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Archivi Mensili: aprile 2017

Perchè parlare di Giotto e di san Francesco in Egitto può offendere i musulmani?

Nel 1219, san Francesco d'Assisi incontra il sultano d'Egitto a Damietta, sulle rive del delta del Nilo, nel pieno della follia omicida della quinta crociata. 800 anni dopo il Papa è giunto a un incontro tra cristianesimo e Islam. Questo aspetto. legato a San Francesco, è stato comunque reso poco evidente, a livello di mass media nel timore che fosse equivocato. Francesco era partito nel 1217, per convertire gli "infedeli". A causa del naufragio della nave aveva rinviato il viaggio ed aveva raggiunto Damietta, in Egitto, successivamente. Fu presente alle azioni della V Crociata nel 1219. I cristiani assediavano la città, tra le paludi. Francesco tentò di fermare nuovi attacchi, ma non fu ascoltato. Fonti non francescane rivelano questa sua presenza nel campo, nelle cronache dei presenti, e l'azione da lui svolta per evitare uno scontro con i musulmani

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Perchè le nubi dell’Urlo di Munch sono rosso-arancioni?

Un immenso attacco di panico, che diventa rappresentazione dell'orrore dell'umanità, davanti al nulla. Munch storicizzò il momento terribile che gli strappò l'urlo e che fu base dell'omonima opera della quale ci siamo ampiamente occupati, anche attraverso le dirette dichiarazioni autobiografiche del pittore. Nell'aprile 2017, altre interessanti novità,a livello di studio, che coinvolgono il contesto, cioè quell'ondulata nube rosso-arancione che vibra sinistramente nel quadro. Sono stati presentati gli esiti di uno studio che mette in luce la realtà atmosferica rappresentata, pur con la distorsione espressionista, nell'opera

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Come nasce una statua di bronzo. Nel cuore l”Idolino di Pesaro. Il filmato

Le operazioni diagnostiche condotte con tecnologie avanzate sull'Idolino di Pesaro - una statua romana in bronzo conservata nel Museo archeologico nazionale di Firenze, trovata nel periodo rinascimentale a Pesaro e forse copia di una statua classica risalente al 420-430 aC. - e la realizzazione di una copia della scultura realizzata a partire dal suo calco consentono di capire le diverse operazioni che vengono richieste dalle fusioni in bronzo

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Nadiva Sharania, un’indo-europea sui tetti di Hollywood. Il filmato

Nadiva Sharania. Quando si dice indo-europeo basta guardare Nadiva per comprendere quanto siano somaticamente pressochè inesistenti, rispetto alla popolazione europea, quelle varianti che costituiscono i diversi modoi di essere e integrarsi, fisiognomicamente, dell'umanità nel mondo. L'allineamento, nella bella modella - nata a Vancouver, in Canada, nel 1990 - agli atteggiamenti posturali dell'Occidente è poi assoluto. Qui posa, come in una caccia all'immagine, sui tetti hollywodiani.

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Piccoli misteri – veri, non veri – nella pittura del Rinascimento. Il video

Un filmato carino raccoglie ipotesi relative a possibili forme-significato nell'arte Rinascimentale. Riteniamo che quanto si afferma sull'Ultima Cena nasca esclusivamente da un'attenzione armonica del pittore rispetto alla rappresentazione. Nel Trattato sulla Pittura, chiedeva ai colleghi di valutare l'efficacia di un'immagine attraverso la verifica attraverso lo specchio. Ciò per favorire una figura vera. Il minimo "movimento" di Cristo è poi prodotto dalla visione centrale del quadro. Cristo è rappresentato frontalmente. Le figure degli apostoli sono invece dipinte , in buona parte di tre quarti e ciò ne moltiplica e ne muta la massa, se noi agiamo con un'immagine ribaltata e sovrapposta. Per quanto riguarda l'Annunciazione, sabbiamo bene che quelli son i segni celesti che appaiono ai pastori; non comete, riservate ai Magi, ma grossi, lucenti pianeti, come quelli sui quali si manifestano Gesù e Maria nella pittura medievale.

