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Carlo Saraceni
(Venezia, 1579 circa-1620)
Martirio di San Lamberto
olio su tela, cm. 308x 117
Roma, Chiesa di Santa Maria dell’Anima
Carlo Saraceni (Venezia, 1579 circa-1620) Martirio di San Lamberto olio su tela, cm. 308x 117 Roma, Chiesa di Santa Maria dell’Anima

Un veneziano tra Roma e l’Europa. Alle Gallerie dell’Accademia di Venezia la mostra antologica dedicata a Carlo Saraceni

La prima grande mostra antologica del pittore seicentesco Carlo Saraceni giunge dal 22 marzo al 29 giugno alle Gallerie dell’Accademia di Venezia.
Una mostra fortemente voluta dalla Soprintendente al Polo Museale di Venezia, Giovanna Damiani, per far conoscere un artista fino ad ora quasi ignorato nella sua città d’origine.

Carlo Saraceni (Venezia, 1579 circa- 1620) Giuditta con la testa di Oloferne 1618 olio su tela, cm. 95,8x77,3 Firenze, Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi

Carlo Saraceni
(Venezia, 1579 circa- 1620)
Giuditta con la testa di Oloferne
1618
olio su tela, cm. 95,8×77,3
Firenze, Fondazione di Studi di Storia dell’Arte Roberto Longhi

Si tratta dell’unico artista veneziano del suo tempo che, voltate con decisione le spalle alla cultura artistica tardomanieristica veneziana e presa la strada di Roma, si accosta nei primi del Seicento alla visione artistica profondamente rinnovata in senso naturalistico di Caravaggio, assimilandola in modo graduale e del tutto originale.

Carlo Saraceni (Venezia, 1579 circa- 1620) La Vergine e sant’Anna ammaestrano Gesù Bambino sullo Spirito Santo (Pala Lancellotti) 1609-1611 olio su tela, cm. 180x155 Roma, Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Barberini

Carlo Saraceni
(Venezia, 1579 circa- 1620)
La Vergine e sant’Anna ammaestrano Gesù Bambino sullo Spirito Santo (Pala Lancellotti)
1609-1611
olio su tela, cm. 180×155
Roma, Galleria Nazionale d’Arte Antica in Palazzo Barberini

CARLO SARACENI un Veneziano tra Roma e l’Europa è la mostra ideata da Rossella Vodret e curata da Maria Giulia Aurigemma, allestita nelle sale delle Gallerie dell’Accademia secondo percorsi e scelte espositive curate da Roberta Battaglia, al fine di sottolineare in particolare i legami del pittore con Venezia, dove nacque nel 1579 e dove poi morì nel 1620.

Carlo Saraceni (Venezia, 1579 circa-1620) Caduta di Icaro 1605-1608 circa olio su rame, cm. 40x52,5 Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte

Carlo Saraceni
(Venezia, 1579 circa-1620)
Caduta di Icaro
1605-1608 circa
olio su rame, cm. 40×52,5
Napoli, Museo Nazionale di Capodimonte

Il Saraceni, fu uno dei più precoci e importanti interpreti di Caravaggio e contribuì alla diffusione del linguaggio caravaggesco offrendone sempre un’interpretazione molto originale, caratterizzata dal vivido cromatismo intriso di luce della grande tradizione cinquecentesca veneta. Artista di successo colto e raffinato, sviluppò la sua arte principalmente a Roma dove giunse a circa vent’anni e dove era noto come il “Veneziano”. Rientrò nella città lagunare, chiamato dalla Serenissima per compiere un telero per Palazzo Ducale, ma morì solo dopo pochi mesi.

