenni precedenti

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Antonio Cifrondi, da Versailles a Brescia per dipingere mendicanti, poveri e furfanti

La sua pittura è l'esasperazione del barocco veloce, di decorazione. Aveva una tecnica rapida ma sicura. E' interessante ricordare l'episodio della scommessa vincente con i frati: mentre Cifrondi lavorava in una chiesa a Gandino, in Val Seriana, scommise con Padri del convento che, nel tempo impiegato da loro per recitare il vespro, egli avrebbe realizzato un quadro istoriato con molte figure

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Il Savoldo a Quinzano. L’attribuzione e l’analisi di Sandro Guerrini

Lo studioso: "E' proprio all’alba del ritorno della Signoria di Venezia sul territorio bresciano (1516-1517) che il pittore più misterioso ed affascinante del Cinquecento bresciano dispiega un canto trionfale di gioia e di colore in una tavola fino ad oggi dimenticata dalla storiografia artistica. Si tratta della pala dell’altar maggiore della Parrocchiale di Quinzano d’Oglio – un tempo attribuita dubitativamente al Moretto ed oggi passata come opera del Ferramola - che celebra il Cristo risorto ed i Santi Faustino e Giovita in armi, al culmine dell’entusiasmo per la liberazione dagli stranieri e per lo scampato pericolo della peste del 1512- 1513".

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Arnaldo Soldini – La vita, le opere, la tecnica e l’analisi critica

L’artista bresciano, scomparso nel 1936, rimarrà fino alla fine fedele a una visione ottocentesca della pittura, tradotta in paesaggi di solida costruzione cromatica e compositiva. Nato nel 1862, Soldini inizia a dipingere a vent’anni. Il periodo d’oro è quello compreso tra il 1883 ed il 1910, anni in cui le sue opere sono più solide e costruite. Arnaldo è un epigono dei grandi veristi dell’Ottocento: è un autore squisito, che però non ha “inventato” nulla.

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Francesco Filippini, il dossier. Uno splendido pittore morto a 42 anni di tisi

Nonostante Filippini sia morto in giovane età, durante la sua attività durata circa un ventennio, lavorò moltissimo. Ma così come scarne sono le notizie biografiche, così risulta piuttosto arduo riuscire a contestualizzare le numerosissime tele che instancabilmente realizzò nell’arco di tempo compreso tra il 1878 il 1895. Questa difficoltà nasce innanzitutto dall’abitudine del pittore bresciano di firmare solo raramente e di non datare quasi mai le sue composizioni

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Cesare Biseo, il pittore bresciano che illustrò l’Oriente De Amicis. Ecco le sue opere

Appartenente a una famiglia di pittori e di decoratori, Cesare Biseo, originario di Brescia, nacque a Roma il 18 maggio 1843 e morì, sempre nella capitale, il 28 maggio 1909. La sua genealogia, così si compone. Il nonno era Gaetano Biseo ( Brescia 1791-1862), pittore prospettico, chiamato alla decorazione parietale di numerose nobili abitazioni e alla scenografia. Viaggiò per lavoro e per studio e fu a Roma Venezia e a Parigi (1847). Gaetano si sposò con Giulia Mosconi ed ebbe due figli: Giovanni Battista (1815-1865) e Camillo (1816-1887), anch'essi pittori. Camillo divenne poi più noto per la sua fervente attività politica e per la partecipazione ai moti risorgimentali

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