Home / Arte Eros / Tempest Storm, nuda sotto il visone. Fu quasi sommossa al campus universitario. Le sue foto
Se vuoi ricevere gratuitamente sulla tua bacheca gli articoli e i saggi di Stile Arte, clicca qui sotto "Mi piace".

Tempest Storm, nuda sotto il visone. Fu quasi sommossa al campus universitario. Le sue foto

PUOI RICEVERE GRATUITAMENTE, OGNI GIORNO, I NOSTRI SAGGI E I NOSTRI ARTICOLI D’ARTE SULLA TUA HOME DI FACEBOOK. BASTA CLICCARE “MI PIACE”, ALL’INIZIO DELLA PAGINA, POCO SOPRA IL TITOLO DI QUESTO ARTICOLO. STILE ARTE E’ UN QUOTIDIANO, OGGI ON LINE, FONDATO NEL 1995>

 
tempest

Tempesta Storm, il cui vero nome è Annie Banche, è una delle più note e scandalose ballerine di burlesque degli anni Cinquanta e Sessanta. E’ nata negli Stati Uniti, a Eastman, Georgia, il 29 febbraio 1928. Alla fine del 1950, i suoi seni – “affaristi”, come lei li chiamava -furono assicurati da Lloyd di Londra per un milione di dollari. Misure notevoli, capelli fluenti d’un rosso Tiziano, fu uno dei sex symbol dell’epoca del boom economico.
All’età di 20 anni, si era già sposata due volte e altrettante aveva divorziato. Il suo debutto professionale fu a El Rey Theater di Oakland, in California. Adottò il nome d’arte di Tempest Storm intorno al 1950 e lo assunse legalmente, sostituendolo al proprio d’origine, nel 1957. Nel 1955, mentre lavorava aun Nightclub di Denver, Tempest visitò il campus universitario di Boulder Colorado. Indossava una pelliccia di visione sulla pelle nuda. E a un certo punto la lasciò scivolare a terra. Questo gesto erotico, interpretato dagli studenti, come un simbolo libertario provocò una mezza sommossa. Si è esibita in spettacoli fino a qualche anno orsono. Esistono fotografie del 2006 che la ritraggono, ancora bellissima, sul palco. Attualmente risiede a Las Vegas

x

Ti potrebbe interessare

F. HAYEZ, I profughi di Parga, 1831, olio su tela, 201 x 290 cm, Brescia, Pinacoteca Tosio Martinengo

Vade retro, Romantico

a manzoni copertina

Marco Manzoni primo premio assoluto al Nocivelli 2016. L’intervista