Carlo Saraceni (Venezia, 1579 circa-1620) Maddalena penitente olio su tela, cm 97x78,5 Vicenza, Museo Civico

Carlo Saraceni
(Venezia, 1579 circa-1620)
Maddalena penitente
olio su tela, cm 97×78,5
Vicenza, Museo Civico

La mostra comprende una sessantina di opere, tra cui non mancano le principali commissionate al pittore da alcune tra le più influenti famiglie romane, come il Riposo dalla Fuga in Egitto dell’Eremo dei camaldolesi, eseguito per la famiglia Aldobrandini che aveva portato al soglio pontificio (dal 1592 al1605) un suo esponente Clemente VIII, e i dipinti eseguiti per alcune delle più importanti congregazioni ecclesiastiche straniere, come quella iberica di Sant’Adriano in Vaccino e quella tedesca di Santa Maria dell’Anima per la quale dipinse due autentici capolavori presenti in mostra.

CARLO SARACENI un Veneziano tra Roma e l’Europa
Venezia, Gallerie dell’Accademia
22 marzo al 29 giugno 2014

Mostra ideata da
Rossella Vodret
e curata da
Maria Giulia Aurigemma e Roberta Battaglia

Orari
Lunedì: 8.15 – 14.00 (ultimo ingresso ore 13.15)
Martedì > Domenica: 8.15 – 19.15 (ultimo ingresso ore 18.30)

Info e prenotazioni
tel. (39) 041 5200345
www.gallerieaccademia.org
info@gallerieaccademia.org

Biglietti
Il biglietto comprende l’ingresso alla Mostra Carlo Saraceni, alle Gallerie dell’Accademia
e a Palazzo Grimani, Santa Maria Formosa
Biglietto intero: € 15,00
Ingresso ridotto: € 12,00 cittadini UE di età compresa tra 12 e 25 anni; insegnanti
Ingresso ridotto speciale: € 6,00 cittadini UE al di sopra 65, giornalisti; studenti e docenti universitari U.E. delle facoltà di architettura, conservazione dei beni culturali, scienze della formazione, iscritti ai corsi di laurea in lettere o materie letterarie con indirizzo archeologico, storico-artistico delle facoltà di lettere e filosofia, iscritti alle Accademie delle Belle Arti.
Ingresso gratuito: cittadini UE al di sotto dei 12 anni; dipendenti del Ministero Beni e Attività Culturali; membri ICOM (International Council of Museums); diversamente abili U.E. accompagnati da un familiare o da un assistente socio-sanitario; giornalisti per i primi 10 giorni di apertura guide turistiche e interpreti con patentino nell’esercizio della propria attività.

Costo della prenotazione: prenotazione singoli: € 1,50 a persona / prenotazione scuole: € 7,00
(da 11 a 30 persone).

Il percorso espositivo

“L’esposizione veneziana – scrive Roberta Battaglia – dà modo di seguire l’intero percorso dell’artista, secondo un ordine principalmente cronologico. Prende avvio dalla produzione di piccoli raffinati dipinti su rame, dove la novità maggiore sta nella predominanza data al paesaggio rispetto al racconto mitologico e biblico, frutto della profonda meditazione sui modelli dei pittori nordici specie di Adam Elsheimer . Nella serie mitologica del Museo di Capodimonte si aprono vaste lontananze paesistiche di largo respiro: qui la pittura restituisce al meglio la percezione sensibile dal vero, con particolare attenzione ai fenomeni della luce e dell’ombra e alle gradazioni tonali con cui sono definite le rocce, le masse arboree, i riflessi sull’acqua.

Carlo Saraceni (Venezia, 1579 circa-1620) Estasi di San Francesco olio su tela, cm. 181x115 Venezia, Chiesa del Redentore

Carlo Saraceni
(Venezia, 1579 circa-1620)
Estasi di San Francesco
olio su tela, cm. 181×115
Venezia, Chiesa del Redentore

Il Transito della Vergine, dipinto per la chiesa di Santa Maria della Scala in sostituzione della celebre Morte della Vergine di Caravaggio, rifiutata perché giudicata priva di “decoro”, segna probabilmente il primo punto di contatto con il linguaggio caravaggesco. Segue di poco, infatti, la prima testimonianza documentaria del rapporto diretto tra Saraceni e Caravaggio, risalente al novembre del 1606, quando nelle aule di un tribunale Carlo Saraceni e Orazio Borgianni, accusati di essere i mandanti dell’attentato a Giuseppe Baglione, vengono detti “aderenti al Caravaggio”. Le repliche tratte da questa composizione, esposte in mostra, aprono sulle modalità di lavoro del pittore che attraverso di esse diffonde e promuove, quasi sistematicamente, le sue invenzioni e il suo stile sul mercato collezionistico.

