Archivi Mensili: novembre 2017

Brigitte Bardot, le più belle foto d’arte della “bionda aggressiva”

Nella sua "prima vita", Brigitte Bardot era un'aspirante ballerina. Nel 1947 venne accolta al Conservatorio di Parigi e, per tre anni, frequentò le lezioni di balletto del coreografo russo Boris Knyazev. Ma la sua seconda vita, come ben sappiamo, prese presto una via diversa. Brigitte rese esplicito, a livello di icona, l'"aggressività della bionda", considerata nel Novecento una donna di per sè "pericolosa". Fu in competizione con un altro grande modello di bellezza, quello di Claudia Cardinale, elegante bruna. Modello della donna-sposa

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Lucrezia Costa, ritratti sequenziali a una ragazza transgender

L'autrice, finalista al Nocivelli 2017: Ho avuto la fortuna di conoscere nella mia Accademia Giacomo, un ragazzo transgender che, nato nel corpo di donna, dopo anni di tormenti ha capito che il problema era proprio il suo corpo. Mi sono approcciata a lui prima di tutto chiedendogli di raccontarmi la sua storia e di estrapolare dieci momenti della sua vita che lui ritiene fondamentali (l’opera totale è composta da 10 foto ma in concorso ne ho esposte 3). Dopodiché ho cercato di trasformare ognuno di questi momenti in uno scatto e dopo aver avuto la sua approvazione siamo andati in studio a scattare".

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Come facevamo l’amore ai tempi di Stendhal, i disegni erotici del suo amico Henry Monnier

Nonostante la natura non fosse stata, a livello del volto, particolarmente benigna con lui - a tal punto da farlo apparire sgradevole, nei lineamenti troppo pesanti - Stendhal fu un grande seduttore, teorizzatore del mitragliamento d'offerte - una su dieci, diceva,riferendosi alle donne, cadrà ai tuoi piedi -, abile giocatore dei poteri seduttivi della propria divisa napoleonica e dell'eloquio da intellettuale. Le sue imprese erotiche furono vaste, compulsive, a partire da quando - ma allora sembrava davvero facile - scesa in Italia con l'esercito napoleonico. Ai sogni erotici di Stendhal, di cui fu amico e dal quale fu aiutato, agli inizi, diede forma e colore Henry-Bonaventure Monnier

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Galileo Galilei, critico d’arte. Perché stroncò Parmigianino, Bronzino e Annibale Carracci

Non amò quegli autori che misero in crisi l'equilibrio filosofico e formale del Rinascimento. Quindi fu avverso al Manierismo. Uno scienziato libero sì da ogni misticismo, ma anche sensibile ai preconcetti del purista e del classicista, di un esploratore piuttosto che un demiurgo nel campo dell’astronomia, ma – da un altro punto di vista – si staglia quello di uno spirito illuminato da un atteggiamento mentale nei confronti della pittura dominato da una curiosa mescolanza di intuizioni profetiche ed accademismo

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Dipingere con una lente e con il sole ustionante. Il video

La concentrazione dei raggi solari permette a Stefano Marangon di provocare bruciature controllate su tavolette di legno e di realizzare mappe cosmiche, impronte o tracce mistiche, secondo una concezione sciamanica del mondo. Ecco il video. Le lenti seguono generalmente un disegno preparatorio steso sul supporto e le mani allenate di Marangon conducono in modo molto preciso quel fascio di raggi, condensato e "tagliente" , lungo le silhouette, provocando bruciature più o meno intense, giungendo persino a controllare le fiamme o espandendo più rapidamente i movimenti del medium vitreo per ottenere colorazioni più lievi e diffuse.Le opere ottenute sono soli, mappe astrali, impronte digitali di mani e piedi.

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Egon Schiele erotico condannato per corruzione

Il diario dal carcere di Egon Schiele, che nell’aprile del 1912 fu incarcerato. L’autoricostruzione di un “crimine”: l''ospitalità data ad una giovinetta appena conosciuta. L’arrivo del padre di lei seguito a breve distanza da una visita della polizia. La candida dichiarazione relativa a disegni erotici che la (in)Giustizia trasforma in osceni. Schiele investiga su se stesso per capire i motivi della sua carcerazione. Di quei giorni interminabili durante i quali si rende conto di come il suo arresto non sia un malinteso.

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Corna e scongiuri nell’arte. Era preghiera fare le corna a un funerale

Le corna e gli scongiuri appaiono, in antico, legati soprattutto all'arte funeraria e, sporadicamente, a personaggi mitologici. Ad essere impegnata in questo gesto di scongiuro è sempre la mano sinistra. Il segno delle corna è presente in centinaia di urne cinerarie etrusche. E questa continuità iconografica può essere osservata in particolar modo nel museo di Volterra. La patera, contenitore votivo, viene tenuta ferma dalla sinistra del defunto, rappresentato sull'urna stessa, mentre, chiusi contro la palma il dito medio e l'anulare, esibisce indice e mignolo. Al di là della superficiale superstizione che oggi siamo portati ad immaginare attorno al gesto, questo segno doveva costituire un potente viatico per l'Aldilà

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La via della Bellezza. Il linguaggio delle anime nella mostra curata da Barretta

E un’opera d’arte può aprire gli occhi della mente e del cuore, sospingendoci verso l’alto. Ma ci sono espressioni artistiche che sono vere strade verso Dio, la Bellezza suprema, anzi sono un aiuto a crescere nella preghiera. Si tratta delle opere che nascono dalla fede e che esprimono la fede e fanno crescere in noi il desiderio di attingere alla sorgente di ogni bellezza. Questo il senso e l’itinerario dato alla mostra “La via pulchritudinis”, che ha coinvolto musei, collezionisti e artisti di diverse discipline, per una rinnovata via verso la bellezza che va dall’arte sacra del Cinquecento ai maestri dell’arte moderna e fin sulla soglia di un’arte contemporanea nei segni del religioso

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