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Quanti mali, Monna Lisa: le diagnosi mediche osservando il volto dell’illustre paziente

L’osservazione del più celebre ritratto del mondo, ha condotto la comunità medica a stilare una lunga, e un po’ improbabile, lista di patologie cui potrebbero essere attribuite le caratteristiche fisiche della modella. Ma quella cisti sull’occhio è chiaro segno di una cardiopatia

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Flor Garduño, dissolvenza in 3d per le immagini della giovinezza trionfante. Il video

Il fotografo messicano Flor Garduño realizza esclusivamente fotografie di nudo femminile, in bianco e nero, usando solo luce naturale. Garduño è nato nel 1957 ia Città del Messico. All'età di cinque anni la famiglia si trasferì in una fattoria a 25 chilometri dalla capitale. Ha studiato arte all'Accademia di San Carlo e ha poi lavorato come assistente nel laboratorio fotografico del famoso fotografo messicano Manuel Alvarez Bravo. Qui nel filmato, le sue immagini sono trattate con dissolvenza 3d

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Carole, Carole. Le foto di lusso-lussuria del maestro dei set anni Ottanta

Carol Congos - e qui omettiamo le misue noiose, dicendo che è piuttosto alta, ma non altissima - è stata una delle modelle preferite dal fotografo Marc Lagrange. Preferenza che nasceva dall'assoluta bellezza elegante della giovane donna e di una grazia incomparabile. Ora, negli anni della crisi nei quali l'economia e il mondo sono piatti, mentre i seni vengono gonfiati - viene un po' di malinconia nel percorrere questo album di Lagrange permeato dal sogno del lusso-lussuria, a portata di tutti. Un mondo, quello degli anni Ottanta e della sua lunga coda, che ci siamo bevuti troppo presto

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40 metri di fotoaffresco. Ecco come lavora Jr, l’artista amato da Hollande

Si definisce un fotograffitista. Utilizza, cioè, le fotografie come fossero immensi graffiti urbani. Fotografie gigantesche, bianco-nero che rinviano alle icone del graffitista Banksy e, al tempo stesso, ai grandi e affollati dipinti della pittura ottocentesca. Delacroix, ad esempio. Le immagini vengono composte da tasselli iconici, montate, stampate, incollate come manifesti, sovrapponendo ai fogli uno strato di colla. Per realizzare la sua ultima opera, impropriamente definita affresco dai francesi, Jr ha compiuto un'infinità di scatti fotografici, ricavando i volti di 800 giovani abitanti di un quartiere degradato di Parigi, che porta un nome idillico - Les Bosquets - ma che presenta, sia urbanisticamente che antropologicamente, i segni del dolore immenso dell'esclusione e del conflitto

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Si schiudono le uova covate dall’artista francese Abraham Poincheval. Il video

La sofferenza e la straordinaria applicazione sono i criteri che presiedono le opere dell'artista francese Abraham Poincheval. Una sofferenza che sfiora il disumano. L'ultima performance si è tenuta nell'aprile 2017 all'interno degli spazi del museo di Tokyo a Parigi. Il giovane artista si è rinchiuso in una struttura di plexiglass, coperto da un piumino, ed ha iniziato a covare dieci uova. Una sfida, per certi aspetti grottesca, che ha messo a dura prova il suo protagonista. Il riposo concesso, infatti, non è stato più di mezz'ora al giorno. Le uova, per schiudersi, devono essere mantenute a una temperatura costante che è lievemente superiore a quella dell'essere umano due punti: 37°. Per surriscaldarsi, Poincheval ha così dovuto coprirsi a dismisura. Il 18 aprile, il primo risultato con la schiusa di un uovo. Lui ha commentato questo evento con entusiasmo, poiché la nascita del pulcino l'ha fatto sentire all'interno della materia. Naturalmente, al di là del riconoscimento delle estreme capacità di sofferenza dimostrate dall'artista stesso in diverse occasioni, si apre la discussione sul medium e sulle finalità dell'arte, sempre più un fenomeno destinato a suscitare scalpore e sorpresa per forare il guscio impenetrabile dei mass media

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