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Maurits Cornelis Escher
Convesso e concavo
Marzo 1955
Litografia, 27,5x33,5 cm
Collezione Federico Giudiceandrea
All M.C. Escher works © 2015 The M.C. Escher
Company. All rights reserved
www.mcescher.com
Maurits Cornelis Escher Convesso e concavo Marzo 1955 Litografia, 27,5x33,5 cm Collezione Federico Giudiceandrea All M.C. Escher works © 2015 The M.C. Escher Company. All rights reserved www.mcescher.com

Treviso è pronta ad accogliere la mostra “Escher”


Escher
Complesso di Santa Caterina – Treviso
31 ottobre 2015 – 3 aprile 2016

Orario apertura
Lunedi 14.30 – 20.00
Da martedi a domenica dalle 10.00 alle 20.00

Biglietti
Intero € 13,00 (audioguida inclusa)
Ridotto € 11,00 (audioguida inclusa)

Tra mondi reali e riflessi, percezione visiva e geometria, fantasia e rigore, con 140 opere – tra cui Mano
con sfera riflettente (1935), Vincolo d’unione (1956) e Convesso e Concavo (1955) – inaugura a
Treviso la grande mostra antologica interamente dedicata a Escher, l’artista olandese genio dell’incisione, che racconta l’annodarsi di universi apparentemente inconciliabili i quali si armonizzano in una dimensione visiva decisamente unica.

Ad accompagnare l’esposizione durante tutto il periodo di mostra un inedito e ricco programma di incontri nell’Auditorium annesso al Complesso di Santa Caterina: tra i relatori il primo sarà Vittorio Sgarbi con una conferenza che si terrà il 31 ottobre e a seguire nomi quali Piergiorgio Odifreddi e
molti altri a raccontare la fantasia sbrigliata di questo grande del ‘900. Promossa dal Comune di Treviso, curata da Marco Bussagli e Federico Giudiceandrea e prodotta
da Arthemisia Group in collaborazione con la M.C. Escher Foundation, la mostra Escher aprirà al Complesso Monumentale di Santa Caterina dal 31 ottobre 2015 al 3 aprile 2016.

11_Cristallo

Maurits Cornelis Escher Cristallo 1947 Mezzatinta, 13,3×17,2 cm Collezione Federico Giudiceandrea All M.C. Escher works © 2015 The M.C. Escher Company. All rights reserved www.mcescher.com

All’interno del Complesso Monumentale, che ospita anche i Musei Civici di Treviso, è stato ricavato un
percorso per le mostre temporanee che s’integra con l’esposizione museale permanente. I visitatori di
Escher potranno quindi conoscere anche il patrimonio culturale della Città e visitare la bellissima
struttura di Santa Caterina.

Escher – L’artista
Nato nel 1898 a Leuwarden, piccola cittadina nel nord dei Paesi Bassi, Escher si forma presso la scuola di Samuel Jessurun de Mesquita, un incisore olandese di origine ebraica che, con i segreti della tecnica, insegna pure quelli della composizione decorativa di tipo art noveau. Il punto cruciale nel percorso di Escher è però il più che decennale soggiorno in Italia protrattosi stabilmente dal 1923 al 1935. Nella nostra penisola – percorsa a piedi, col treno, a dorso di mulo in lungo e in largo, per amore del suo paesaggio – il giovane Escher incontra i primi successi espositivi e completa la sua formazione culturale frequentando artisti, incisori e importanti storici dell’arte. La visita al complesso monumentale dell’Alhambra di Granada e alla moschea di Cordova lo convincono poi ad approfondire lo studio dei metodi per la divisione regolare del piano (o tassellazione) che, tuttavia, Escher svincola dal rigido limite del modulo geometrico per introdurre quello figurato. Sulla base dell’esperienza art noveau, l’artista confeziona una cifra stilistica inconfondibile che lo rese celebre nel mondo e dalla quale nacquero capolavori noti a tutti, come Metamorfosi o Giorno e notte. Accanto a questo filone principale, il grande incisore affronta anche il tema dello studio della struttura geometrica dei cristalli e quello dei paradossi
percettivi, arrivando a inventare vere e proprie aberrazioni prospettiche, capaci di evocare mondi onirici al limite del surreale, apparentemente perfettamente logici, ma in realtà popolati di oggetti impossibili. È proprio nel periodo del suo viaggio in Italia, da lui ricordati come “gli anni migliori della mia vita”, che sposa a Viareggio nel 1924 Jetta Umiker, la madre dei suoi tre figli Arthur, George e Jan di cui, i primi due furono concepiti durante il lungo soggiorno romano, mentre il terzo nacque ad Uccle, in Belgio. Nel 1941, la seconda guerra mondiale lo costringe a spostarsi a Baarn, la cittadina, oggi sede della Escher Foundation, che vede il suo periodo di massima produzione. Muore nel 1972 a Laren nella casa di riposo per artisti Rosa-Spier.

Escher – La mostra
L’itinerario dell’esposizione, che tiene puntualmente conto delle esperienze formative, artistiche e intellettuali del grande artista olandese – partendo dalle opere degli anni Venti del ‘900 di Jessurun de Mesquita, sua fonte d’ispirazione, e arrivando ai disegni e alle incisioni del lungo periodo in cui Escher visse in Italia, fino ai grandi capolavori come Altro mondo II o Mani che disegnano – è scandito da sei
sezioni:
– La formazione: Escher, l’Italia e l’ispirazione Art Noveau
– Superfici riflettenti e metamorfiche
– Dall’Alhambra alle tassellature
– Paradossi geometrici: dal foglio allo spazio
– Economia escheriana
– Eschermania
In mostra, si possono così ammirare le prime opere a carattere geometrico – di cui alcune nate con intento quasi didattico di spiegare i metodi di tassellazione e la derivazione dai mosaici dell’Alhambra – come pure i capolavori ormai noti a tutti gli appassionati, ma assai rari a vedersi in originale.
La ricca esposizione dedicata all’incisore olandese mette in mostra circa 140 tra le sue opere più note, come Mano con sfera riflettente (1935), Metamorfosi II (1939-40) e Convesso e Concavo (1955).
Non solo, però: la retrospettiva su Escher pone l’accento su aspetti mai affrontati prima d’ora, dal rapporto con Piranesi e il confronto con la dimensione concettuale di Luca Patella.
Un percorso espositivo dalla forte carica didattica che seduce e incanta con disegni e litografie che con il passare del tempo sono entrate nell’immaginario quotidiano e collettivo e che hanno visto gli impieghi più disparati dalle copertine di famosi long playing (33 giri), alle scatole da regalo, ai francobolli, fino ai biglietti dʼauguri e alle piastrelle. Escher è ovunque: è Eschermania.

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