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Underdrawing – Definizione, Gli esempi. Capire cosa c’è sotto l’abito della pittura


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Perin del Vaga, Sacra famiglia con san Giovannino". Le figure di San Giuseppe e della Madonna non sono state completate con la pittura. L'artista ha steso una preparazione chiara sul fondo. Haa poi attesoche ascgiugasse. Con penna e inchiostro ha quindi tracciato il dettagliato disegno preparatorio. Ha quindi dipinto Gesù Bambino, ma il suo lavoro si è interrotto

Perin del Vaga, Sacra famiglia con san Giovannino”. Le figure di San Giuseppe e della Madonna non sono state completate con la pittura. L’artista ha steso una preparazione chiara sul fondo. Ha poi atteso che asciugasse. Con penna e inchiostro ha quindi tracciato il dettagliato disegno preparatorio. Ha poi dipinto Gesù Bambino e le mani di Maria, ma il suo lavoro si è interrotto

L’underdrawing è un termine inglese che significa “sotto-disegno”. In italiano potrebbe essere tradotto come disegno preparatorio o sottotraccia. Esso è il vero progetto esecutivo del dipinto, l’elemento grafico che determina proporzioni, grandezze e distanze, presiedendo alla stesura dell’opera, secondo metodi accademici o classici. L’underdrawing viene trasferito sull’imprimitura – la preparazione in gesso e colla animale – della tela o della tavola, con il fine di guidare il pittore, che seguirà più o meno fedelmente la traccia disegnativa, durante le fasi di colorazione del dipinto.

La stesura dell’underdrawing è l’ultimo atto della fase preliminare. Ad esso si giunge, normalmente, dopo la stesura di studi che fissano possibili varianti all’idea. I disegni denominati “studi” possono essere mostrati al committente, che potrà compiere una prima scelta nell’ambito dello sviluppo dell’opera. Conclusa la fase degli abbozzi, si giunge al disegno più definito, scelto per guidare, in sottotraccia il pittore. I disegni vengono tracciati, in molto casi, entro una griglia di linee perpendicolari che consenta gli ingrandimenti del disegno stesso, fino ad arrivare alla misura richiesta dalla dimensione della tela o della tavola. In molti casi il foglio dal quale viene ricavato l’underdrawing è simile al cartone per gli affreschi. Il colore bagnato o la polvere di pigmento lasciata cadere dai buchi produce linee, che poi vengono riprese o con il pennello o con il lapis. Esistono anche casi in cui il foglio veniva rapidamente appoggiato alla tela o alla tavola e la linea era ottenuta infilando ripetutamente la punta di chiodo nel foglio, che trasferiva scalfitture sull’imprimitura sottostante.

Nel caso il disegno fosse ripreso sommariamente con il pennello, ci troviamo al cospetto di un underdrawing meno vincolante e già mediato, come avviene spesso nella pittura veneta, dall’ammorbidimento della linea.Diverso è, generalmente, l’underdrawing della pittura dell’Italia centrale, che risulta molto fedele al disegno intermedio e molto vincolante per il pittore, che lo riporta, in molti casi con il lapis. Un disegno preparatorio sottotraccia dalle linee molto nette implica il rischio di indurre a una pittura poco sfumata, molto conchiusa nelle linee, più attenta al valore del tassello di colore che alla luce, Per questo, Leonardo da Vinci unì la tecnica della stesura a lapis con quella di sottili pennellate che poi sfumava.Un underdrawing dettagliatissimo è quello dell’Adorazione dei magi, a noi giunto poichè il dipinto, pronto sotto l’aspetto strutturale, non venne concluso nella parte pittorica.


Secondo la tradizione fiorentina, il maestro preparava innanzitutto un disegno accurato, usando però il meno possibile linee nette per i contorni. Questo contrastava con la posizione allora dominante a Firenze del predominio della linea di contorno, come confine preciso dell’oggetto rappresentato: come si sa, infatti, Leonardo preferiva usare contorni sfumati, suggerendo una certa continuità tra gli oggetti e lo spazio che li circonda, attraverso la circolazione dell’aria che nella realtà impedisce una visione nitida delle cose.

A partire dal disegno, Leonardo procedeva poi “rinforzando gli scuri”, stendendo una base scura, dove necessario, a base di bistro, di tinta marrone rossastra e di nero, lasciando invece visibile la preparazione chiara di fondo sui soggetti più illuminati. Una serie di velature e vernici, oggi molto ossidate, imprimevano la situazione luminosa e servivano ad amalgamare tutta la composizione. Su questa preparazione il pittore avrebbe poi steso i colori[9]. Tra le figure più avanzate spiccano quelle di destra, alle quali manca solo il colore. Più che di underdrawing classico possiamo parlare, in Leonardo,di opera chiaroscurale intermedia, che rendeva molto precisa ma molto lenta l’esecuzione. Osserviamo con attenzione l’adorazione dei magi. Alla nostra sinistra appare l’underdrawing, che Leonardo rende sfumato. Spostandoci a destra osserviamo i passaggi chiaroscurali intermedi che il maestro toscano compiva, prima di stendere il colore.

Leonardo

La situazione è diversa nei veneti; se per il primo Tiziano possiamo supporre un disegno sottotraccia piuttosto vincolante, con il passare del tempo esso diminuisce d’importanza, fino a restare come una pura indicazione proporzionale o estinguersi in alcune opere della maturità.Il disegno preparatorio della pittura veneta, steso a pennello – pur a fronte di un grande disegnatore come Mantegna -, può essere ben immaginato osservando la cosiddetta Madonna della Tenerezza.

ANDREA MANTEGNA, Madonna della Tenerezza, 1491, Padova, Musei Civici degli Eremitani

ANDREA MANTEGNA, Madonna della Tenerezza, 1491, Padova, Musei Civici degli Eremitani

Se nell’Ottocento un vincolante underdrawing resta nella pittura accademica, esso scompare, di fatto, nell’impressionismo, a favore di poche linee di inquadramento.

 

Non risulta underdrawing esteso nelle nelle opere di Caravaggio.Il  fatto che Michelangelo Merisi non stendesse un disegno sottotraccia non significa, come ha dichiarato incomprensibilmente Mina Gregori, che Caravaggio non abbia mai disegnato, nemmeno nell’ambito formativo e che questi disegni siano stati riportati in opere della amaturità. Comportamento impossibile per qualsiasi aspirante pittore. Sulle sue tele sono state individuati segni di posizionamento dei modelli lasciati sull’imprimitura fresca, forse con il fondo del pennello. I metodi di rilievo di Caravaggio, come dimostrano in un importante studio in fase di realizzazione, Maurizio Bernardelli Curuz e e Adriana Conconi Fedrigolli, mettono insieme l’uso delle ombre e quello dei cartoni, soprattutto nell’ambito delle teste di carattere che Merisi porta con sè dal fondo Peterzano.

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