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Tracce di Dna sulla cornice, quante speranze di risolvere il caso Klimt?


klimt

I progressi compiuti nel rilevamento di minime quantità di Dna hanno portato alla riapertura del caso di “Ritratto di signora”, l’opera di Klimt relizzata tra il 1916 e il 1917- secondo un meno noto registro espressionista –  che fu trafugata 17 anni fa dalla Galleria Ricci Oddi di Piacenza. Oggi vengono ritenuti sufficienti per la ricostruzione della carta d’identità genetica anche una piccola parte d’impronta digitale – che fu rilevata sulla cornice del quadro – o i resti dell’umidità provocata dal fiato. Il “Ritratto di signora” venne rubato il 19 febbraio del 1997, durante il trasferimento in altra sede dei dipinti, per i lavori di ristrutturazione. I ladri si disfecero della cornice per poter nascondere con maggior facilità la tela (60X55 cm). In un primo momento furono sospettati i custodi, ma l’accusa cadde. Le ricostruzioni dei fatti non permisero nemmeno di capire se il ladro fosse passato per il tetto o se fosse transitato per l’ingresso principale e se avesse usato il lucernario, esclusivamente per lanciare in un punto non evidente la cornice.
Il furto fu eseguito – a meno che non si profili il caso di un ladro o di un balordo completamente all’oscuro delle regole del collezionismo –  su commissione e l’opera venne probabilmente immessa nel circuito della grande criminalità organizzata. La tela,  infatti, non ha più alcun valore  commerciale. Nessuno potrebbe acquistarla senza essere poi gravato da pesantissime accuse. Chi acquista un Klimt è chiaro che svolga accurati accertamenti  preliminari sulla sua provenienza. E il furto era noto in tutto il mondo. Per questo è possibile ipotizzare l’inserimento dell’opera in un circuito parallelo, su piste lontane, dove tutto è costruito attorno al disvalore etico.
Ma la parziale impronta digitale apparteneva veramente al ladro? Normalmente gli spostamenti dei quadri vengono compiuti, nelle gallerie e nei musei, con i guanti.  E non è detto che le altre tracce di Dna siano da ricondurre proprio all’autore del furto. Secondo quanto si afferma in ambienti vicini a quelli investigativi, il Dna prelevato sarebbe confrontato con quello dei principali sospettati. Ma anche in questo caso bisognerà prestare la massima attenzione.

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