Il percorso prosegue, tra fine primo e inizio secondo decennio, con alcune pale di dimensioni più ridotte, eseguite per membri di famiglia aristocratiche di preferenze progressiste, da destinare alla devozione privata oppure a piccole cappelle di cui avevano la titolarità come la Madonna col bambino e Sant’Anna della Galleria Barberini, dove il gusto pittorico in senso caravaggesco si irrobustisce ma dove le sollecitazioni del Merisi sono epurate della loro intrinseca drammaticità, per essere tradotte con un senso di dolce intimità e pacatezza.

Jacopo Bassano (Bassano 1517 - 1592) San Girolamo olio su tela, cm. 119 x 154 Venezia, Gallerie dell'Accademia

Jacopo Bassano
(Bassano 1517 – 1592)
San Girolamo
olio su tela, cm. 119 x 154
Venezia, Gallerie dell’Accademia

E’ questo anche il momento in cui l’artista sviluppa la tematica di santi isolati, irrobustiti da viraggi chiaroscurali più intensi,  campiti su fondali paesistici colti in particolari momenti del giorno così da temporalizzare il racconto e contribuire a trasferirlo nel presente potenziale dello spettatore dandogli anche una coloritura sentimentale: si veda in mostra lo splendido San Rocco della Galleria Doria Pamphilj, dove il pittore mette in scena il fatto evangelico con un tono dolcemente sentimentale .

Il percorso si conclude nella sala che riunisce le grandi pale chiesastiche del secondo decennio dove Saraceni, nell’affrontare le grandi raffigurazioni per gli altari, va progressivamente semplificando l’impaginazione data alle scene, riducendo il numero dei personaggi disposti  intorno ai protagonisti, sottolineando i gesti con lame di luce che sottraggono i corpi alle ombre avvolgenti e profonde .

Carlo Saraceni (Venezia, 1579 circa-1620) Andromeda incatenata liberata da Perseo 1600-1605 circa olio su tavola, cm. 26,5x22,5 Digione, Musèe des beaux Arts

Carlo Saraceni
(Venezia, 1579 circa-1620)
Andromeda incatenata liberata da Perseo
1600-1605 circa
olio su tavola, cm. 26,5×22,5
Digione, Musèe des beaux Arts

Straordinarie le due pale per la chiesa della nazione tedesca, Santa Maria dell’Anima, saldate nel corso del 1618: immagini di eccezionale potenza e tensione drammatica, accentuata dai contrasti chiaroscurali e dagli accesi cromatismi, una sorta di testamento spirituale lasciato a Roma prima del rientro a Venezia”.

Arricchiscono la mostra veneziana

In particolare, sono da segnalare alcune opere che arricchiscono la mostra veneziana come il disegno raffigurante Andromeda del Cavalier d’Arpino, conservato nel Gabinetto disegni e stampe delle Gallerie dell’Accademia di Venezia, e posto a confronto con il piccolo dipinto giovanile di Saraceni di analogo soggetto, di chiara matrice arpinesca; lo splendido San Rocco della Galleria Doria Pamphilj accostato al San Girolamo di Jacopo Bassano, delle Gallerie dell’Accademia di Venezia, per evidenziarne la componente veneta, e più specificatamente bassanesca, sempre indicata dalla critica; il dipinto della Maddalena penitente della Pinacoteca Civica di Vicenza, da accostare alle altre due versioni dello stesso soggetto, già presenti nella mostra romana.

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