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Archivi Mensili: gennaio 2018

Toulose-Lautrec – Quanto vale un manifesto del pittore della Parigi notturna? Il video

Un viaggio tra le opere di Toulouse-Lautrec, a partire dagli straordinari manifesti che hanno segnato un'epoca. Dalle immagini alle quotazioni gratuite. Per passare poi ai dipinti, che si dispiegano su una linea parallela a quella di Degas, in un filone diverso da quello di Monet e dei "naturalisti ottici" che pur erano loro compagni di strada

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Siena, i castelli e i borghi visti dal drone. Qui un breve filmato per sorvolare tante bellezze turrite

Quando le popolazioni italiche, in seguito alle scorrerie, si concentrarono sulle dorsali collinari, sopra le piane, furono poste le basi per il grande sviluppo dell'architettura romanica, tra sobrio spontaneismo ed edifici pubblici assegnati, per la progettazione, a straordinari capomastri. Nacque così una suggestiva teoria di castelli-recetto, di borghi fortificati e le antiche città si svilupparono. La palma della bellezza di questo museo diffuso d'architettura e di antropologia, che qui poggia le basi su una matrice etrusca, spetta senza dubbi alla Toscana. Nel video girato con il drone vedremo diverse tipologie di nuclei urbani, osservati dall'alto, e la splendida città di Siena

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Le farfalle segnano il punto d’incontro tra la donna e l’anima. Le foto di Ione Rucquoi

Nata nel 1975, a Oxford, Ione Rucquoi è una fotografa e artista concettuale che lavora molto sull'ossessione e sul rapporto irrisolto tra le giovani donne e il corpo.La libertà di sentirsi e di osservarsi, pare diventare un incubo legato alle interiora e a quanto la bellezza dell'epidermide nasconde. Anche l'angelicazione della maternità si trasforma nel sogno inquieto di partorire figure-altre, creature mostruose. Testimonianza delle enormi difficoltà di autopercezione di un equilibro tra la parte culturale e quella materiale, il tema è antropologicamente centrale nei nostri decenni - viene esplorato anche da Vanessa Beecroft - e perfettamente narrato da Rucquoi affinchè possiamo riconoscerlo e distaccarcene, in direzione di nuovi contrappesi.

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Philip Pearlstein, stella americana del realismo. Verità, nudo, contrasti, eros

Philip Pearlstein (1924) è un pittore americano, uno dei più importanti artisti innovativi della scuola realista statunitense. Pearlstein è nato a Pittsburgh, in Pennsylvania. Ha studiato presso il Carnegie Institute of Technology e ha conseguito un master in storia dell'arte alla New York University. Quando Pearlstein ha iniziato a lavorare sulla figura, i modernisti hanno mostrato il loro completo dissenso rispetto a questa scelta. Anche per questo si trovò alle prese, nel proprio atelier, con numerosi tentativi di innovazione, rispetto alla rappresentazione della figura e in tal modo ha contribuito a reinventare i piani espressivi attraverso i quali il realismo può essere considerato ancora vivo e necessario, nell'interlocuzione con altre scelte. Il Milwaukee Art Museum gli ha dedicato una retrospettiva nel 1983 e ha accompagnato la mostra con una monografia completa sui suoi dipinti.

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L’autoritratto “in famiglia” di Crespi. Un’istantanea straordinaria ed ironica

In una stanza dalla luce talmente soffusa da impedire il riconoscimento dell’ambiente circostante, presumibilmente il soggiorno, l’artista emiliano si effigia mentre è intento a trainare giocosamente un carretto di legno sul quale è posto, immerso in morbidi cuscini e calde coperte, il figlio minore, Luigi. Alle spalle del padre ecco Maurizio, il primogenito, che ritto a cavalcioni di un bastone, è intento a imitare un cavaliere sul suo destriero

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I colori della musica, le cover musicali firmate dai grandi della pittura

Quando le copertine dei dischi vengono affidate al genio creativo del pittore. Dalla Banana di Warhol per i Velvet Underground al “pantheon” pop di Blake per il Sgt. Pepper beatlesiano. Poi Haring, Serra, Opie… E in Italia? L’apripista è stato Mario Schifano. l 12 marzo del 1967 i Velvet Underground pubblicano il loro primo album, il “disco della banana”, prodotto e illustrato dal pigmalione Andy Warhol. Nel giugno dello stesso anno, Peter Blake realizza la copertina di Sgt. Pepper’s lonely hearts club band, ottavo, sovversivo lavoro dei Beatles: dopo l’incontro con il Flower Power (la cultura hippy), i Baronetti stravolgono le convenzioni discografiche britanniche con le loro uniformi da circo in raso rosa, azzurro e giallo. Infine, in autunno, a Roma, le esecuzioni live del Piper vengono riprese in chiave prog-pop-jazz da un insolito gruppo, Le stelle di Mario Schifano: mentore è lo stesso artista, che cura anche la cover del disco con un suo dipinto coevo.

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Conosci la storia e l’uso propagandistico della statua della chimera? Scoprili in un minuto

Com’è noto, il mostro (datato alla fine del V secolo a.C.) appare ferito, la testa caprina sollevata verso un lato (dove doveva trovarsi, forse, in origine, la figura di Bellerofonte, che, secondo il mito, uccise la Chimera in un terribile scontro), mentre si ritrae sulle zampe posteriori, con il corpo in grande tensione che lascia intravedere la muscolatura e le ossa, la bocca spalancata, sofferente. La coda, serpentiforme, fu rinvenuta spezzata e ricreata ex novo nel XVIII secolo. L’iscrizione Tinscvil su di un arto ne indicò, da subito, l’appartenenza etrusca.

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Furto della Gioconda – “Mio padre, il ladro della Gioconda” (parte 1)

Nel centenario della riconsegna della Gioconda (1913-2013) Stilearte ripropone una preziosa intervista esclusiva che ebbe con a Celestina Peruggia, figlia dell'autore del "colpo del secolo", scomparsa nel marzo 2011 . La signora Peruggia rispose alle domande,, senza reticenza.

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