Archivi Mensili: novembre 2017

Il significato e il dono dei ciclamini nell’arte e nella magia. Tra Plinio il Vecchio e Brueghel

Brueghel il Vecchio (nell'immagine sopra, alla nostra sinistra) utilizzò una radice di ciclamino e un minuscolo cespo di fiori e foglie per rappresentare in chiave allegorica - e in contrasto con i fiori possenti e appariscenti, ma effimeri che appaiono nel vaso - la resurrezione di Cristo - il ciclamino, infatti, rifiorisce ., la sua semplicità, il suo celestiale profumo e la forma meravigliosa pur in una piccola "livrea" che sembra non poter competere con altri fiori. Ciò rappresenta anche il simbolo di una fede silenziosa dell'uomo probo, profonda, radicata, che rifiorisce in eterno. Nell'Ottocento il ciclamino fu amatissimo, come tutti i fiori spontanei, come dono della natura e dell'amore

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Simone Fazio, così si dipinge una Vanitas in tempi post-moderni

Il finalista del Nocivelli 2017: "Natura Morta: Ossa. Un piatto di ossa sospeso in una quinta oscura è il tema della mia opera. Opera allegorica, che richiama più temi. in primis un memento mori dai connotati del dopocena, ma anche una parentesi di riflessione sul significato simbolico che il piatto d’ossa-i possiede: secondo il cristianesimo sono i semi della resurrezione, per altri solo la metafora dell’ impermanenza e alla vacuità. Per gli alchimisti il simbolo si lega al concetto di nigredo (dal latino colore nero o nerezza), fase in cui la materia deve essere decomposta affinché si ritorni all’origine, nel momento di caos primigenio da cui nasce la creazione. Tutto è avvolto da una quinta oscura, si sta meditando sulle nostre ombre interiori (e allo stesso tempo) sulla rinascita, sottolineata dalla luce che bagna questi resti: la luce dell’albedo, l’illuminazione che arriva dall’alto a benedirci dopo un periodo all’inferno. Sperata, ma non certa".

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I desideri erotici di vecchi importuni: stalking e molestie sessuali nella pittura antica

Se i popoli del Nord Europa dimostravano di apprezzare la grottesca raffigurazione della libidine femminile - quando ormai la fecondità era finita e i tempi non si sarebbero più rivelati pronubi all’amore con santi fini riproduttivi -, in Italia il gusto aveva una carica algebrica di segno opposto. I collezionisti sceglievano scene di seduzione nelle quali il corruttore fosse il maschio

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Gauguin, l’alchimista. Non solo pittura. Verso l’arte totale con ogni materiale. Il video

Un genio multiforme, che esplorò non solo il campo della pittura, con risultati eccelsi, ma che fu anche scultore, decoratore, grafico, con il fine di fissare quegli elementi dell'archetipo perduti da una civiltà che aveva disperso i simboli vitali e spirituali, in esclusiva adorazione di una nuova trinità: Scienza, tecnica e denaro. Questa ricerca spesso spasmodica non solo lo portò a viaggiare e a percorrere territori oggi proibiti - come quello, a quei tempi tollerato, delle adolescenti -, ma, in un vitalismo che non conosceva requie, ad esprimersi con tutto ciò che aveva a disposizione. O che costruiva, appunto, come un alchimista, che adorava il punto di contatto tra materia e spirito. A questo versante il Gran Palais ha dedicato una mostra allestita al Gran Palais: Gauguin l'alchimista - 11 ottobre 2017-22 gennaio 2018 - finalizzata a scoprire in profondità la notevole complementarietà delle creazioni del pittore nei campi della pittura e delle arti grafiche e decorative

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Emilia Castañeda Martínez, sguardi, abbracci e tentazioni

Nelle sue opere - dove potrebbe essere intuito, a prima vista, un tema di analisi lesbica - l'autrice-protagonista, in realtà, porta lo sguardo altrove, verso una figura che non appare in scena e che non esiste più, nemmeno nella realtà. Uno sguardo fisso e malinconico, nel vuoto, alla ricerca di una persona importante che si è perduta. Forse l'uomo, molto virile, che appare in alcune scene dei suoi acquerelli. La compagnia di un altra donna, un'amica che guarda od è guardata, non lenisce il grande dolore di quel lontano distacco. Altri amori risultano impossibili. Impossibile ogni incontro

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Telefonini e oggetti che potremmo avere in casa e che oggi valgono una fortuna. Video

La rapidità con la quale la tecnologia supera se stessa e i propri prodotti per velocizzare i consumi comporta un'accelerazione dei processi di aumento del valore degli oggetti caduti in disuso da qualche anno. Non molti infatti hanno conservato il vecchio telefonino o tastiere gioco dei figli, nel frattempo diventati adulti. Ma un'occhiata in casa può permettere di fare qualche interessante scoperta, da trasformare in un'interessante risorsa economica. L'importante è sapere ciò che il mercato del collezionismo sta premiando. Ecco due filmati che ci aiutano notevolmente in tal senso

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Brigitte Bardot, le più belle foto d’arte della “bionda aggressiva”

Nella sua "prima vita", Brigitte Bardot era un'aspirante ballerina. Nel 1947 venne accolta al Conservatorio di Parigi e, per tre anni, frequentò le lezioni di balletto del coreografo russo Boris Knyazev. Ma la sua seconda vita, come ben sappiamo, prese presto una via diversa. Brigitte rese esplicito, a livello di icona, l'"aggressività della bionda", considerata nel Novecento una donna di per sè "pericolosa". Fu in competizione con un altro grande modello di bellezza, quello di Claudia Cardinale, elegante bruna. Modello della donna-sposa

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