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Ufo nel mare. Nasce dal grande Friedrich l’attuale “sublime ufologico”. Il presunto video della Marina Usa

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a ufo

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Caspar David Friedrich,Il mare di ghiaccio, 1823-1824, olio su tela, 98×128 cm,Hamburger Kunsthalle, Amburgo

Il video, diffuso dopo il presunto avvistamento, nell’oceano Atlantico, di un immane relitto o di una lanceolata astronave aliena, è pure carino. Come piccoli gusci lillupuziani, vediamo le navi della Marina militare americana dirigersi verso una struttura gigantesca, avvolta da vapori marroni.Non è tanto sulla veridicità o meno dell’immagine – lasciamo, con evidenza al lettore, trarre le opportune deduzioni – che vogliamo impostare il nostro breve esame del video, quanto sul suo contenuto iconografico. Da dove viene quella splendida immagine lanceolata della “bestia aliena” che appare nel video accreditato come registrazione di immagini reali da parte di alcuni ufologi? Dagli spazi siderali o dalla nostra pittura del passato?

Un confronto ci permette di dire che il “sublime ufologico” – cioè quel senso di orrore, misto a piacere che l’umanità ricava nell’osservazione di qualcosa che è spaventosamente”alieno” – poggia sullo sviluppo romantico del concetto di Sublime e, in particolare sul dipinto Il mare di ghiaccio (in tedesco Das Eismeer), conosciuto,anche come Il naufragio della speranza,[1] opera di Caspar David Friedrich realizzato tra il 1823 ed il 1824, attualmente custodito dalla Kunsthalle di Amburgo. Le analogie tra le due immagini sono evidentissime.
Il quadro rappresenta un naufragio in un un mare di ghiaccio rotto in una miriade infinita di pezzi, le cui schegge si sono accumulate dopo l’impatto, ammassandosi l’una sopra l’altra a formare una montagna. Il ghiaccio è diventato come un dolmen, i cui bordi sporgenti e aguzzi sembrano anelare verso il cielo. Le spesse lastre di ghiaccio si innalzano monumentalmente e la direzione diagonale di tali ammassi, insieme ai frammenti di nave che si scorgono a malapena in basso a destra del dipinto, determinano una sorta di inquietante movimento a spirale intorno alle rovine centrali. Lo sguardo dell’osservatore è quindi focalizzato quasi esclusivamente nella parte centrale del dipinto, dimenticando tutto ciò che sta intorno. Un contorno caratterizzato da colori freddi e cupi, che suscitano nello spettatore un senso d’ansia e di sgomento.
Come confermato da un’iscrizione sul relitto, la nave rappresentata è la HMS Griper, una delle due navi che parteciparono alle prime spedizioni al Polo Nord, di William Edward Parry.
Il lavoro apparve eccessivo nella composizione, e rimase invenduto fino ad alcuni anni dopo la morte di Friedrich, nel 1840.

 

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