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Vermeer quotazioni gratis, Santa Prassede venduta a 10 milioni di dollari

 

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Johannes Vermeer (Delft 1632-1675), Santa Prassede,  firmato e datato 'Meer 1655' (in basso a sinistra), olio su tela, 101.6 x 82 cm.

Johannes Vermeer (Delft 1632-1675), Santa Prassede,
firmato e datato ‘Meer 1655’ (in basso a sinistra), olio su tela, 101.6 x 82 cm.

 

E’ l’unico quadro di Vermeer – accanto ai trentasei conosciuti – rimasto in mani private. Santa Prassede, opera giovanile del maestro olandese -attorno alla quale, in passato, erano avvenuti accesi confronti critici in ambito attributivo – è andata all’asta da Christie’s, l’8 luglio 2014 a 10milioni e 687mila dollari. L’immagine devozionale si riferisce a una giovane patrizia romana che trasformò in chiese e centri di accoglienza dei cristiani le sue numerose proprietà. Per questo fu perseguitata e, salvatasi nel corso di una prima incursione pagana – in seguito alla quale diede sepoltura alle vittime – chiese poi a Dio di fare la stessa fine dei suoi fratelli  in carne e in spirito. L’immagine di Veermer pare riferirsi alla prima persecuzione. La martire spreme una spugna intrisa di sangue, dopo aver pulito i corpi dei condannati.

L’opera fu attribuita a Vermeer per la prima volta nel 1969, ma fu oggetto di discussioni accademiche, a partire dal sogetto, insolito tanto per Vermeeer quanto per la pittura olandese. Il dipinto è presentato, come Arthur Wheelock ha sempre sostenuto, come prima opera datata di Vermeer, un dipinto esplorativo da un giovane artista che si era da poco convertito alla fede cattolica e che aveva un comprovato interesse per l’arte italiana contemporanea. L’autografia – oltre che nell’ambito della costruzione stilistica del volto – è stata accertata grazie ad indagini diagnostiche condotte nei primi mesi del 2014 al Rijksmuseum. Le prove di laboratorio hanno stabilito ha stabilito che non vi è alcuna ragione per ritenere che la firma e la data siano state aggiunte successivamente, poichè fanno parte del film pittorico originale. In secondo luogo:  i pigmenti sono caratteristici della pittura olandese del periodo e il pigmento bianco di piombo non è incontrovertibilmente italiano. Infine, che l’analisi dei campioni di bianco di piombo prelevati sia da San Prassede che da Diana e le sue compagne, di Vermeer, dello stesso periodo, hanno fornito una prova precisa. I colori hanno identica composizione chimica, come se appartenessero allo stesso lotto. Ciò mostra i primi passi dell’artista, la cui formazione resta però sconosciuta . ” Gli anni formativi di Vermeer sono ancora avvolti nel mistero – sostengono gli studiosi di Christy’s che si sono occupati del dipinto – Egli si è unito corporazione dei pittori di Delft nel dicembre 1653, ma non vi è alcuna traccia di un tirocinio svolto dal pittore a Delft. Le ipotesi su un suo apprendistato a Utrecht o Amsterdam oppure ancora a Delft nella bottega di Carel Fabritius non hanno trovato condivisione tra gli storici dell’arte. Si ritiene così che Vermeer, molto probabilmente, fosse un autodidatta”.  Fin dall’inizio della sua carriera, sembra che Vermeer avesse deciso di essere un pittore di storia. Le due prime opere di Vermeer – ormai universalmente accettate come tali-  sono Diana e le sue compagne (Mauritshuis, L’Aia) e Cristo in casa di Marta e Maria (National Gallery of Scotland, Edimburgo). Nessuno dei due è datato, ma gli studiosi concordano sulla datazione, compresa tra il 1654 e il 1656. La composizione del Santa Prassede fu ricavata direttamente da Vermeer da un’opera dell’artista fiorentino Felice Ficherelli (1607-1660)”. Fu per questo che quando il quadro di Vermeer emerse dal collezionismo si pensò che fosse stato dipinto da Ficherelli. E come tale fu  prestato a una mostra sulla pittura barocca fiorentina presso il Metropolitan Museum of Art di New York nel 1969. Fu allora che la firma Vermeer venne individuata dal dipartimento di conservazione, al museo, portando Michael Kitson, che visitò la mostra.
Sulla base di questo esito d’asta è possibile stabilire il valore de La ragazza con l’orecchino di perla?Non è certo facile. Oggi il dipinto rientra in quelle opere dal valore inestimabile perchè è divenuta un’icona universale. Si può, su una base puramente presuntiva, che i 10 milioni vadano moltiplicati per 10-15.

 

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