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Archivi Mensili: gennaio 2017

Tiziano, da una tela ridipinta emersero le fattezze della moglie e della nipote del pittore

L’opera era coperta da un dipinto di un allievo del Vecellio, che aveva rielaborato la tela, lasciata incompiuta dal maestro, trasformandola in “Tobia e l’Angelo”, in modo tale da essere venduta più facilmente. Verso metà del ’700 il quadro fu comprato dallo zar Nicola I dalla Collezione Barbarigo di Venezia. Più tardi fu acquistato dal conte Tyszkiewicz di San Pietroburgo, e in seguito da Renè Gimpel, noto collezionista francese. Quest’ultimo, allo scoppio della seconda guerra mondiale, prese parte al conflitto, schierandosi con la Resistenza, e spedì tutti i suoi dipinti a Londra, senza che nessuno ne conoscesse l’esatta ubicazione.

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I disegni parlano con il mondo nelle foto di Leonardo Rossi. Uno sfasamento temporale metafisico

Stile intervista il vincitore del secondo premio pittura al Nocivelli. L'artista:"Il metodo ricorrente di questi ultimi anni è proprio l’uso della fotografia come pretesto da cui partire per realizzare l’opera. Quindi il paesaggio reale, in questo caso, si trasforma in paesaggio inventato, dove trova collocazione il mausoleo di Teodorico di Ravenna, edificio dell’antichità bizantina, che fu costruito in prossimità della spiaggia poiché all’epoca la città era bagnata dal mare. La tecnica di esecuzione è quella mista: l’uso del disegno tratteggiato a china con sovrapposto il colore steso con pennarelli pantone e pastelli, oltre al collage fotografico a completamento dell’opera".

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Federica Cipriani, i messaggi sussurrati che giungono dalle piccole farfalle di carta

Parla l'artista: “Senza Titolo #F23” è l'opera con cui ho partecipato al premio Nocivelli: si tratta di sagome di carta sospese su chiodi di diversa altezza che creano un'architettura tridimensionale. Nasce da una riflessione sul presente: ho voluto esorcizzare il senso d'oppressione che si prova durante l'adempimento degli obblighi fiscali, scegliendo una carta emblematica, moduli F23 e F24, e dandole forma seguendo i parametri d'armonia che contraddistinguono la mia ricerca. Il senso di movimento, a cui solitamente tendo sia per ricerca formale che per l'idea di libertà che esso suscita, in quest'opera è sostituito da una composizione rigorosa, metafora del senso di staticità che pervade la società di oggi"

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Cy Twombly – Storia e quotazioni gratis

Twombly è conosciuto per il suo modo di sfuocare la linea tra disegno e pittura. Molte delle sue opere di pittura più note dei tardi anni cinquanta e primi anni sessanta ricordano i graffiti accumulati in anni sui bagni dei gabinetti, mentre quelle dei tardi anni Sessanta ricordano delle e tracciate in corsivo. A questo punto abbandona la pittura come rappresentazione, citando la linea o macchiando ogni segno con la sua propria storia, come soggetto a sé

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Wunderkammer, la stanza delle meraviglie. Animali, fossili, oggetti magici e preziosi

Denti di squalo contro i veleni, prodigi naturali, straordinari artificialia. Abbate racconta nascita e sviluppo della Wunderkammer tra manierismo e barocco. Luoghi incantati in cui venivano esposti oggetti naturali o artificiali, dotati di bellezza e magia. La wunderkammer italiana reca, accanto agli oggetti stravaganti che fanno tradizionalmente parte delle stanze nordiche, reperti archeologici ed antiquari. Le nostre stanze sono più aperte alla solarità mediterranea

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CHESTERFIELD – Storia e simboli dei nobili divani e delle poltrone. Dove trovare gli originali

Non è un divano né una poltrona qualsiasi, ma è l'incarnazione dello status symbol del mondo aristocratico britannico. Esso fu molto utilizzato nei club inglesi per la comodità nella solennità, per la resistenza e per l'igienicità. Il cuoio perfettamente conciato, permette infatti, a differenza dei divani di stoffa, di pulire cuscini, braccioli, schienali. La leggerezza - in quelli più antichi ci sono anche le rotelle, consentiva di spostare rapidamente divani e poltrone, come fossero sedie, per creare, allargare o restringere nuclei di conversazione nei club aristocratici stessi. Il Chesterfield fu ed è molto presente nelle dimore aristocratiche di Londra e della campagna britannica.

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