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Veronese nelle terre di Giorgione, parte oggi l’articolata rassegna

VERONESE
NELLE TERRE DI GIORGIONE
12 settembre 2014 – 11 gennaio 2015

Villa Soranzo. Una storia dimenticata.
Museo Casa Giorgione
Piazza San Liberale – Castelfranco Veneto (TV)

Orari: martedì, mercoledì e giovedì 9.30 – 12.30
venerdì, sabato e domenica 9.30 – 12.30 e 14.30 – 18.30
(lunedì chiuso)
Prezzi biglietti: intero € 7,00 – ridotto € 5,00
visite d’istruzione / visite scolastiche € 3,00

Il Trionfo della decorazione in Villa.
Villa di Maser – Architettura di Andrea Palladio, affreschi di Paolo Veronese
Via Cornuda 7, Maser (TV)
tel. 0423 923004 – www.villadimaser.it
Villa Emo – Architettura di Andrea Palladio, affreschi di Giovanno Battista Zelotti
Via Stazione 5, Fanzolo di Vedelago (TV)
tel. 0423 476334 – www.villaemo.org
Villa Corner Chiminelli – Affreschi di Benedetto Caliari e scuola veronesiana
Sant’Andrea Oltre il Museon, Castelfranco Veneto (TV)
te.l 0423 482072 – www.villachiminelli.it

Orari: Nel periodo di apertura della mostra le tre ville saranno visitabili in tutti i fine
settimana. Nel resto della settimana ciascuna villa osserverà i propri giorni ed orari di
apertura; per ulteriori informazioni e dettagli si consiglia di consultare i rispettivi siti internet.

Agevolazioni: l’acquisto di un biglietto di ingresso a uno qualsiasi dei 4 siti (mostra +
itinerario) dà diritto all’accesso a tariffa ridotta a ciascuno degli altri tre luoghi qui sopra elencati.

Gli eventi espositivi dedicati a Veronese nel Veneto (le mostre di Verona, Padova, Castelfranco Veneto e
Vicenza) prevedono agevolazioni reciproche: con il biglietto di una mostra, l’ingresso ridotto nelle altre.


La Temperanza

La Temperanza

Un sottile ma intrigante fil rouge lega Giorgione e Paolo Veronese, due dei principali protagonisti del Rinascimento:  un filo fatto di patrizi veneti amanti dell’arte – i Soranzo – di decorazioni pittoriche d’interni, di vita in villa, di temi profani e mitologici e – infine – di giovani, giovanissimi pittori, alla ribalta della scena artistica veneziana nella prima metà del Cinquecento.

Un filo – “Veronese nelle terre di Giorgione” – che verrà rievocato e in parte riannodato, in un anno di riflettori puntati sull’arte del Veronese, nella piccola ma preziosa mostra Villa Soranzo, una storia dimenticata”, proposta a Castelfranco Veneto (TV) al Museo Casa Giorgione dal 12 settembre 2014 all’11 gennaio 2015, insieme a un itinerario assolutamentein tema, dedicato al “Trionfo della decorazione in Villa”, che condurrà a Villa Maser, Villa Emo e Villa Corner Chiminelli.

Al centro dell’esposizione curata da Enrico Maria Dal Pozzolo – promossa dal Comune di Castelfranco Veneto con il sostegno della Regione del Veneto, di Treviso Glocal, del Rotary Club di Castelfranco-Asolo, di numerose realtà locali e organizzata da Villaggio Globale International – vi sono le vicende degli affreschi realizzati da Paolo Veronese, sul volgere degli anni Quaranta del Cinquecento, nella dimora progettata da Michele Sanmicheli e costruita, poco dopo il 1540, a Treville di Castelfranco Veneto per il patrizio veneziano Piero Soranzo.

