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Van Maele (1863-1926), come siamo comici quando scopriamo l’eros. Il filmato delle opere

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Il lato comico del sesso. L’urgenza delle pulsioni che caccia, generalmente, l’uomo e la donna in una situazione di follia dionisiaca, contro l’assetto apollineo richiesto dalla società. E gli infortuni della virtù, per dirla con termini libertini, offrono sempre un lato di concitazione, di errore o di disordine che inducono al sorriso, senza ridurre la carica d’eros di cui sono portatori. Grande specialista nella’arte erotica fu Martin van Maële (Boulogne-sur-Seine, 12 ottobre 1863 – Varennes-Jarcy, 5 settembre 1926), pittore francese specializzato in illustrazioni erotiche, tra i più famosi agli inizi del XX secolo.

Nato il 12 ottobre 1863 nel comune di Boulogne-sur-Seine (oggi Boulogne-Billancourt), un tempo importante centro industriale nei pressi di Parigi, era figlio di un incisore che si era dato all’insegnamento. Scarna è la biografia di questo ottimo disegnatore, mentre numerose le opere prodotte. Si sa che sposa Marie Françoise Genet, senza avere figli. Muore il 5 settembre 1926, all’età di 62 anni, e viene sepolto nel cimitero di Varennes-Jarcy.

Attivo tra il 1901 al 1926, ha lavorato principalmente a Bruxelles e a Parigi. Inizia la sua carriera illustrando I primi uomini sulla Luna di H. G. Wells, pubblicato da Félix Juven. L’anno seguente illustra alcune copertine di avventure di Sherlock Holmes, pubblicate dallo stesso editore. Sempre nel 1901, inizia a lavorare per l’editore erotico Charles Carrington, illustrando opere di letteratura sadomaso, ma anche di Anatole France e di Apuleio.

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Van Maële pubblica, nel 1905, un’opera più personale: La Grande Danse macabre des vifs (La Grande Danza macabra dei vivi), composta da quattro serie di dieci illustrazioni satiriche ed umoristiche, nelle quali la sessualità viene mostrata come il primo presagio della morte.

Nel 1907, inizia a lavorare per Jules Chevrel ed illustra opere di Choderlos de Laclos, Diderot e Michelet. Dal 1909 al 1919, probabilmente a causa della guerra, van Maële pubblica solamente cinque libri. Dal 1920 lavora con Jean Fort, continuando ad illustrare classici della letteratura erotica.


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