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Archivi giornalieri: 15 febbraio 2018

Faustino e Giovita forti come Castore e Polluce. L’iconografia binaria dei santi

L’immagine binaria dei due santi costituisce, nel periodo rinascimentale, il potenziamento del concetto di simmetria nella rappresentazione. Essi costituiscono un perfetto contrappeso formale. Si presentano in forma speculare, così da divenire elementi compositivi e architettonici che conferiscono al dipinto o al bassorilievo una notevole stabilità. Una stabilità formale che diviene una stabilità sostanziale

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Fotografi e modelle in vacanza: il paesaggio più bello è sempre donna

Model Society è una realtà che opera nel settore delle modelle, con particolare riferimento al mondo fotografico. Recentemente, considerato un particolare ostracismo che le società anglosassoni hanno nei confronti del cosiddetto nudo d'arte - retaggio, certamente della durezza del sentire vittoriano e puritano, che permane -Model Society ha lanciato una campagna con la quale sottolinea le differenze che corrono tra le foto di nudo artistico e la pornografia. A quanto sembra, infatti, i social fanno di tutte le erbe un fascio e molto spesso queste immagini patinate sono penalizzate. Diverso è l'atteggiamento di noi mediterranei. Per noi la nudità - così presente nelle statue antiche, negli abbigliamenti leggeri, nella libertà del mare - incarna invece la gioia della bellezza.

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Stendhal a Brescia, dalla profezia di San Giovita ai Martinengo, da Bagnolo Mella alle case della città

La Certosa di Parma contiene alcuni riferimenti a Brescia, città nella quale Stendhal abitò per alcuni mesi. Era giunto in Italia con l’Armata napoleonica, all’’età di diciassette anni. Nel primo capito del romanzo egli allude, non senza certa ironia, alla cosiddetta profezia di “San Giovita, il primo patrono di Brescia (sic)”. Secondo questa voce che circolò negli ambienti aristocratici contrari all’invasione, il rientro dei francesi in Lombardia era temporaneo. “A giudicare da quel sacro oracolo – scrive Stendhal – la fortuna dei francesi e di Napoleone sarebbe finita esattamente tredici settimane dopo Marengo. Per scusare, almeno in parte, il marchese Del Dongo e tutti quei musoni di nobili campagnoli, bisogna dire che loro, alla profezia, ci credevano davvero, in buona fede”.

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Maria Lassnig, la pittrice femminista che esplorava il proprio corpo

Il concetto chiave che più di ogni altro caratterizza l’opera di Lassnig è quello di Körpergefühl o "consapevolezza corporea"; infatti analizzando introspettivamente la vera natura della propria condizione, seppe usare il mezzo artistico per esprimere sensazioni corporee. Sono numerosi gli autoritratti che danno prova della particolarissima forma di autoanalisi cui l’artista, dalla profonda sensibilità, si sottoponeva costantemente. La mostra organizzata dagli Uffizi

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L’ostrica, la perla, il sesso. Le foto dell’australiano Robbie Merritt. Breve video

Foto di nudo femminile e maschile, caratterizzate dalla ricerca del lusso che abita nei nostri corpi, prima che diventi apertamente lussuria. Questa cifra caratterizza la ricerca di Robbie Merritt, uno dei maggiori fotografi australiani nel campo dei ritratti e della moda. Nominato "australiano dell'anno" del 2014 ha legato l'attività fotografica all'impegno umanitario

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Chi era lady Godiva? E perchè fu celebrata dai pittori? La politica della bella eroina

Lady Godiva, o Godgifu (990 – 10 settembre 1067), è stata una nobildonna anglosassone, moglie del conte Leofrico di Coventry (Inghilterra). Era una latifondista e, nel corso della sua vita, promosse la costruzione di numerosi monasteri, sostenendo le attività caritative e sociali. Fu forse da questo nucleo caratteriale così attento alle opere di bene che emerse una leggenda, connotata eroticamente, ma finalizzata a raccontare la spudoratezza del bene. Il suo mito, celebrato da poemi e leggende antiche, fu trasposto particolarmente nelle arti figurative ottocentesche, quando il soggetto eroico poteva consentire agli artisti di unire una cena cavalleresca a un bel nudo femminile

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Giulio Alvigini, la scultura dell’uomo messo in un angolo. Esclusione e meditazione

Il giovane artista, Premio finalisti Nocivelli 2017, analizza la propria scultura: "Credo che I will never copy Maurizio Cattelan anymore sia l’ennesimo tentativo (fallimentare) di esorcizzare una delle isterie più frequenti nell’autoanalisi della figura del giovane artista: la frustrazione dell’epigonismo e la paura di un confronto citazionistico già perso in partenza. Davanti all’accusa e alla “punizione” simpsoniana inflitta per l’uso/abuso improprio di stilemi brandizzati altrui, l’installazione vuole descrivere, attraverso l’utilizzo del pupazzo come un’io feticcio, un’ulteriore via interpretativa sul tema: la costruzione di una carriera epigonale come scelta e discorso artistico, come forma di resistenza che si svolge in parallelo ad una distanza storica".

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