Tra le prime opere realizzate al di fuori della sua città d’origine, è questo sicuramente l’incarico più impegnativo e prestigioso affrontato dal maestro agli inizi della sua carriera: interventoin cui si afferma quel modello di lavoro in équipe  (con Gian Battista Zelotti e Anselmo Canera) che caratterizzerà in seguito
tutta l’attività di Paolo e della bottega e primo esempio di un dialogo tra architettura e pittura, all’interno della decorazione in villa, che raggiungerà il suo apice dieci anni più tardi nel lavoro svolto per la Villa di Maser.

Nel 1818, caduta la Serenissima, “la Soranza” venne distrutta e gli affreschi, staccati qualche anno prima dal conte Filippo Balbi e trasportati su tela – utilizzando una tecnica considerata ancora oggi esemplare – saranno suddivisi in numerose parti, per lo più portati in Inghilterra e da lì dispersi in varie sedi pubbliche e private.

Una storia “dimenticata”
che oggi viene riportata nuovamente all’attenzione del pubblico grazie a questo evento.

La Giustizia

La Giustizia

Pochissimi tra i non addetti ai lavori sanno infatti che alcuni degli affreschi veronesiani staccati – ad oggi il nucleo più consistente – sono conservati nella sagrestia del Duomo di Castelfranco: restaurati per la mostra saranno ora esposti al Museo Casa Giorgione e, per la prima volta, affiancati ad altre parti significative
dell’impresa decorativa di Paolo
, al modello tridimensionale della Villa, a documenti storici e d’archivio e al bellissimo ritratto – “firmato” dal Tintoretto – di Jacopo Soranzo, Procuratore della Repubblica di Venezia: il più illustre dei Soranzo, che in laguna, guarda caso, chiamarono il giovane Giorgione
a realizzare i perduti affreschi della facciata del loro Palazzo e che, secondo talune ricostruzioni, risulterebbero anche tra i proprietari della casa del pittore di Castelfranco.

Il fil rouge diventa esplicito.

Una committenza sensibile, attenta agli artisti emergenti come si direbbe oggi, unisce i due straordinari interpreti del Cinquecento in pittura, che in questa occasione s’incontrano nell’abitazione castellana dell’autore della “Tempesta”, proprio nel salone in cui si ammira il famoso “Fregio delle arti liberali e meccaniche” del Giorgione e in cui verranno collocati alcuni degli affreschi di Veronese che decoravano le sale e la loggia della “Soranza” .

In particolare, accanto a due raffigurazioni delle Virtù – la “Temperanza” (o secondo una più recente interpretazione la Prudenza) e la bellissima “Giustizia” – e accanto agli unici 6 “putti su balaustra” rintracciabili, dei 12 che decoravano le pareti della loggia, sarà possibile ammirare anche lo splendido affresco di notevoli dimensioni raffigurante “Minerva tra la Geometria e la Matematica”, acquistato sul mercato nel 2003 dalla Regione del Veneto e conservato da allora a Palazzo Balbi a Venezia.

In uno spazio trapezoidale, delimitato da una cornice architettonica, compaiono tre figure femminili sedute, avvolte in ricche vesti: al centro la dea Minerva con elmo, corazza e spada, a destra l’immagine allegorica della Geometria che impugna un regolo, a sinistra la personificazione dell’Aritmetica che reca una tavola con numeri iscritti.

È la celebrazione delle Arti e delle Virtù presiedute dalla dea della Sapienza, a sottolineare il ruolo fondamentale riconosciuto allo studio e all’esercizio dell’intelletto nel fascinoso contesto della “Civiltà della Villa”, fenomeno d’assoluto rilievo per tutta la storia della cultura veneta e rinascimentale e lo stesso che anima il fregio giorgionesco, con i suoi riferimenti ad astrologia, matematica, medicina, musica e pittura.

Di questo modo di sentire, di pensare e vivere, darà conto l’itinerario collegato alla mostra: tra un florilegio di pitture, stucchi e architetture; tra giardini e orti e tra artisti come Veronese (autore degli affreschi di Villa Maser), Zelotti (attivo a Villa Emo), Benedetto Caliari (a Villa Chiminelli) e Andrea Palladio, artefice delle dimore di Maser e Fanzolo. Nel paesaggio unico delle “Terre di Giorgione”.

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