Archivi Mensili: gennaio 2018

Clara Scola, cronometrare la polvere. Il gesso eterna scontrini e carte che volano in città

L'artista - Premio finalisti Nocivelli 2017 con "Cronometrare la polvere"- analizza la propria opera: "Un gioco di copie di ricordi, di questo si è trattato. Circa 300 calchi in gesso di scontrini conservati (o forse sarebbe meglio dire collezionati) in tre anni. Gli anni della mia emancipazione. Esperienze, emozioni, persone nuove, voglia di andare lontano e di sognare. Ogni singolo scontrino riportava la data, l'ora, il luogo e cosa avevo preso. Hic et nunc".

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I fiori nella storia del cinema, dalla seduzione all’ombra del senso. Il video

I fiori rappresentano, agli occhi dell'umanità, la bellezza senza senso che precede il frutto. Non c'è frutto, senza fiore. Questa è l'esperienza maturata dall'osservazione empirica del mondo. Ogni paradiso è costellato di fiori non solo perchè essi sono molto spesso dotati di colori intensi - e anche quando sono bianchi si permeano di luce atmosferica - ma in quanto sono legati al grande ritorno della primavera, al rifiorire della vita, alle atmosfere dolci, all'amore. Ecco. Il mazzo di fori è amore, mentre una pianta in vaso è affetto. Le donne chiedono che sia bloccata la bellezza, che non sia un elemento in un divenire fruttuoso. Le donne chiedono al proprio uomo che risalga all'Eden e che, per loro, sottragga al giardino proibito un angolo di bellezza senza senso. Nel cinema questa connotazione è spesso sottolineata. Il fiore è gentilezza e apparente idealità. Il fiore accompagna i defunti nell'ultimo viaggio e li accosta, nella tomba, a garantire un'eterna fioritura dell'anima, un eterno ritorno. Nel video vedremo come il cinema ha declinato, nei modi più creativi e poetici, meravigliosi mucchi di petali

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I quattro nomi dei fratelli van Veerle – Da Venezia ad Anversa, il traffico illegale dei capolavori italiani

A metà del XVII secolo trasportavano capolavori di Bellini, Giorgione, Veronese e Tintoretto, facendoli viaggiare da Venezia ad Anversa nella stiva delle navi, tra salumi e pesci in conserva. Lionello Puppi sulle tracce della più straordinaria coppia di trafficanti d’arte della storia, usa a celare la propria identità sotto diversi cognomi di fantasia. Le clamorose vicende della pala di San Cassiano di Antonello da Messina e del ritratto di Daniele Barbaro di Tiziano Vecellio

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Educare agli inganni di photoshop. Ecco il prima e il dopo

Le nuove tecnologie comporteranno, sotto l'aspetto educativo e percettivo, una nuova necessità morale e didattica, al cospetto delle immagine. E cioè che, a differenza di quanto riteniano come dato acquisito - "la fotografia è la modalità di rappresentazione oggettiva della realtà" - il prodotto fotografico è estremamente manipolabile, attraverso programmi di grande resa. Non è un concetto da poco. In passato erano possibili fotomontaggi o lievi fotoritocchi. Oggi, chiunque, è in grado di deformare la realtà. Questo dato di fatto, al di là delle implicazioni generali, può avere un grande peso da considerare nella vita di tutti i giorni, soprattutto quella delle adolescenti o degli adolescenti, che sono ancora preda di pregiudizi estetici e che avvertono il proprio crpo imperfetto, inadatto a presentarsi e a partecipare alla competizione sociale e sessuale

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Gli sposi combattano la lussuria: il monito viene da pellicani e conigli dipinti

Un cassone ligneo come ammonimento contro le tentazioni peccaminose... Nell’iconografia religiosa l’animale mantiene un’accezione negativa. In alcune scene di san Gerolamo nel deserto, ad esempio, alluderebbe alle passioni e alle tentazioni demoniache contro cui deve lottare l’eremita. Agli uccelli - creature del cielo, simili ad angeli - è invece affidato il compito di stanare le “malvagie” lepri.

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Arti minori. Nasce la figura del gino-tatuatore e del gino-painter. Il video

Ognuno ha le proprie specializzazioni. Ma chi avrebbe mai detto che, tra le diverse professioni, potesse nascere quella del gino-painter o gino-tatuatori, certo, che vengono ricercati perchè loro, quella parte lì, la "dipingono" come pochi altri? Pare che non siano poche le clienti interessate a ridere di una propria parte del corpo, a mimetizzarla, a trasformarla, in alcuni casi, in mostri tanto simili a quelli di Bomarzo. Ora va di moda una sorta di sinopia. Si prova, sui genitali, con colori lavabili. E se la cliente è soddisfatta, si passa, come avviene nell'affresco, alla stesura indelebile. Dobbiamo ammettere che al di là di alcune opere lievemente sconcertanti, gli effetti ottenuti sono sorprendenti e mostrano notevoli qualità tecniche degli artisti

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Quel Paperone d’un Prassitele: quanto guadagnavano gli artisti dell’antica Roma e della Grecia

Un libro di Maria Letizia Gualandi rivisita l’arte antica in Grecia e a Roma senza trascurarne gli aspetti più “prosaici”, legati all’economia ed al mercato - Pittori e scultori, anche se abili, venivano considerati artigiani - Le firme ed i falsi - Quali erano i redditi, quale lo status sociale d’un artista celebre - Cicerone il collezionista: predicava bene ma razzolava malissimo.

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Il gioco di Milo Manara, come aprire in una donna ritrosa la porta della spudoratezza

Tra i fumetti erotici d'autore, un posto di rilievo spetta a Il gioco di Milo Manara, che tanto successo ebbe dopo la prima pubblucazione da diventare immediatamente un cult e da diventare un serial. La prima puntata uscì nel 1983 sulla rivista Playmen, mentre le tre storie successive (Il Gioco 2, Il Gioco 3 e Il Gioco 4) furono pubblicate nel 1991, nel 1994 e nel 2001. Il fumetto ha riscosso particolare gradimento in Francia, dove è apparso sulla rivista L'Écho des savanes, nello stesso anno della pubblicazione italiana, e subito dopo è stato trasformato in un libro dall'editore Albin Michel. Nel 1984 i francesi proposero un film tratto da quel soggetto. Nel 2001, negli Stati Uniti, si giunse a un produzione televisiva

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Gli affreschi medievali del disonore. L’Italia delle guerre civili espone gli sconfitti

Cavalieri in soffitta, legati e forse portati al patibolo con i militari sguaiati, accanto a gatti e topi. Così in un angolo inaccessibile del palazzo furono rappresentati i ghibellini bresciani che avevano perduto il Comune. Dipinti guelfi di straordinario interesse pittorico e storico. “Colonne infami” che risultano sconosciute a quasi tutti i bresciani. Sandra Baragli, studiosa a livello nazionale della pittura del Duecento e del Trecento, legge per Stile queste opere violente, invitando a un recupero espositivo

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